A Parigi ancora scontri a fine corteo, 'dai casseurs violenza inaudita'
Meno partecipanti ai cortei, più agguerriti i casseurs, e ragazzi con le maschere di Halloween per la festa della sera: il terzo atto della mobilitazione in Francia, con la protesta per la scuola e contro il carovita che vede uniti sindacati, gilet gialli e studenti, ha ricalcato quella di sabato scorso.
La guerriglia finale ha però visto un'escalation, tanto che il ministro dell'Interno, Laurent Nunez, ha parlato di "violenza inaudita". Alla fine del corteo pacifico, la polizia si è di nuovo trovata a fronteggiare le frange violente pronte a distruggere e saccheggiare. A Parigi i casseur pronti a tutto - stavolta armati anche di bottiglie molotov da lanciare contro i poliziotti e ben riforniti di bidoni di benzina - erano alcune centinaia, 200-300. Tensioni si sono registrate anche a Lione, Tolosa e Marsiglia, dove sulla spianata della Plaine, luogo conclusivo del corteo, era già in preparazione la festa di piazza per la serata di Halloween.
A Parigi, gli agenti dopo la battaglia con i casseurs si sono spostati verso il centro - blindato in giornata ma aperto per la folla del sabato sera - alimentando il timore di "cortei selvaggi" fra Halloween e proteste. "Stasera alle 20 a Chatelet", si leggeva in uno striscione bianco con la scritta nera lasciato sui luoghi degli scontri dopo la fine della manifestazione, a Porte de Charenton. Il corteo, ancor più della settimana scorsa, era stato infatti vietato sul percorso richiesto dal sindacato e dai gilet gialli, Bastiglia-Nation, e spedito quasi sul Périphérique, fra Porte de Bagnolet e Porte de Charenton. "I cortei sono andati bene ovunque - ha riconosciuto il ministro Nunez - si sono svolti nella calma", anche grazie alla scelta di organizzare le manifestazioni fuori dal centro città. Poi la "violenza inaudita". "I fermi sono 422, ma il numero è destinato ad aumentare", ha aggiunto Nunez. Nei cortei festosi, con balli e canti, fra i ragazzi con le maschere di Halloween c'era come sempre Jean-Pierre Mélenchon: "Le nostre rivendicazioni sono un diritto - ha scritto su X il leader de La France Insoumise - anche quella di manifestare in sicurezza. Vinceremo".
Alla fine, mentre i primi cominciavano a sfollare, invitati dagli altoparlanti della polizia, le prime avvisaglie del finale violento che ormai non manca mai: sassi, bottiglie, pezzi di tubi di ferro contro la polizia, ragazzi coperti di nero che gridavano lo slogan mondiale anti-agenti, "Acab". I lacrimogeni sparati dalla polizia per sgomberare il campo - a Porte de Charenton - si mescolavano al fumo degli incendi innescati dai razzi di fuochi d'artificio lanciati dai casseurs. Hanno fatto la loro comparsa, in un'escalation che non promette nulla di buono, anche le bottiglie molotov, che hanno favorito il proliferare di incendi: una boulangerie, diverse auto, motorini, biciclette. Gruppi violenti, ha riferito Nunez, hanno aumentato l'impegno nell'attaccare la polizia, anche appiccando il fuoco a bidoni di benzina o lanciando bottiglie molotov. Un gendarme è stato brevemente avvolto dalle fiamme prima di essere salvato dai colleghi, è rimasto leggermente ferito. Non è stata però "una replica del 17 ottobre", come temeva il ministero dell'Interno alla vigilia, che ha schierato 70.000 fra agenti e gendarmi. Mentre i partecipanti sono diminuiti: il conteggio della prefettura è stato di 70.000 manifestanti a Parigi, rispetto ai 110.000 che sfilarono una settimana. In tutta la Francia, il ministero dell'Interno ne ha contati 320.000, contro i 410.000 una settimana fa e i 550.000 del 17 ottobre. Gli studenti, già in mattinata, avevano annunciato nuovi blocchi nei licei e nelle università già da lunedì, ritenendo insufficienti le promesse ricevute dal governo.
Cortei di giovani anche in Germania, senza le dimensioni né la violenza che li accompagna in Francia: ad Amburgo alcuni manifestanti hanno appiccato il fuoco alle barricate nel quartiere di Steidamm, lanciando poi petardi e bottiglie sulla polizia che cercava di sgomberare le strade.
Scontri anche a Tirana, dove gli studenti chiedono le dimissioni del premier socialista Edi Rama: cassonetti in fiamme e lancio di sassi e molotov, la polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni. In Spagna, schierata in forze la polizia a Madrid, Barcellona, Valencia e San Sebastián per possibili disordini e saccheggi per le manifestazioni del 'movimento Blocus' in concomitanza della notte di Halloween.
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