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Monday, September 21, 2026

Cellule zombie nell'organismo che invecchia

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Man mano che l'organismo invecchia, nei tessuti si accumulano 'cellule zombie', cioè cellule ormai anziane che smettono di dividersi ma non muoiono. Ora, ricercatori guidati dal Massachusetts Institute of Technology (Mit), dal Massachusetts General Hospital (Mgh) e dalla Harvard Medical School hanno individuato il peculiare 'codice a barre' che le identifica: segnali che rappresentano specifici legami chimici nelle molecole, e che sono associati alla presenza di determinati lipidi, proteine ​​e altre molecole, come riporta lo studio pubblicato sulla rivista Nature Aging. Questi codici a barre sono stati visti in cellule di topo, ma i ricercatori sono al lavoro per adattare la tecnica ai tessuti umani, aprendo così la strada a diagnosi migliori per malattie dell'invecchiamento e allo sviluppo di nuove terapie.

Le 'cellule zombie' senescenti vengono solitamente eliminate dal sistema immunitario ma, con l'avanzare dell'età, questo processo diventa meno efficiente e le cellule anziane si accumulano, contribuendo al rilassamento della pelle, alla debolezza muscolare e a patologie croniche come l'artrosi e il diabete di tipo 2. Ricerche precedenti avevano già individuato marcatori di queste cellule, ma le tecniche utilizzate portavano alla distruzione delle cellule.

Per ottenere lo stesso risultato ma in modo meno invasivo, i ricercatori coordinati da Jeon Woong Kang e Peter So del Mit e da Jian Shu di Mgh e Harvard, si sono rivolti alla microscopia Raman. Si tratta di una tecnica di analisi non distruttiva che rivela la composizione chimica di tessuti o cellule colpendoli con un laser. Usando questo metodo, hanno analizzato campioni di pelle e polmoni di topi di 2 e 26 mesi di età. Uno dei cambiamenti più marcati osservati è l'aumento della produzione e dell'accumulo di lipidi nelle cellule anziane. Inoltre, in quelle della pelle risultano alterati i processi alla base della contrazione muscolare e del rimodellamento del collagene, mentre nel tessuto polmonare aumenta l'attività di geni coinvolti nell'infiammazione.

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