“Sette interventi al cuore, a breve avrò il solito tagliando. Una volta all’anno è lecito impazzire. I prezzi record dei concerti? Anche noi artisti possiamo rinunciare a qualcosa”: così Omar Pedrini
Sette operazioni chirurgiche al sistema cardiocircolatorio e il tassativo divieto medico di affaticarsi sul palco lo costringono da tempo a esibirsi rigorosamente da seduto, suonando la chitarra acustica. Ma per celebrare i 25 anni di “El Topo Grand Hotel”, l’album che consacrò i Timoria, Omar Pedrini ha deciso di forzare temporaneamente i limiti imposti dal suo corpo. “A breve avrò il solito tagliando, ma la salute va bene”, dichiara il musicista bresciano in un’intervista al Corriere della Sera. “Si dice però che semel in anno licet insanire (una volta all’anno è lecito impazzire): così, senza scatenarmi alla Pete Townshend come facevo in passato, tornerò a imbracciare l’elettrica per il concerto a Milano”.
Il ritorno elettrico è fissato per l’11 novembre all’Alcatraz di Milano: “Sentire che un disco è attuale è il ‘ti amo’ che ogni artista vorrebbe sentirsi dire”, riflette Pedrini. “Per l’audio il merito va a un ingenere del suono come Claudio Morselli. Joe era un ventenne in crisi e deluso dal mondo. Il disco uscì nel 2001, anno del G8 di Genova, quando iniziavano a sentirsi le paure per il potere eccessivo delle multinazionali. Oggi viviamo un momento simile e vedere che i giovani tornano in piazza a protestare mi fa piacere. Da anarchico pacifista vedo tensioni positive, e prendo le distanze dalle vetrine rotte”.
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