“Insieme per sfidare e battere le Mercedes”: così Leclerc e Hamilton provano a ricucire a Madrid dopo i disastri di Monza
La Ferrari arriva a Madrid con l’obiettivo di rimettere insieme i pezzi dopo il disastro di Monza. In senso letterale Charles Leclerc dopo il botto spaventoso – oltre 50G – alla Parabolica, in senso metaforico Lewis Hamilton rimasto l’unico Cavallino in pista a dover lottare contro le difficoltà di una macchina non abbastanza prestazionale. Prevedibile che il weekend di casa sarebbe stato duro, la pista brianzola è tutta di motore, il vero punto debole della Scuderia quest’anno: “Sapevamo avremmo fatto fatica, ma è stato peggio del previsto”, il commento laconico del team principal Frederic Vasseur. Nonostante l’upgrade di Aduo2, Ferrari non è stata in grado di colmare il gap con i motorizzati Mercedes (e la Red Bull di Max Verstappen).
Pezzi che vanno rimessi insieme anche nel puzzle della tranquillità all’interno del box. Nella brevissima gara di Leclerc c’è stato anche il contatto con Hamilton al via, non il primo motivo di frizione della stagione, ma la prima volta che le due Rosse si sono realmente toccate. A botta calda, post gara, l’inglese aveva sbottato: “In Mercedes avevamo una strategia di corsa tra le nostre due macchine, qui dobbiamo essere chiari su come correre come da altre parti”. Parole di sfogo che nascono da più indietro. In Olanda il sette volte campione del mondo è arrivato a ridosso del compagno di squadra, su due strategie differenti, chiedendo strada. Dal muretto hanno tergiversato facendogli perdere tempo e uscendo dall’impasse richiamando fuori sincro Leclerc al box. Risultato: podio perso per entrambi. Anche in Belgio una situazione simile con il monegasco che però era più veloce.
Ieri, davanti ai microfoni, entrambi hanno spento le polemiche. “È la Formula 1. Siamo due piloti con ambizioni alte e che cercano di finire le gare sempre nelle posizioni migliori – ha commentato Leclerc -. Ma ci sono momenti in cui queste ambizioni devono essere calibrate verso il basso per il bene del team, come avrei dovuto fare. A Monza poi, gara di casa, tutto si amplifica”. Sulla stessa linea Hamilton: “La comunicazione e la chiave dell’esecuzione e abbiamo un ottimo rapporto io e Charles. Comunicazione che è ottima con John Elkann, con Benedetto Vigna (ad Ferrari, ndr) e Frederic Vasseur. Ma anche tra noi due piloti. Sono contento che Charles stia bene, abbiamo del suo aiuto per sfidare Mercedes”.
Sfida che mai come questo weekend in questo mese di settembre dev’essere giocata all’attacco. Il debuttante circuito di Madrid ha 22 curve e un solo vero rettilineo. Un tracciato da medio-alto carico in cui la Ferrari quest’anno si è dimostrata più competitiva su queste caratteristiche. Un layout che può essere paragonabile a Zandvoort e Ungheria, ma con i muri molto vicini come Gedda e Baku. Una sfida interessante per i piloti che dovranno cercare subito il limite su un circuito inedito, provato solo al simulatore. Da tutti, tranne che da Ferrari che al Madring ha svolto una sessione di filming day nei mesi precedenti. Non la stessa valenza dei test, ma Hamilton e Leclerc hanno avuto modo di assaggiarlo. Un dettaglio che può fare la differenza.
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