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Tuesday, October 27, 2026

Il messaggio di Leone XIV ad Assisi: “La guerra non può mai essere fatta in nome di Dio!”

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In un mondo attraversato da guerre, migrazioni forzate, disuguaglianze crescenti e crisi umanitarie, ad Assisi si è concluso l’incontro di dialogo interreligioso dal titolo “Una pace disarmata e disarmante”, svoltosi dal 25 al 27 ottobre, nel quarantesimo anniversario della Giornata mondiale di preghiera per la pace, convocata da Giovanni Paolo II nel 1986. 

Al centro dell’iniziativa c’è stato lo “Spirito di Assisi”. La città di San Francesco continua ad alimentare l’impegno delle diverse tradizioni religiose nella promozione del dialogo e nella costruzione della pace, in un contesto internazionale segnato da tensioni e divisioni. All’incontro hanno partecipato 384 rappresentanti di religioni, culture e istituzioni provenienti da 53 Paesi.

Il programma ha previsto 24 tavole rotonde e gli interventi di 155 relatori, chiamati a confrontarsi su temi cruciali del nostro tempo: dalla pace al disarmo, dalla crisi climatica alla democrazia, fino alla solidarietà. Ampio spazio è stato dedicato ai conflitti internazionali, con particolare attenzione alle guerre in Medio Oriente e in Ucraina, e in Russia oltre che alle crisi che continuano a interessare diversi Paesi del continente africano.

I partecipanti hanno inoltre richiamato le parole di Papa Leone XIV, che durante l’Angelus di domenica scorsa ha invitato tutti a continuare a pregare per la pace. Tra gli episodi ricordati figura l’attentato terroristico avvenuto venerdì scorso contro i fedeli nella chiesa ortodossa di San Giorgio, nel villaggio di Harmoud, a Karak, in Giordania, che avrebbe provocato morti e feriti. “Sono vicino a quella comunità e all’intero Paese”, ha dichiarato il Pontefice.

Nel corso dei tre giorni di incontri ad Assisi, Hala Al-karib, partecipante all’iniziativa e direttrice regionale della Strategic Initiative for Women in the Horn of Africa (SIHA Network), un’organizzazione impegnata nella documentazione e nella denuncia delle violazioni dei diritti umani, ha descritto la drammatica situazione in Sudan. Nei quattro anni trascorsi dall’inizio del conflitto, secondo quanto riferito, sono morti oltre 250.000 civili. Case, chiese, moschee e musei vengono saccheggiati, mentre la violenza sessuale è diventata sempre più frequente.

“Ciò non accade solo in Sudan. Il fenomeno si sta estendendo ad altre zone del Corno d’Africa”, ha aggiunto Al-karib, sollecitando un maggiore coinvolgimento delle istituzioni di ispirazione religiosa. La direttrice ha inoltre sottolineato che una pace disarmata e capace di disarmare richiede di porre la persona umana al centro. “Si tratta dell’umanità. Si tratta della nostra esistenza: vivere in pace, condividere le risorse di cui disponiamo e proteggere il nostro ambiente e i nostri ecosistemi”.

40° anniversario dello spirito di Assisi

40° anniversario dello spirito di Assisi (Sant’Egidio)

L’incontro mondiale di preghiera per la pace ha rappresentato un’importante occasione di riflessione sulle ferite inflitte al creato e sulle sofferenze dell’umanità. I partecipanti hanno sottolineato che questa realtà ci invitano a guardare il mondo attraverso la lente della fraternità, della compassione e della speranza, tendendo la mano alle persone più vulnerabili, promuovendo la pace e prendendoci cura della nostra casa comune.

In un contesto segnato da profonde trasformazioni politiche e sociali, il dialogo interreligioso si rivela sempre più necessario e può contribuire alla prevenzione dei conflitti. Esso offre, infatti, uno spazio di incontro e collaborazione nel quale persone di fedi diverse possono impegnarsi per contrastare la violenza, difendere la dignità umana e promuovere una convivenza pacifica, rimanendo fedeli alle proprie convinzioni religiose e spirituali.

“Lo Spirito di Assisi” ha riunito in questi anni credenti di diverse religioni e anche non credenti, dimostrando che le differenze culturali e religiose non devono necessariamente dividerci: possono diventare un’opportunità per lavorare insieme a favore della pace.

Papa Leone invia un videomessaggio ad Assisi

Papa Leone XIV non ha potuto partecipare alla conclusione dell’incontro interreligioso di Assisi dopo che i medici gli avevano sconsigliato il viaggio in elicottero, considerato il breve intervallo trascorso dall’intervento chirurgico al torace a cui si è recentemente sottoposto.

