Giovedì il Cdm, si lavora a stretta su burqa a scuola e stranieri in classe
La prossima riunione del Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, è prevista per giovedì alle 16.30. L'ordine del giorno è ancora da definire, ma il governo sta lavorando per provare a presentare in quell'occasione le norme sulla scuola annunciate ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con il tetto massimo agli alunni stranieri per classe e il divieto di indossare burqa e niqab. Il veicolo normativo, a quanto si apprende, dovrebbe essere un disegno di legge di iniziativa governativa con provvedimenti specifici sulla scuola predisposti dal ministero dell'Istruzione.
In Italia con il burqa 1 alunna ogni 660 classi
A portare il velo integrale, il burqua, è in genere meno dell'1% di donne islamiche, si calcolano dunque 500-600 allieve straniere che, molto probabilmente, indossano il burqa nelle scuole italiane. Dividendo le 500-600 alunne straniere che indossano il burqa per le classi italiane esistenti il numero che risulta è di una alunna con burqa ogni 660 classi. Le cifre le fa la rivista specializzata La Tecnica della scuola.
Tetto stranieri in classe, Save The Children: 'I bambini non sono numeri'
"I bambini non sono numeri. La qualità della scuola non si costruisce attraverso soglie numeriche per alcuni studenti, ma investendo sull'offerta educativa per tutti e tutte". Lo afferma Save The Children in merito all'annunciata introduzione di un tetto alla presenza di alunni stranieri nelle classi. "Non si può pensare di tracciare una linea netta sulla lavagna che - ha commentato Giorgia D'Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children - separi alunni italiani e stranieri: applicare un tetto percentuale ignorando la concentrazione abitativa delle periferie e considerando 'stranieri' alunni nati in Italia, è un paradosso burocratico che rischia di stigmatizzare alcuni studenti sulla base della cittadinanza e di alimentare la fuga delle famiglie verso altri istituti, aggravando la segregazione. Occorre piuttosto ragionare sui rischi di segregazione scolastica che emergono nei contesti a maggiore complessità, soprattutto nelle grandi aree urbane, interrogandosi sull'efficacia degli strumenti di supporto e sulle risorse messe a disposizione delle scuole". Per quanto riguarda il divieto di indossare il velo integrale in classe, "sarebbe innanzitutto importante - aggiunge - avere dei dati sull'incidenza dell'uso del niqab o del burqa nella scuola dell'obbligo per definire le dimensioni della questione di cui si parla, che altrimenti rischia di apparire come un attacco a un'identità religiosa specifica. Resta in ogni caso il fatto che una misura di questo tipo rischierebbe di alimentare percorsi di isolamento e abbandono da parte di alcune ragazze e di compromettere il pieno esercizio del diritto all'istruzione".
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