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Monday, September 14, 2026

Mattarella e le nuove tecnologie: 'Rischi per l'uomo'

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"Le nuove tecnologie dischiudono possibilità inusitate ma rischiano anche di mettere a repentaglio la centralità dell'essere umano allargando disparità sociali ed economiche già in essere". Sergio Mattarella affronta il tema dei rischi legati all'intelligenza artificiale nei giorni del dibattito mondiale in cui anche i big del settore, da Anthropic e OpenAI, riflettono sui rischi e su un possibile rallentamento nello sviluppo.

"Servono regole globali", riflette la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Mentre per Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione Tecnologica, "l'Italia è ambiziosa sull'innovazione, ma rigorosa sulla tutela delle persone". Il principio che guida la visione italiana è quello di una intelligenza artificiale 'umanocentrica' delineata anche nell'enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV pubblicata il 25 maggio 2026.

Ed è proprio nel passaggio di un messaggio inviato da Mattarella al papa, in occasione del compleanno del pontefice, che il presidente della Repubblica richiama, in "un frangente storico complesso e inquieto" segnato dall'uso della forza e dal cambiamento climatico, anche il rischio dell'IA e le riflessioni contenute nell'enciclica. "L'intelligenza artificiale non è semplicemente l'ennesima rivoluzione industriale, è la rivoluzione tecnologica più dirompente della storia del genere umano", ha affermato Meloni nel messaggio lanciato al recente G7 di Evian-les-Bains e pubblicato da La Stampa.

La premier ha poi chiamato in causa altri leader mondiali: "Siamo disposti a concordare standard globali vincolanti per la tracciabilità dei contenuti generati dall'IA o lasciamo che il mercato decida da solo cosa debba contare come vero?". Per la premier, serve dunque una "bussola morale" fondata su un "umanesimo tecnologico" che mantenga "l'uomo, i suoi diritti e i suoi bisogni, al centro". Se "l'algoritmo rischia di esautorare l'intelletto" e "la macchina rischia di sostituire il lavoratore", la politica deve difendere "questa sovranità umana". Tre le "linee di faglia" indicate da Meloni: la prima è la ripercussione dell'IA sul lavoro, la seconda gli agenti IA autonomi, terzo nodo è l'identità digitale e i deepfake.

L'Italia è stato il primo paese dell'Unione Europea ad affiancare una specifica normativa nazionale (Legge 132/2025) alle regole europee dell'AI Act. "La strada italiana è ambiziosa sull'innovazione ma rigorosa sulla tutela delle persone e, soprattutto, consapevole che la vera sovranità tecnologica passa dalla capacità di governare queste tecnologie invece di subirle", ha affermato all'ANSA Alessio Butti.

"È la linea che abbiamo mantenuto fin dall'inizio - ha aggiunto - sia nel corso della presidenza italiana del G7 sia nell'elaborazione dell'AI Act quando altri paesi Ue proponevano di lasciare lo sviluppo ai semplici codici di autocondotta". "L'Italia - ha concluso - si è dotata per prima in Europa di un quadro normativo nazionale organico e coerente con l'AI Act fondato su trasparenza, sicurezza e responsabilità umana. Allo stesso tempo, stiamo creando le condizioni che consentano a imprese e PA di aumentare produttività e qualità dei servizi. La sfida è trasformare la potenza dell'intelligenza artificiale in crescita e benessere diffuso, senza rinunciare alle garanzie che caratterizzano il nostro modello europeo".

Nei giorni scorsi Butti ha tenuto una serie di incontri istituzionali negli Stati Uniti, dove il dibattito sull'IA si è acceso, con il presidente Trump che spinge sullo sviluppo. "Italia e Stati Uniti lavoreranno per definire un programma tecnologico congiunto nei prossimi 60 giorni", ha riferito, aggiungendo che il nostro paese sta "evitando investimenti in data center inutili". Ma una voce critica si alza dal Pd.

"Sentire il sottosegretario Butti parlare di sovranità tecnologica rasenta il paradosso. La realtà è che il governo Meloni fa l'esatto contrario: zero investimenti strutturali su supercalcolo e infrastrutture pubbliche, sostegni promessi e in larga parte non realizzati per le startup innovative e totale appiattimento sulle spinte della destra trumpiana contro qualunque normativa a tutela dei diritti dei cittadini nell'ambito dell'intelligenza artificiale'', dichiara Brando Benifei, eurodeputato Pd e relatore dell'AI Act europeo.

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