L'ex capo dello Shin Bet annuncia una querela per diffamazione contro Netanyhau

Medio Oriente, colloquio tra Araghchi e Guterres all'ONU per mediare sul conflitto tra USA e Iran
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, incontrerà nelle prossime ore il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, al Palazzo di Vetro di New York. L'evento s'inserisce nel quadro dei continui tentativi diplomatici promossi dal vertice dell'ONU per facilitare il lavoro dei mediatori internazionali ed incentivarne il dialogo verso una soluzione del conflitto che oppone gli Stati Uniti e l'Iran.
A dare conferma ufficiale del colloquio è stato il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. Commentando il previsto faccia a faccia a margine dei lavori dell'Assemblea Generale, Dujarric ha rimarcato l'importanza del momento istituzionale affermando che questo tipo di incontri è "emblematico di ciò che accade qui", evidenziando come l'ONU continui a rappresentare lo spazio centrale per tentare di disinnescare le crisi internazionali più complesse.
Il presidente USA nega con decisione di aver proposto un allentamento delle sanzioni o lo sblocco dei fondi congelati a Teheran
Donald Trump smentisce seccamente le indiscrezioni di stampa relative a possibili concessioni economiche verso l'Iran. Con un duro attacco diffuso sulle sue piattaforme ufficiali, il presidente statunitense ha smentito quanto ricostruito dalla testata Axios, secondo cui l'amministrazione avrebbe proposto a Teheran un allentamento del regime sanzionatorio e lo sblocco di fondi congelati in cambio di aperture sul piano diplomatico.
"Non è vero, non ho offerto nulla", ha dichiarato Trump, bollando il report come del tutto privo di fondamento. Il presidente ha poi aggiunto che la notizia di Axios, come gran parte delle indiscrezioni pubblicate sui media nei suoi confronti, rappresenta "una bufala diffusa solo per soddisfare la loro patologica ossessione". La presa di posizione riafferma la linea di massima fermezza adottata da Washington nei confronti del regime iraniano.
La tv di Stato iraniana parla di colpi di avvertimento sparati verso navi commerciali per presunte violazioni nelle acque del Golfo
Forti rumori di esplosioni sono stati uditi nell'isola di Qeshm, provenienti dallo specchio di mare circostante. A darne notizia sono state le agenzie di stampa e la televisione di Stato iraniana, secondo cui i boati sarebbero il risultato di colpi di avvertimento sparati dalle forze navali locali contro imbarcazioni che stavano commettendo violazioni nello Stretto di Hormuz. L'episodio conferma le altissime tensioni nella rotta marittima strategica per il commercio globale di petrolio.
Trump: "Oggi abbiamo parlato con i mediatori iraniani" ma non ci sono dettagli sull'incontro
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha appena comunicato ai giornalisti nello Studio Ovale che i funzionari statunitensi hanno parlato oggi con i mediatori, senza fornire ulteriori dettagli. Secondo i media statali iraniani, anche il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, avrebbe dovuto incontrare i mediatori a New York.
Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband: "Le sofferenze inflitte dal governo Netanyahu a Gaza e Cisgiordnaia sono una macchia sulla coscienza del mondo"
Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband, nel suo discorso al congresso del Partito Laburista a Liverpool, ha affermato che il partito si opporrà all’antisemitismo ovunque lo trovi e si opporrà a coloro che mirano alla distruzione di Israele. Tuttavia, il ministro degli Esteri sottolinea che ciò “non può giustificare le sofferenze che il governo di Netanyahu ha inflitto a Gaza e in Cisgiordania”, aggiungendo che si tratta di una “macchia sulla coscienza del mondo”. A coloro che sono stati “commossi e indignati dalla situazione del popolo palestinese”, dice: “Vi ascoltiamo, avevate ragione. Sotto la guida di Andy, abbiamo ridefinito il nostro approccio. Denunciamo la pulizia etnica perpetrata dai coloni terroristi in Cisgiordania, denunciamo le prove dei crimini di guerra a Gaza, denunciamo l’occupazione illegale di Gaza da parte di Israele”, afferma. Miliband ha recentemente annunciato sanzioni sulle importazioni provenienti dagli insediamenti israeliani illegali, una delle misure più severe mai adottate da un governo britannico.
