America's Cup, un Golfo per sette team che 'volano' sull'acqua

Gli allenamenti a Napoli del Team Luna Rossa in vista della Luis Vuitton Cup
Outteridge, skipper di Emirates Team New Zealand: "Napoli, una meraviglia"
"Il mio primo approccio con l'America's Cup è stato qui a Napoli, tanto tempo fa, nel 2012 per le World Series. E adesso siamo di nuovo qui, tutti questi anni dopo, a competere con gli altri team. Siamo stati accolti in modo fantastico dalla gente, il campo di regata è pazzesco, e una delle cose migliori del gareggiare qui è che dall'acqua hai una vista incredibile della città". Lo racconta Nathan Outteridge, skipper di Emirates Team New Zealand.
Sei volte campione del mondo e oro olimpico nella vela aiGiochi di Londra del 2012: un australiano che avrà il compito di difendere il titolo conquistato dai campioni in carica neozelandesi. "È un onore per me - spiega Outteridge - essere lo skipper del team in questa edizione. Mi è piaciuta molto l'esperienza dell'ultima volta come timoniere a bordo, amo profondamente la cultura che questa squadra ha saputo creare, la dedizione al lavoro che c'è all'interno del team è davvero impressionante".
Da quando New Zealand è arrivata a Nisida, continuano praticamente a tutte le ore le operazioni di preparazione in vista della seconda regata preliminare, in programma tra leacque del Golfo di Napoli dal 24 al 27 settembre. "Molti -racconta lo skipper - probabilmente pensano che durante l'America's Cup passiamo tutto il tempo in mare e a navigare. In realtà passiamo molto più tempo chiusi in riunione piuttosto che in acqua: gran parte del nostro lavoro consiste nel confrontarci su come migliorare. Cosa mi tiene sveglio la notte? Nulla, solo la sensazione di non star facendo un lavoro abbastanza buono potrebbe. Ma l'unico modo per fare le cose bene è anche riuscire a riposare per poter fare il giorno dopo ancora meglio".
Nathan Outteridge skipper di Emirates Team New Zealand ( Ian Roman / America's Cup)
Edoardo Bennato, un concerto per i ragazzi del carcere di Nisida
"Domani sulla terrazza dell'isola di Nisida ci sarà l'evento di apertura di un appuntamento unico: la seconda regata preliminare verso l'America's Cup. In quell'occasione canterò ai ragazzi dell'IPM di Nisida 'L'Isola che non c'è'. È tutto così emblematico perché Nisida è un'isola che c'è, esiste e la gente stavolta sarà costretta a saperlo". Lo annuncia Edoardo Bennato nato e cresciuto al numero 55 di via Campi Flegrei - quel numero nella smorfia è "'a musica" - dal suo terrazzo di casa, dove oggi si scorgono gli hangar dei team della Coppa America che, uno dopo l'altro, stanno sorgendo, parla di Bagnoli. Figlio di un ex operaio dell'allora Italsider, Bennato guarda al futuro dell'area: "Mi immagino una Bagnoli sempre più bella. Come ho scritto nella mia canzone 'La bella addormentata', mi aspetto una Bagnoli che attende il bacio del principe per svegliarsi".
Bennato canterà inoltre l'inno ufficiale dell'America's Cup2027. "Mi hanno chiamato perché sono esperto in sigle. Soprattutto in quelle sportive, come 'Un'estate italiana' (Notti Magiche) per i Mondiali di calcio del 1990", composta con Giorgio Moroder e Gianna Nannini. "Sono partito proprio da due parole: America's Cup. Mi auguro possa piacere a tutti". E se notti magiche fu il sogno di un'estate italiana. Oggi Bennato ne insegue un altro: l'America's Cup, con Napoli, Bagnoli e Nisida protagoniste di una nuova storia.
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