Tfs, tempi più rapidi per la liquidazione ai dipendenti statali: cosa cambia in Manovra

Attese meno lunghe per ricevere il Trattamento di fine servizio (Tfs), l'indennità di fine rapporto riconosciuta ai lavoratori dipendenti della Pubblica amministrazione che vanno in pensione. Come previsto da una norma contenuta nella Manovra 2027, nel 2028 i tempi per chi matura i requisiti scendono da nove a sei mesi.
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Quello che devi sapere
Tfs, riduzione tempi progressiva
La misura, contenuta nel Ddl Bilancio, fissa un calendario sui tempi di attesa che progressivamente andranno ad accorciarsi fino ad esaurirsi del tutto. Nel 2029, per esempio, per i dipendenti del pubblico impiego che entro la fine dello stesso anno maturano i requisiti pensionistici, serviranno tre mesi per vedere riconosciuto il pagamento del proprio Tfs. Dal 2030, invece, per chi lascia il lavoro per sopraggiunti limiti d'età il trattamento di fine servizio scatterà al momento della cessazione.
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©IPA/Fotogramma
Verso l'eliminazione dei pagamenti rateali
Nella "raod map" introdotta dal governo in Manovra trova spazio inoltre l'innalzamento della soglia per poter richiedere il pagamento del Tfs in un'unica soluzione. Anche in questo caso, si segue un percorso progressivo sui tempi, a partire dal 2031 quando la liquidazione potrà essere corrisposta in forma completa entro un limite di 60mila euro, diecimila euro in più rispetto a quanto previsto ad oggi. Nel 2032 si potrà richiedere l'intero Tfs fino a 70mila euro, soglia che sale ancora a 80mila nel 2033 e a 90mila nel 2034. La data da cerchiare in rosso sul calendario è infine il 2035 quando "ad andare in pensione" sarà proprio la rateizzazione e i dipendenti Pa in pensione riceveranno la quota completa di accredito prevista dall'indennità di fine servizio al momento dell'uscita dal lavoro.
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Tfs-Tfr, le differenze sui tempi
Con un piano complessivo in nove anni, il governo punta ad eliminare le differenze tra il trattamento di fine servizio e il trattamento di fine rapporto (Tfr) riconosciuto ai lavoratori del settore privato. Attualmente, un dipendente non statale osserva tempi di attesa medi non superiori a 30 giorni dalla data di cessazione dell'attività. I contratti collettivi fissano un limite di 90 giorni entro i quali l'accredito del Tfr va corrisposto.
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Chi eroga l'indennità?
Dietro alla discrepanza sui tempi di accredito si cela il soggetto responsabile per la gestione dell'indennità spettante con la pensione di vecchiaia. Per quanto concerne il Tfr, è compito dell'azienda o, in alternativa, del fondo di previdenza complementare effettuare la liquidazione che nella maggior parte dei casi avviene in tempi immediati. Nel pubblico impiego, invece, il Tfs "giace" presso l'Inps e non di rado lo Stato ha fatto cassa attingendo ai soldi e allungando i tempi di accredito.
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La sentenza della Consulta del 2023
Negli anni, il perdurante ritardo nei tempi di pagamento del Tfs è finito nel mirino nella Corte costituzionale che con la sentenza numero 130 del 2023 ha richiamato il legislatore sulla necessità di intervenire. Secondo i giudici, i rinvii sulla liquidazione sono da ritenersi incompatibili con le disposizioni costituzionali in materia di giusta retribuzione.
Il richiamo per un percorso a tappe
Di recente, la stessa Corte costituzionale è tornata a sollecitare - questa volta con l’ordinanza numero 25 del 2026 - l'abolizione del Tfs a rate introdotto nel 2010. I giudici hanno messo in guardia sulla necessità di prevedere un percorso a tappe per evitare un impatto eccessivamente brusco sui conti pubblici con possibili effetti deleteri, per quanto temporanei, sulle finanze dello Stato.
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Le stime di Ragioneria dello Stato
In vista dell'entrata in vigore della norma di fatto a partire dal 2028, la Ragioneria generale dello Stato calcola che il progressivo accorciamento dei tempi di accredito del Tfs comporterà un costo complessivo di 4,18 miliardi di euro nel decennio 2027-2036. Non si tratta, naturalmente, di risorse "extra" ma del mancato anticipo di cassa sul quale lo Stato ha potuto contare fino ad oggi. In futuro, le casse pubbliche dovranno essere in grado di liquidare i trattamenti, con importi medi di 100mila euro, destinati ad oltre 36mila dipendenti statali in uscita ogni anno.
Pensioni anticipate
Dall'accorciamento dei tempi sul Tfs restano esclusi i dipendenti che accedono al pensionamento anticipato. Dopo la cessazione del servizio occorre attendere mediamente 24-48 mesi per maturare il requisito ai quali vanno aggiunti altri 3 mesi prima di ricevere l'erogazione effettiva.
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