Ucraina, prima esercitazione della Forza multinazionale in Polonia: “Vogliamo essere pronti per il dopo-cessate il fuoco”
Un’esercitazione militare a cui parteciperanno migliaia di soldati per prepararsi a un’ipotetica missione postbellica in Ucraina volta a rilanciare l’economia del Paese e a ricostruire le sue forze armate. Lo hanno annunciato in una nota i ministeri della difesa di Regno Unito e Francia, secondo la quale l’esercitazione si terrà nel sud-est della Polonia e durerà dal 9 al 22 novembre, per verificare con quanta rapidità ed efficacia la Forza Multinazionale per l’Ucraina (MNF-U) sia in grado di dispiegarsi.
Le truppe si eserciteranno nel trasporto di persone e attrezzature, condurranno esercitazioni congiunte di comando e controllo e piloteranno caccia e un aereo cisterna per il rifornimento in volo, in preparazione all’aiuto all’Ucraina per riaprire i propri cieli. La prima esercitazione militare della forza, guidata da Gran Bretagna e Francia, mira sia a testare i piani di dispiegamento sia a inviare un messaggio alla Russia e all’amministrazione Trump, per far capire che i Paesi europei stanno rafforzando la propria presenza militare.
“In caso di pace – ha fatto sapere il ministero della Difesa di Londra -, la MNF-U contribuirà a rafforzare la futura sicurezza dell’Ucraina, garantendo cieli e mari più sicuri e rigenerando le forze armate ucraine. Il suo intervento in Ucraina avverrebbe solo dopo la cessazione dei combattimenti e su richiesta del governo ucraino. Non svolgerebbe compiti di mantenimento della pace né di monitoraggio del cessate il fuoco”.
Insieme alla Francia e al Regno Unito, altri 8 Paesi europei schiereranno 2.800 soldati in Polonia. L’esercitazione era stata pianificata inizio anno, ma si svolge in un momento in cui diverse nazioni europee, tra cui la Polonia, hanno messo in guardia dalla crescente minaccia rappresentata dalle attività segrete russe, tra cui sabotaggi, spionaggio e incursioni di droni. Il Servizio di intelligence della difesa danese ha affermato che Putin potrebbe sferrare attacchi militari contro la Nato solo se ritenesse che l’Alleanza non risponderebbe collettivamente e “soprattutto se la Russia valutasse che gli Stati Uniti non possano o non vogliano sostenere i paesi europei della Nato in una potenziale guerra contro la Russia”.
Sia la Gran Bretagna che la Francia fanno parte di un gruppo politico più ampio composto da 37 Paesi a sostegno dell’Ucraina, la cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ripetutamente affermato che, in caso di accordo di pace, dovranno esserci solide garanzie di sicurezza da parte degli alleati occidentali di Kiev, compresi gli Stati Uniti, per dissuadere Vladimir Putin dall’attaccare nuovamente il Paese. “Questa esercitazione dimostra che il Regno Unito si sta attivando, insieme alla Francia e ai nostri alleati, per prepararsi al giorno in cui la pace tornerà in Ucraina”, ha affermato il ministro della Difesa britannico, Wes Streeting.
Se dispiegata una volta raggiunto il cessate il fuoco, la forza contribuirebbe a rigenerare e rafforzare le forze armate ucraine, fornirebbe la garanzia necessaria per riaprire i cieli del Paese e aiuterebbe a bonificare le mine nel Mar Nero, ha affermato il tenente generale Tom Bateman, comandante della Multinational Force-Ukraine. Secondo alcuni esperti, tuttavia, il dispiegamento post guerra potrebbe non avvenire mai visto che la missione nel suo complesso è ostacolata da numerose sfide, tra cui i combattimenti in corso, i dubbi sul sostegno americano e l’esito delle imminenti elezioni francesi. Ma l’ostacolo maggiore resta il no opposto da Mosca a qualsiasi dispiegamento di truppe Nato in territorio ucraino dopo l’eventuale raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco.
Tutti i Paesi europei coinvolti nella forza affermano che procederanno al dispiegamento solo una volta cessate le ostilità. I negoziati di pace si sono arenati all’inizio di quest’anno dopo che Donald Trump ha dato il via alla sua guerra con l’Iran, mentre a settembre ha dichiarato di aver concluso un accordo con la Russia per la fornitura di gasolio agli Stati Uniti in vista delle elezioni di medio termine, nel tentativo di abbassare i prezzi del carburante, fornendo così una spinta politica ed economica al Cremlino.
L’Italia non ci sarà perché il governo non ha aderito alla MNF-U. Roma ha annunciato la volontà di mantenere gli impegni circa gli aiuti finanziari e militari, ma ha opposto un rifiuto categorico all’invio di soldati sul campo per evitare escalation operative o postbelliche. Inoltre, pesano la natura extra-Nato della coalizione e la preferenza per i canali tradizionali euroatlantici: “Se ci fosse una forza multinazionale sotto egida Onu, l’Italia potrebbe starci”, ha chiarito il ministro della Difesa Guido Crosetto. Ma senza la copertura dell’Alleanza o delle Nazioni Unite, la decisione non cambierà.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.