+Europa, ora la faida è sulle primarie. Magi: “Pronto a correre”. Della Vedova: “Lo farà a nome suo, non del partito”
La faida dentro +Europa si arricchisce di un nuovo episodio. A far litigare i dirigenti del partitino di centro a Ferragosto è l’annuncio del segretario, il deputato Riccardo Magi, di essere pronto a correre alle eventuali primarie del centrosinistra, alle quali, dice, “ci dovrà essere una candidatura di +Europa”. “Io correrei con grande entusiasmo e con la convinzione di portare nella discussione il tema dei temi: il nostro futuro nell’Unione europea. E con questo, le nostre idee su diritti civili, libertà individuali ed economiche, antiproibizionismo”, dice Magi in un’intervista alla Stampa. Parole come fumo negli occhi per l’ala del partito che fa capo al deputato Benedetto Della Vedova, rappresentata dal giovane presidente Matteo Hallissey, contrarissimo alla collocazione nel campo largo (in particolare a causa della presenza del M5s). “Apprendiamo che Riccardo Magi intende presentarsi alla primarie del centro-sinistra. Auguri. Naturalmente lo farà – se lo farà – a titolo personale, non a nome di +Europa. Nel partito non è mai stata nemmeno discussa un’ipotesi del genere. E dubitiamo fortemente che un segretario che è ormai da tempo in minoranza nel partito, ancorché ostinatamente attaccato al suo incarico, possa avere il via libera per una operazione personalistica come quella che prefigura”, commentano Hallissey e Della Vedova in un comunicato congiunto.
Da mesi infatti +Europa è paralizzato dallo scontro tra le due fazioni, con il presidente che chiede di azzerare la segreteria e convocare un congresso straordinario, mentre Magi finora si è rifiutato di farlo, non essendo mai stato sfiduciato dall’assemblea. “Il nostro partito ha sempre avuto forti frizioni interne. In questo momento ci sono lacerazioni profonde dovute anche al fatto che in diversi già guardano ad altre forze politiche. Alcuni sono attratti dal progetto di Renzi, altri da movimenti terzopolisti, esterni all’alleanza di centrosinistra”, commenta il segretario nell’intervista alla Stampa. E ventila la scissione: “Se ci si intende su quello che si vuole fare, bene. Altrimenti non è obbligatorio rimanere tutti insieme”. La sua ricostruzione però contestata da Hallissey e Della Vedova: “Magi allude anche al fatto che alcuni di noi sarebbero attratti da altri percorsi, esterni a +Europa. Questo ci sembra un riferimento autobiografico“, attaccano. “Piuttosto, c’è un’ampia maggioranza interna, ostinatamente ignorata se non irrisa dal segretario, che da mesi chiede un congresso in cui finalmente si torni a parlare di politica, che sottragga il partito all’irrilevanza e lo rilanci. Questa è la prova ulteriore della sua necessità”.
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