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Monday, October 12, 2026

Caso Garlasco, la settimana cruciale di Andrea Sempio, cerchio rosso sul 18 ottobre

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I genitori e il fratello di Chiara Poggi non cambiano idea. Mentre si apre una settimana cruciale in cui Andrea Sempio sceglierà le mosse in vista del 18 ottobre, data della scadenza dei termini per il deposito di memorie e contro consulenze nell'indagine in cui è accusato dell'omicidio di Garlasco, ribadiscono che non saranno parte civile nel processo che si profila nei confronti del 38enne.

La decisione sul rinvio a giudizio.
E' lo scenario che si prospetta dopo la seconda chiusura dell'inchiesta della Procura di Pavia sul delitto per il quale è stato condannato a 16 anni di carcere il fidanzato Alberto Stasi e di cui ora i pm pavesi offrono una rilettura, incolpando Sempio. 

Per lui, quindi, si profila, forse già nelle prossime settimane, la richiesta di rinvio a giudizio.

La madre e il padre della vittima, come ha ripetuto il loro legale, Gian Luigi Tizzoni, "non si costituiranno" contro di lui. Non solo sono convinti della colpevolezza di Stasi, ma inoltre non possono chiedere per due volte il risarcimento per lo stesso 'danno' avendo lo Stato, con la sentenza passata in giudicato, "già deciso". Ciò, comunque non pregiudica il loro essere parte offesa nel procedimento ed eventualmente ricorrere ad un'azione civile.

Intanto oggi pomeriggio, si terrà una riunione tra i legali e i consulenti di Sempio in cui si deciderà a quali e quanti punti rispondere alle ulteriori relazioni depositate dai pm di Pavia per rafforzare la loro ipotesi. 

L'intervallo dopo le prime lesioni: il timing del delitto
Tra queste c'è quella dell'antropologa forense Cristina Cattaneo e di Biagio Eugenio Leone, in cui si indica che "l'intervallo fra le prime lesioni e la morte" di Chiara "è più verosimilmente definibile nell'ordine di alcune decine di minuti, prudentemente non inferiore a circa 15-30 minuti e plausibilmente compreso fra 30 e 60 minuti, pur non essendo scientificamente definibile con maggiore precisione". 

La scarpa taglia 42 ed il piede di Sempio
E poi quella di Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli in cui si sostiene che le "dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42" risultano compatibili "con le misure del piede di Sempio".
 

La traccia ematica sul battente della porta 

I Poggi, a maggio, con la prima chiusura dell'inchiesta avevano già depositato due consulenze. Nella prima, sulla base di una traccia ematica sul battente della porta che mai è stata sottoposta a campionatura e che per la sua posizione indicherebbe che Chiara era in piedi, si ritiene che l'aggressione è cominciata nella cucina della villetta di via Pascoli. Nella seconda invece riguarda  sempre 'l'impronta a pallini': non è attribuibile a Sempio. "Per le altre attendiamo di vedere le mosse dalle parti processuali",  ha spiegato Tizzoni.

Le audizioni sull'operato del Ris di Parma
Infine, sono attese le convocazioni di testimoni nel filone di inchiesta che riguarda l'operato del Ris di Parma ai tempi della prima indagine coordinata dalla pm di Vigevano, ora giudice a Milano, Rosa Muscio. Sulle audizioni, dopo quelle dell'ex comandante Luciano Garofano, del capitano Alberto Marino, nominato come consulente dalla stessa pm e di altri carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche (i loro verbali sono stati depositati), c'è il più stretto riserbo. 

Il fascicolo è nato soprattutto in seguito alle ripetute richieste della difesa di Stasi di poter entrare in possesso del materiale che nel 2007 fu al centro degli accertamenti svolti nei laboratori di palazzo Ducale: i dati grezzi del test genetico sulla bici di Alberto, o le immagini fotografiche di impronte tipo quelle sul dispenser del bagno, di cui chiedono alla Procura di Pavia ulteriori accertamenti, fino agli eluiti e tutto quel che non è andato distrutto dopo che la sentenza di condanna del fidanzato della vittima è diventata definitiva.

Richieste da cui emerge sempre più chiaramente la linea del legali del condannato: smontare l'indagine tentando di adombrare errori e irregolarità, per ottenere un giudizio di revisione. Ma per far ciò è necessario passare attraverso tre gradi di processo nei confronti dei militari dell'Arma che indagarono all'epoca.

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