Ed Miliband, Liverpool, 28092026 (AFP)
Ufficio Netanyahu: "Denunciata Channel 12 per la notizia della visita negli Emirati del premier. Messa in pericolo la sua vita"
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu rende noto che lo Shin Bet ha presentato questa sera una denuncia al capo della censura militare, chiedendo di perseguire Channel 12 per una grave violazione delle norme sulla censura in relazione alla diffusione della notizia sulla visita del premier negli Emirati ieri. Secondo lo Shin Bet, "la pubblicazione della visita nel momento in cui è stata resa nota ha messo a rischio la sicurezza del primo ministro, dell'operazione e delle forze sul campo. Inoltre, la pubblicazione della visita e le modalità con cui si è svolta hanno rivelato metodi operativi del servizio, esponendo di per sé le future operazioni a un rischio maggiore". La nota continua: "La pubblicazione ha messo in pericolo la vita del primo ministro, di sua moglie e della delegazione, che comprendeva il capo del Mossad, il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, il generale di divisione Guy Markizano, il segretario militare, il capo della Divisione per la Sicurezza dello Shin Bet, l'equipaggio di volo e il personale addetto alla sicurezza".
"La denuncia si concentra sul fatto che le informazioni sul volo sono state pubblicate alle 21:38, quando l'aereo era ancora lontano dai confini del Paese. L'aereo è atterrato in Israele circa un'ora dopo, alle 22:27", aggiunge l'ufficio di Netanyahu, fornendo di fatto ulteriori dettagli. Inoltre, in una valutazione del Mossad riguardo alla gravità dei danni provocati dalla pubblicazione di Channel 12 si legge: "Questa fuga di informazioni ha costituito una grave minaccia per la sicurezza del primo ministro e della delegazione... Chiediamo di lanciare un allarme e di classificare la pubblicazione come un evento grave che costituisce un danno alla sicurezza dello Stato di Israele"
Al-Arabiya: chance di accordo Iran/Usa estremamente ridotte
Sono "estremamente ridotte" le possibilità di raggiungere un accordo tra Stati Uniti e Iran dal momento che restano ampie divergenze e ostacoli significativi tra le due parti. Lo ha riferito ad al-Arabiya una fonte statunitense coinvolta nei negoziati. Le dichiarazioni arrivano mentre oggi a New York si sono tenuti colloqui indiretti tra Washington e Teheran nel tentativo di sbloccare lo stallo sul dossier iraniano.
L'Iran non tratterà con i negoziatori statunitensi
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e la delegazione al suo seguito intendono tenere dei colloqui a New York con i mediatori per la risoluzione del conflitto con gli Stati Uniti, ma non con i negoziatori americani: è quanto pubblica l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando fonti del governo di Teheran.
In precedenza, l'agenzia Reuters aveva riferito che i mediatori impegnati nella risoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran avrebbero potuto tenere colloqui separati con le parti statunitense e iraniana nella giornata di lunedì o martedì. I colloqui dovrebbero riguardare una versione modificata del piano in sette punti presentato dagli iraniani a margine dell'Assemblea generale dell'Onu.
Netanyahu smentisce il Wsj: paesi arabi dietro quelle accuse, obiettivo far cadere il governo di destra
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu smentisce nuovamente la notizia secondo cui il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel all'inizio di ottobre 2023 lo avrebbe chiamato per avvertirlo di un imminente attacco da Gaza. "Non c'è alcuna verità nella notizia pubblicata sul Wall Street Journal", scrive su X, "dietro queste false, 'accuse di sangue', vi sono anche Stati e attori stranieri e ostili, compresi Paesi arabi, con l'obiettivo di far cadere il governo di destra e sostituirlo con un governo di sinistra. Questa è la questione elettorale: o la destra, o la Palestina", conclude il post.
Times of Israel: "Netanyahu in visita nel weekend negli Emirati: ha chiesto di smentire avvertimenti sul 7/10"
Benjamin Netanyahu si è recato segretamente negli Emirati Arabi Uniti durante il fine settimana per chiedere al leader del Paese di smentire le notizie secondo cui Abu Dhabi lo avrebbe avvertito di una minaccia imminente da parte di Hamas prima del 7 ottobre. Lo riporta il Times of Israel citando una fonte a conoscenza della vicenda.
Secondo quanto rivelato da Channel 12 e altri media israeliani, Netanyahu ha tenuto ieri un incontro di un'ora con il presidente degli Emirati Arabi Uniti. Una fonte a conoscenza della vicenda ha affermato che i colloqui si sono concentrati su un articolo pubblicato all'inizio del mese dal quotidiano israeliano Haaretz, secondo cui il leader emiratino aveva avvertito Netanyahu di un imminente attacco di Hamas poco prima del 7 ottobre 2023. Netanyahu ha quindi chiesto allo sceicco Mohamed bin Zayed di smentire la notizia, secondo la fonte.
L'ufficio di Netanyahu aveva già smentito in precedenza quanto riportato da Haaretz.
