Peste in Siberia? I dubbi e le domande sulla morte Darya Shipilova: l’ipotesi di un incidente di laboratorio. Usa e Ue chiedono trasparenza alla Russia
“Polmonite di eziologia sconosciuta”. La morte di Darya Shipilova, 27 anni, in un istituto di ricerca della regione siberiana di Irkutsk ha aperto una serie di interrogativi che, al momento, non trovano una risposta definitiva. La giovane laboratorista è deceduta nella notte del 2 ottobre, dopo essere stata ricoverata. Ma è soprattutto il luogo in cui lavorava e la presunta dinamica dell’incidente ad aver fatto scattare l’allarme: secondo ricostruzioni riportate da alcune testate, Shipilova sarebbe entrata accidentalmente in contatto con il batterio della peste dopo aver rotto una provetta durante le attività di laboratorio. È proprio questo il primo, e più importante, interrogativo: la donna è stata effettivamente esposta al batterio della peste? La ricostruzione dell’incidente non è stata confermata pubblicamente da Rospotrebnadzor, l’agenzia sanitaria russa, che ha parlato appunto di una “polmonite da eziologia sconosciuta”. Una formula usata all’inizio della pandemia di Covid.
Cosa è successo
Secondo l’agenzia, gli accertamenti non avrebbero individuato microrganismi riconducibili all’attività lavorativa della donna. Se la peste non è stata confermata, resta però da capire perché siano state adottate misure di contenimento così estese. Diversi ospedali di Irkutsk e del distretto di Shelekhov sono stati sottoposti a quarantena per tre settimane, mentre il personale dell’Istituto è stato isolato all’interno della struttura. Almeno 197 persone considerate contatti diretti o indiretti della ricercatrice sono state sottoposte a sorveglianza medica o isolamento, con oltre un centinaio monitorato in ospedale. Un’altra domanda riguarda dunque che cosa sappiano realmente le autorità sulla natura dell’infezione. Se i test sui contatti sono risultati negativi e le persone monitorate non presentano sintomi, quale rischio concreto ha determinato l’imponente risposta sanitaria? E, soprattutto, esistono elementi che colleghino la malattia della laboratorista a un‘esposizione professionale oppure le due circostanze sono soltanto temporalmente coincidenti?
A complicare il quadro contribuisce anche la comunicazione ufficiale. Il governatore della regione di Irkutsk ha invitato la popolazione alla calma, definendo stabile la situazione epidemiologica e sottolineando che i contatti sotto osservazione sono asintomatici e negativi ai test. Rospotrebnadzor ha mantenuto una posizione analoga. Allo stesso tempo, però, la morte della giovane ricercatrice e le misure adottate hanno alimentato una crescente attenzione dentro e fuori dalla Russia.
“L’agenzia con competenze in questo settore è Rospotrebnadzor e dovremmo fare affidamento sulle dichiarazioni ufficiali senza dare ascolto a voci, speculazioni e simili – ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov citato da Ria Novosti – Rospotrebnadzor si avvale di professionisti altamente qualificati in questo campo”
L’inchiesta penale
Perché, allora, è stata aperta un’inchiesta penale? Le forze dell’ordine stanno verificando l’eventuale violazione delle norme sulla sicurezza e sulla tutela della salute sul lavoro. L’indagine potrebbe contribuire a chiarire se nel laboratorio si sia verificato un incidente e, nel caso, se siano state rispettate tutte le procedure previste per la manipolazione di agenti patogeni pericolosi. C’è infine il tema della trasparenza. Gli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento di Stato e le agenzie sanitarie, hanno dichiarato di seguire la vicenda e hanno chiesto alle autorità russe di condividere informazioni accurate “in modo rapido e aperto”. Un’attenzione che riflette soprattutto l’incertezza sulle circostanze della morte, più che l’esistenza, allo stato attuale, di un focolaio accertato di peste. Una richiesta imposta dalla lezione della pandemia del 2020 quando la Cina informò il mondo del virus quando ormai la situazione era già fuori controllo e il mondo avrebbe scontato con migliaia di vite perse, strutture ospedaliere al collasso, misure estreme di contenimento, cosa significa una pandemia.
La domanda centrale rimane quindi senza una risposta definitiva: Darya Shipilova è morta a causa di un’esposizione accidentale alla peste nel laboratorio oppure per una diversa forma di polmonite? Finché non saranno resi pubblici risultati diagnostici conclusivi e una ricostruzione verificabile dell’incidente, le quarantene, l’indagine e le dichiarazioni contrastanti continueranno inevitabilmente ad alimentare i dubbi.
Gli Stati Uniti “stanno monitorando” il presunto caso di peste in un laboratorio russo come ha spiegato il segretario di Stato Marco Rubio e anche l’Unione europea è intervenuta. “La salute pubblica è una priorità per la Commissione europea; pertanto, non sottovalutiamo mai i rischi in questo ambito. Siamo a conoscenza delle notizie relative all’incidente di laboratorio in Russia, che a quanto pare ha coinvolto un agente patogeno responsabile della peste. Per fornire un quadro più completo, ricordo che la peste è una malattia infettiva causata dal batterio Yersinia pestis. È curabile con antibiotici e, pur essendo assente dall’Europa da oltre 50 anni, continua a manifestarsi sporadicamente nelle Americhe, in Africa e in Asia. Come ho già detto, la salute pubblica è per noi una priorità assoluta; siamo quindi in contatto con gli esperti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e monitoriamo con estrema attenzione la situazione – dice una portavoce della Commissione europea al briefing quotidiano con la stampa rispondendo a una domanda sul possibile caso di peste in Siberia – Disponiamo di canali per acquisire le informazioni; l’OMS, ad esempio, è uno dei canali da cui le riceviamo. Desideriamo ovviamente ribadire che una comunicazione tempestiva e trasparente, così come l’accesso a dati epidemiologici e di laboratorio affidabili, sono fondamentali. Ciò è importante per la cooperazione transfrontaliera, per gestire le implicazioni che oltrepassano i confini nazionali e, non da ultimo, per preservare la fiducia dell’opinione pubblica e garantire una buona situazione sanitaria”.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.