Papa Leone torna tra i fedeli dopo l'operazione: "Grazie per le vostre preghiere"

Sorridente, disteso, a bordo della papamobile bianca, Papa Leone XIV è tornato in piazza San Pietro per la prima udienza generale dopo l'intervento chirurgico al polmone. Ad accoglierlo, nonostante la pioggia e il maltempo su Roma, 30mila fedeli, secondo i dati diffusi dalla Sala stampa vaticana.
Il Pontefice, 71 anni, ha attraversato la piazza sulla jeep aperta ai lati ma protetta da un tettuccio, salutando i pellegrini e soffermandosi soprattutto sui bambini, ai quali ha impartito la benedizione. Al suo arrivo è stato accolto dagli applausi dei presenti, tra cui cardinali e vescovi.
"La prima cosa che vorrei dirvi è grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità. Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà e nella misericordia di Dio", ha detto Leone XIV aprendo l'udienza, la prima dopo le dimissioni dal Policlinico Gemelli di Roma.
Il Papa era stato sottoposto il 13 ottobre all'asportazione del lobo inferiore del polmone destro, dopo la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare. Domenica aveva annunciato l'intenzione di riprendere gradualmente i suoi impegni. L'udienza di oggi, la prima dal 7 ottobre, si è svolta secondo il programma consueto.
Il richiamo alla politica: "La famiglia è il fondamento della società"
Al centro della catechesi, dedicata alla costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Vaticano II, il tema "L'impegno per la famiglia nella società di oggi".
Leone XIV ha ribadito il ruolo centrale della famiglia, definita dal documento conciliare "una scuola di umanità più ricca" e "il fondamento della società", richiamando le istituzioni alle proprie responsabilità.
Il Pontefice si è rivolto in particolare a quanti hanno responsabilità sociali, soprattutto in ambito politico e culturale, sottolineando il dovere di "collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia".
"Carissimi, quest'impegno è più che mai urgente", ha aggiunto, ricordando l'attenzione riservata al tema dai Pontefici succedutisi dopo il Concilio e dalla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono tornati nei giorni scorsi i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali.
"L'amore coniugale non si limita all'attrattiva erotica"
Nella sua riflessione, Leone XIV si è soffermato anche sulla dimensione affettiva e fisica del matrimonio. "Non limitandosi all'attrattiva erotica, che pure integra in sé, l'amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi", ha spiegato, sottolineando come il rapporto tra marito e moglie debba esprimersi attraverso sentimenti, gesti di tenerezza e reciproca donazione.
Un amore che riguarda l'intera persona, nel riconoscimento della pari dignità dell'uomo e della donna, e che accompagna tutta la vita matrimoniale. L'intimità degli sposi, ha aggiunto, favorisce la donazione reciproca e arricchisce la loro gioia.
Il Papa: "La vita concepita va protetta, scongiurare aborto e infanticidio"
Il Pontefice ha poi richiamato l'insegnamento della Chiesa sulla procreazione e sulla tutela della vita. "La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura, scongiurando l'aborto come l'infanticidio", ha affermato, citando la costituzione conciliare. "La fecondità dell'amore coniugale si esprime nella procreazione dei figli", definiti "il dono più eccellente del matrimonio".
Trasmettendo ed educando la vita umana, ha spiegato Leone XIV, gli sposi diventano "cooperatori dell'amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti". Una responsabilità che richiede ai coniugi di valutare il bene proprio e quello dei figli, già nati o futuri, attraverso un giudizio formulato davanti a Dio e secondo una coscienza conforme all'insegnamento della Chiesa.
Il Papa ha inoltre ricordato che, secondo il Concilio, non può esserci una vera contraddizione tra le leggi divine che regolano la trasmissione della vita e quelle che favoriscono l'autentico amore coniugale.
L'appello alla pace e alla riconciliazione
Nel corso dei saluti ai fedeli delle diverse nazionalità, Leone XIV si è rivolto anche ai pellegrini polacchi, ringraziando gli organizzatori e gli interpreti del concerto "Salmi di Pace", promosso in occasione del 45° anniversario della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II. Il Pontefice ha espresso l'auspicio che l'iniziativa possa "favorire propositi di pace e di riconciliazione".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.