Cristiano Ronaldo svela tutto, il “tradimento” di Jorge Jesus e l’addio Portogallo: “Questa è, credetemi, la pura verità”
Due promesse non mantenute, poi la decisione di fare le valigie e lasciare il ritiro del Portogallo. Cristiano Ronaldo rompe il silenzio sul caso che lo ha contrapposto al ct Jorge Jesus e lo fa con una lunga lettera, in cui ricostruisce dall’inizio il rapporto con l’allenatore e soprattutto spiega perché ha deciso di andarsene: “Per me, la verità è ancora la cosa più importante nei rapporti interpersonali”.
Tutto parte dopo i Mondiali 2026. Ronaldo aveva già preparato la lettera con cui salutare definitivamente la Nazionale, ma il presidente della Federazione lo convinse a ripensarci. Fu proprio la FPF a chiedergli anche un parere su Jorge Jesus: il capitano diede il suo assenso e ancora oggi ribadisce che “è stata la scelta giusta, come dimostrano i risultati”. Il problema nasce dal piano concordato con il nuovo ct. Jesus gli aveva prospettato una gestione fisica particolare, con Ronaldo in campo nella prima e nell’ultima partita di questa prima finestra di Nations League. Gli aveva persino suggerito di non partire per Norvegia e Danimarca, ipotesi respinta dal portoghese perché, da capitano, non voleva godere di un privilegio rispetto ai compagni.
In Norvegia però cambia tutto. A pranzo, il giorno della gara, Jesus gli chiede se sia disponibile a giocare mezz’ora. Ronaldo accetta, nonostante quel possibile impiego fosse fuori dal programma stabilito. Comincia a riscaldarsi nell’intervallo, aspetta, ma non entra mai: “L’allenatore aveva infranto la sua promessa”. A fine partita se ne va senza salutare i tifosi, comportamento per cui ora chiede apertamente scusa.
Quarantotto ore più tardi arriva il chiarimento. Ronaldo racconta di aver concordato con Jesus che il ct avrebbe spiegato pubblicamente quanto già ammesso in privato: che era stato lui a proporre il piano, che CR7 non aveva mai chiesto di giocare e che farlo scaldare senza utilizzarlo era stato un errore. Viene perfino preparato un documento, convalidato dallo stesso Ronaldo. Ma in conferenza stampa, sostiene il capitano, Jesus tiene un atteggiamento completamente diverso, con un’aggressività da “voglio, posso e comando”.
È la rottura definitiva. “Era la seconda volta che venivo meno alla mia parola”, scrive Ronaldo, che decide così di abbandonare il ritiro. Ma non scarica tutte le responsabilità sull’allenatore: chiede scusa ai compagni e ai portoghesi e ammette che non avrebbe dovuto andarsene. “La responsabilità è esclusivamente mia”. Anzi, il 41enne chiede che la Federazione lo punisca senza sconti: “Non sono un giocatore qualunque; sono il capitano della squadra, e questo è un fattore aggravante”. Allo stesso tempo respinge l’idea di aver preteso scuse pubbliche dal ct e sostiene di aver sempre accettato le decisioni tecniche degli allenatori senza interferire.
E non è ancora un addio. Ronaldo promette che arriverà il momento di una o più partite per salutare il Portogallo, ma chiarisce che oggi il suo pensiero è ancora quello di competere. Dopo aver scontato l’eventuale squalifica, se sarà fisicamente in condizione, si considera ancora disponibile per giocare e vincere con la Nazionale. Poi la conclusione della lettera: “Questa è, credetemi, la pura verità”.
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