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Friday, October 30, 2026

La caccia di Trump ai “traditori” in divisa colpisce anche il generale che pianificava i raid sull’Iran: “Licenziato, passava informazioni ai giornali”

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La caccia di Trump ai “traditori” in divisa colpisce anche il generale che pianificava i raid sull’Iran: “Licenziato, passava informazioni ai giornali”

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Un paio di giorni fa il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo in cui raccontava come l’amministrazione Trump avrebbe avvertito gli alleati dei Paesi arabi di una possibile ripresa di attacchi contro l’Iran dopo il voto di midterm. Una strategia che dovrebbe essere pianificata, ma il Pentagono ha un problema: ha licenziato il pianificatore.

Il generale Brett Sylvia, responsabile della pianificazione del Pentagono e tra i principali esponenti dello Stato maggiore congiunto, è stato licenziato da Pete Hegseth, il segretario alla Difesa che lo ha accusato di aver divulgato a due giornalisti informazioni classificate sulle crisi di Ucraina e Iran. Sottoposto al test del poligrafo, l’alto ufficiale avrebbe fallito quattro volte la prova. Il media Axios, che ha visionato un rapporto, ha confermato che Sylvia è stato allontanato ufficialmente per aver “divulgato ai media informazioni non autorizzate”.

Mandare via Sylvia non è cosa da poco. Il suo ruolo è noto con la sigla J5: è l’ufficiale che fornisce consulenze dirette al Capo di Stato Maggiore, Dan Caine. Per almeno due fonti dello stesso Pentagono, l’allontanamento di Sylvia non ha tanto a che fare con i suoi rapporti non autorizzati con i media, quanto con la caccia ai “traditori” in divisa imbastita dopo che sulla stampa americana erano emerse le condizioni dell’arsenale e la penuria di scorte in seguito all’attacco all’Iran. La decisione di bombardare gli ayatollah è stata presa dal presidente Trump, ma nonostante i suoi annunci il regime sciita è rimasto in sella e il blocco dello Stretto di Hormuz ha provocato non pochi danni.

Tornando al licenziamento di Sylvia, l’agenzia Reuters ha riportato una dichiarazione di un funzionario dello stesso Pentagono che a condizioni di mantenere l’anonimato ha detto: “L’entità delle fughe di notizie è diventata così critica che il segretario Hegseth ha agito immediatamente e ha licenziato Sylvia per proteggere la sicurezza nazionale. Era necessario un intervento urgente e non si poteva aspettare un secondo di più”. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha sostenuto che le responsabilità del generale sono state comprovate attraverso una indagine condotta dagli investigatori dell’Aeronautica. Sylvia avrebbe iniziato a parlare con i giornalisti da giugno 2025, sia attraverso canali di messaggistica come Signal sia in incontri di persona – almeno una volta – con un reporter in un ristorante di Arlington.

Di certo, il generale non è l’unico a pagare la strategia avviata dall’amministrazione Trump per colpire i comandanti ritenuti poco affidabili. Da quando Pete Hegseth è stato promosso al ruolo di Segretario alla Difesa, sono almeno venti i generali e gli ammiragli che sono stati costretti a lasciare i loro incarichi. Tra loro, si possono citare il generale Charles Q. Brown (Aeronautica), ex pilota di caccia con più di 3.000 ore di volo, mandato via da Trump con un post sui social; il generale James Slife (Aeronautica) che aveva guidato il Comando delle operazioni speciali; il generale Randy George (Esercito), veterano della Prima Guerra del Golfo, e nelle guerre in Iraq e Afghanistan; l’ammiraglio Alvin Holsey che ha ricoperto l’incarico di capo del Comando meridionale Usa; il vice ammiraglio Shoshana Chatfield, che era stata rappresentante degli Stati Uniti al comando della Nato; l’ammiraglio Lisa Franchetti che è stata la prima donna ad essere promossa ammiraglio a quattro stelle con la responsabilità delle operazioni navali.

Insomma, vestire la divisa per gli alti ufficiali americani può comportare discrete probabilità di entrare in collisione con l’amministrazione del presidente-tycoon. Lui, commentando la notizia del licenziamento di Sylvia, l’ha scambiato per una donna: “Stiamo cercando disperatamente chi ha fatto trapelare informazioni riservate e lei avrà grossi problemi, problemi a lungo termine”.

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