Leone XIV ha rivolto un saluto in videomessaggio ai patriarchi, ai leader religiosi, al Dicastero per il Dialogo Interreligioso e alla Comunità di Sant’Egidio, ringraziandoli per aver proseguito con impegno il cammino tracciato dai suoi predecessori. “Mi consola il lungo e fedele cammino compiuto in questi anni, che ha dato molti frutti”, ha affermato il Pontefice, citando anche le parole di Papa Francesco in riferimento all’indimenticabile Giornata di preghiera per la pace dell’ottobre 1986: “Non poteva e non doveva restare un evento isolato. Voi avete continuato tale cammino e ne avete accresciuto lo slancio”. 

Il Pontefice americano ha ricordato come, negli anni Ottanta, il mondo fosse segnato dalla Guerra fredda, in uno scenario profondamente diverso da quello attuale. Pochi, allora, avrebbero immaginato che la globalizzazione non sarebbe stata sufficiente a garantire una pace stabile. A questo proposito, richiamando quanto scritto nella Magnifica humanitas, il Papa ha osservato: “Si è affidata quasi ciecamente ai mercati la capacità di produrre benessere, democrazia e stabilità, mentre in realtà la globalizzazione non ha generato automaticamente unità e pace, ma ha suscitato reazioni fondamentaliste, identitarie e nazionalistiche”.

L’assenza del Pontefice si è fatta sentire in un appuntamento strettamente legato all’impegno della Chiesa cattolica nella promozione del dialogo interreligioso. Nonostante l’impossibilità di essere presente, il Santo Padre ha fatto pervenire un messaggio di sostegno agli organizzatori, ai rappresentanti delle confessioni cristiane e delle altre religioni e agli ospiti presenti. Un gesto che sottolinea l’importanza attribuita dalla Santa Sede al dialogo interreligioso e all’impegno condiviso per la costruzione della pace.

Per Papa Leone XIV, lo «Spirito di Assisi» conserva una particolare rilevanza di fronte ai conflitti che segnano il mondo contemporaneo: “Dobbiamo ricostruire ovunque la pace, non preparare altre guerre! La guerra non può mai essere fatta in nome di Dio! Per noi credenti, “combattere in nome della religione significa, in realtà, colpire la religione stessa”. Non c’è nessuna guerra santa: solo la pace è santa!”.

Infine, il Papa ha sottolineato che la preghiera è una scuola di dialogo con Dio, con le persone e con tutte le creature: “Pensiamo a San Francesco, di cui abbiamo celebrato l’ottavo centenario della morte. Il mondo ha bisogno di dialogo”. Leone XIV ha evidenziato come il cammino di Assisi impegni i leader religiosi a promuovere il dialogo tra i fedeli e nella società, affinché al linguaggio dell’arroganza si sostituisca quello della pace, del negoziato e della comprensione. Questo potrà “allontanare gradualmente l’umanità dalla spirale della violenza”.

A 40 anni dallo storico incontro voluto da San Giovanni Paolo

L’iniziativa affonda le sue radici nel 27 ottobre 1986, durante il pontificato di san Giovanni Paolo II. In quella data, il Pontefice riunì per la prima volta ad Assisi rappresentanti e leader delle principali religioni mondiali e delle Chiese cristiane, invitandoli a pregare per la pace e a testimoniare insieme il valore del dialogo. Quell’incontro segnò una tappa fondamentale nello sviluppo del dialogo interreligioso, dimostrando come persone appartenenti a tradizioni religiose diverse potessero attingere alle rispettive risorse spirituali per promuovere il bene comune.

L’appuntamento vissuto nella città umbra rappresenta uno dei momenti più significativi del lungo pontificato di Papa Wojtyła, durante il quale si è sempre tenuto presente che la pace non è qualcosa di riservato ai politici o agli esperti, ma è, piuttosto, una responsabilità universale che riguarda ogni individuo e ciascuna delle sue azioni. Infatti, “la pace è un compito al quale tutti possono partecipare: non soltanto gli specialisti, gli studiosi e gli strateghi”. È questo l’appello lanciato da san Giovanni Paolo II 40 anni fa, dal palco allestito ad Assisi in occasione della storica “Giornata mondiale di preghiera per la pace”.

In apertura dell’incontro, dopo aver rivolto i saluti ai presenti, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ha ricordato il significato storico del 27 ottobre, quando Assisi ospitò la Giornata mondiale di preghiera per la pace: “Oggi facciamo memoria, proprio qui ad Assisi, di quel 27 ottobre 1986. Era il tempo della guerra fredda, il mondo era diviso in due imperi. Si temeva un grande conflitto, anche atomico, eppure era un periodo in cui la pace era ancora al centro delle politiche”.

Il fondatore di Sant’Egidio ha poi richiamato l’attenzione sul cambiamento del contesto internazionale e sul progressivo indebolimento della pace come obiettivo politico condiviso: “Oggi, purtroppo, la pace, come idea ispiratrice, sembra sparita dall’orizzonte, mentre si afferma sempre più che la guerra è la compagna naturale della storia umana”.

Il testimone di quell'incontro è stato la Comunità di Sant'Egidio – che da poco era stata fondata nel 1968 – e che, da allora, continua a promuovere ogni anno lo "Spirito di Assisi" in città di tutta Europa e oltre.

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