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Sunday, October 25, 2026

Calcio: Guehi non si inginocchia, iniziativa fischiata a Stamford Bridge

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Il ginocchio a terra divide ancora il calcio inglese. Marc Guehi, difensore del Manchester City e della nazionale inglese, si è rifiutato per la seconda settimana consecutiva di partecipare al gesto simbolo della lotta al razzismo, mentre sabato a Stamford Bridge, prima di Chelsea-Tottenham, l'iniziativa è stata accompagnata da alcuni fischi dagli spalti. Episodi che riaccendono il dibattito sull'efficacia di una protesta adottata dalla Premier League nel 2020, dopo la morte di George Floyd negli Stati Uniti.
    Guehi, che nei giorni scorsi aveva sostenuto che inginocchiarsi avesse "perso il significato", è rimasto in piedi prima della partita tra Manchester City e Aston Villa, applaudendo invece di piegare il ginocchio. La stessa scelta è stata fatta da altri giocatori, tra cui Issa Diop dell'Ipswich, Dominic Calvert-Lewin del Leeds, Ainsley Maitland-Niles dell'Everton e i due calciatori del Bournemouth Rayan e Tyler Adams. La Premier League ha previsto il gesto in due fine settimana della stagione, sulla base di un accordo tra i capitani delle squadre. Dal 2022, infatti, l'iniziativa non viene più ripetuta prima di ogni partita. Ma a cinque anni dal suo lancio, cresce tra alcuni protagonisti il dubbio che il simbolo abbia perso parte della sua forza comunicativa.
    Una posizione emersa anche nel calcio femminile. Dopo gli insulti razzisti rivolti alla compagna Jess Carter durante gli Europei del 2025, le giocatrici dell'Inghilterra avevano deciso di non inginocchiarsi prima della semifinale contro l'Italia. La capitana Lucy Bronze aveva spiegato di non essere più sicura che il gesto trasmettesse un messaggio efficace, visto il persistere degli abusi.
    Di parere diverso Piara Powar, responsabile dell'organizzazione antidiscriminazione Fare, secondo cui inginocchiarsi resta "un potente atto antirazzista". Le diverse posizioni riaprono così una questione che va oltre il rituale prima del calcio d'inizio: se il gesto abbia esaurito la propria capacità di sensibilizzare o se, proprio di fronte al persistere delle discriminazioni, sia ancora necessario ribadirne il significato.
   

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