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Allarme contro base aerea Raf, ministro contesta critiche testimone a polizia
Il ministro della Difesa britannico, Wes Streeting, invita alla prudenza sulle ricostruzioni di giornali e testimoni a proposito del presunto attacco esplosivo sventato ieri vicino alla base aerea inglese della Raf di Fairford - usata anche dai bombardieri americani nella guerra contro Teheran - glissando (ma senza smentire) sui possibili sospetti di collegamento con una qualche pista iraniana.
Intervistato stamattina, Streeting ha liquidato come frutto di "una visione parziale" delle cose quanto affermato dalla proprietaria di una fattoria della zona - la donna che avrebbe telefonato per prima alla polizia per segnalare la presenza di tre furgoni sospetti e di uomini mascherati con passamontagna - sul fatto che le forze dell'ordine possano essere state prese "di sorpresa": intervenendo solo quando i sospetti erano ormai a ridosso delle recinzioni della base. Il ministro ha aggiunto che "in questa fase dell'investigazioni" non si possono rendere pubbliche tutte le informazioni note, incluso "sull'identità" dei 5 uomini arrestati o sulle loro "possibili motivazioni".
Quanto all'ipotesi di un coinvolgimento dell'Iran, evocata fin da ieri dai media sulla base d'indiscrezioni investigative, ha rifiutato di commentare, aggiungendo tuttavia come sia "di dominio pubblico la volontà del regime iraniano di danneggiare i nostri interessi e quelli dei nostri alleati".
I 5 arrestati restano intanto in custodia, nelle mani dell'antiterrorismo britannica, formalmente accusati della sospetta "pianificazione di un'azione terroristica".
Netanyahu: nessun avvertimento su 7/10 da intelligence egiziana
Non c'è alcuna verità nella notizia pubblicata dal New York Times, secondo cui il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel avrebbe telefonato al primo ministro Benjamin Netanyahu all'inizio di ottobre 2023 per avvertirlo di un imminente attacco dalla Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato l'ufficio del Premier israeliano, precisando che "l'affermazione è stata già smentita all'epoca e ora viene riproposta per fuorviare l'opinione pubblica israeliana. L'11 ottobre 2023, l'Egitto ha ufficialmente negato di aver avvertito Israele dell'attacco del 7 ottobre. Nei mesi precedenti all'attacco, Netanyahu non ha incontrato né parlato con Abbas Kamel, e nessun funzionario dell'intelligence israeliana ha trasmesso un simile avvertimento al primo ministro".
Media iraniani: non sono in programma nuovi negoziati con gli Stati Uniti
L'Iran smentisce che sia in programma un nuovo ciclo di negoziati indiretti tra Teheran e Washington, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di attendersi nuovi colloqui con la Repubblica islamica. Lo scrive l'agenzia Fars citando una fonte vicina al team negoziale iraniano.
"Non è previsto alcun colloquio durante la visita della delegazione iraniana a New York, a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu". Axios aveva riferito che un altro ciclo di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sarebbe probabilmente iniziato oggi.
Wsj: i negoziatori spingono su concessioni nucleari per il rilancio dei colloqui
I negoziatori di pace stanno facendo pressione sull'Iran affinché faccia una concessione sul programma nucleare per rilanciare i colloqui di cessate-il-fuoco con gli Stati Uniti dopo che il presidente Trump ha respinto la proposta di tregua di Teheran. Lo scrive il Wall Street Journal.
I mediatori coinvolti nei colloqui hanno detto che è un tentativo poco probabile di convincere l'Iran. Trump ha cercato di riformulare il conflitto attorno all’obiettivo originale, ovvero impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare, e di deviare i colloqui rispetto allo Stretto di Hormuz. In un discorso alle Nazioni Unite la scorsa settimana, Trump ha detto che stava valutando se "annientare" il governo iraniano per impedirgli di ottenere una bomba nucleare.
Wsj, Egitto avvertì Netanyahu più volte di 7 ottobre
L'Egitto aveva avvertito Israele più volte dei preparativi di Hamas per gli attacchi del 7 ottobre. E' quanto scrive il Wall Street Journal, secondo il quale il capo dell'intelligence del Cairo, Abbas Kamel, aveva telefonato personalmente al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per avvisarlo.Secondo il quotidiano Usa, l'Egitto aveva lanciato i primi allarmi lo scorso giugno e lo scorso settembre e aveva continuato a inviare allerta a Israele fino a 48 ore prima della strage compiuta dal movimento islamista palestinese. Netanyahu ha sempre negato di aver ricevuto questo genere di avvertimenti e ha accusato i vertici dei servizi israeliani di non averlo informato in modo adeguato.
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