Gli autotrasportatori minacciano lo sciopero contro il caro gasolio, 'il governo ci convochi'
Se il governo non convocherà le associazioni dell'autotrasporto per affrontare il caro-gasolio, uno sciopero "non possiamo escluderlo", ma è una "decisione che va presa in modo comunitario con altre organizzazioni" e che "vorremmo in ogni maniera evitare". Lo ha detto il segretario generale di Assotir, Claudio Donati, in una conferenza stampa dell'associazione a Roma.
Per Donati lo sciopero sarebbe "un'arma definitiva", perché fermarsi "anche solo per un giorno significa fermare il Paese", e la risposta - in caso - "deve essere presa in modo unitario dell'intera categoria".
Il segretario generale ha detto di sperare "che ci sia senso di responsabilità da parte del governo", che altrimenti "dovrà fare i conti con una categoria che già oggi è in grande difficoltà". Secondo la presidente nazionale di Assotir, Anna Vita Manigrasso, "magari non c'è neanche modo di arrivare allo sciopero". Il riferimento è alle difficoltà economiche del settore, perché, dice Manigrasso: ' gli autotrasportatori potrebbero fermarsi anche perché non ce la fanno più'.
Scioperi e manifestazioni di protesta non sono la strada gusta per combattere il caro-carburanti, e tutte le parti danneggiate dall'escalation dei listini dovrebbero fare fronte comune per spingere il governo ad adottare misure tese a salvare le tasche di famiglie, aziende e lavoratori, commenta Adusbef.
"Uno sciopero generale dell'autotrasporto avrebbe come unica conseguenza quella di danneggiare i cittadini e il Paese, senza tuttavia determinare una riduzione dei prezzi del gasolio alla pompa, né benefici per la collettività. - spiega il presidente di Adusbef, Antonio Tanza - Condividiamo le proteste del settore, ma crediamo che scioperi e minacce non possano rappresentare la strada corretta. Serve semmai una cabina di regia con tutte le parti danneggiate dal caro-carburante, tesa a definire un pacchetto di misure realistiche e immediatamente applicabili per limitare gli effetti dell'attuala emergenza".
Caro gasolio, torna la protesta degli agricoltori con i trattori vicino Roma
Contro il caro carburante, una rappresentanza di agricoltori, con i loro trattori, dei territori di Fiumicino, Cerveteri, Ladispoli, Anguillara, si sta radunando in presidio lungo la via Aurelia, al km 22 tra Torrimpietra e Granaretto. Già presenti una decina di mezzi ed "altri sono attesi nelle prossime ore, anche da fuori Roma", spiegano i promotori. Sui trattori sono issati, sotto lo sguardo degli automobilisti, striscioni di protesta: "Il carburante aumenta per tutti", recita uno.
Nei propositi il raduno è programmato per tre giorni. E' lo stesso punto dove, in passato, presero forma analoghe proteste degli agricoltori delle zone nord di Roma. Al centro della mobilitazione e del malcontento l'aumento dei costi per il carburante, che penalizza ulteriormente le croniche problematiche della categoria. Chiedono misure di sostegno. "Chiamiamo a raccolta tutti, cittadini ed anche gli autotrasportatori - spiegano alcuni agricoltori - Ci aspettiamo una vera risposta dalla politica per il benessere e la stabilità della categoria e di tutti, che che ogni giorno percorrono decine di chilometri e che devono fare i conti con il costo sempre più pesante di gasolio e benzina. E per gli autotrasportatori la situazione non è diversa: quando aumentano i costi dei viaggi, inevitabilmente questi aumenti finiscono per pesare anche sul prezzo finale dei prodotti. Chiediamo attenzione e risposte concrete. Andare avanti così non è più sostenibile".
Unc: 'Domani gasolio sulle strade a quasi 2,4 euro'
"Oggi si è arrestata l'impercettibile discesa dei carburanti dovuta al calo delle quotazioni del petrolio dei giorni scorsi. Una pessima notizia, se si considera che domani, per via del rialzo delle accise di 5 cent al litro, 6,1 cent con l'Iva al 22%, il gasolio arriverà ad un soffio da 2,5 euro al litro in autostrada, e a un capello da 2,4 nelle strade normali. Due primati storici non certo invidiabili, di cui gli italiani farebbero volentieri a meno". Lo denuncia Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.
"Se, infatti, si considerano le medie del Mimit di oggi, allora a parità di prezzo industriale, il gasolio salirà domani da 2,421 euro al litro a 2,482 in autostrada, ossia a meno di 2 cent da 2,5 euro (1,8 cent), mentre nella rete stradale passerà da 2,338 a 2,399 euro al litro ad un millesimo da 2,4 euro al litro, con un rincaro giornaliero del 2,61%", prosegue Dona.
"Un record, quello di 2,4 euro delle strade normali, che però sarà superato in 9 regioni su 20, 10 se separiamo Bolzano da Trento come fa il Mimit. A Bolzano arriverà a 2,447 euro al litro, al 2° posto il Friuli Venezia Giulia con 2,421, medaglia di bronzo per la Sicilia con 2,420 euro al litro. Seguono Calabria, Sardegna, Valle d'Aosta al 6° posto, poi Basilicata e Trento. Chiudono la top ten dei prezzi più alti d'Italia Liguria e Toscana, ex aequo con 2,403 euro" dice ancora Dona.
"Purtroppo, la pessima idea del Governo di abbandonare gli automobilisti al loro destino, cercando di mascherare la stangata e rabbonirli con l'eliminazione del bollo auto, un risparmio a beneficiario pari ad appena 93,20 euro, non considera gli effetti nefasti sull'inflazione che produrrà questa scelta", conclude Dona.
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