Carlo Rambaldi riceve una stella sulla Walk of Fame di Hollywood

Il maestro italiano degli effetti speciali, morto nel 2012, è stato celebrato il 15 ottobre, a Los Angeles, con la posa di una stella a lui dedicata. La stella postuma è la numero 2.860 nella categoria cinema. Il riconoscimento, sostenuto da Cinecittà, è stato promosso dalla Camera di Commercio di Hollywood insieme al Ministero della Cultura, al Comitato Nazionale per le celebrazioni del 100° anniversario dalla nascita di Carlo Rambaldi e alla Fondazione Carlo Rambaldi.
La stella postuma
La stella è stata ritirata dalla figlia Daniela Rambaldi, presidente della Fondazione. Da Ron Frierson, presidente della Camera di Commercio di Hollywood, ha ricevuto anche una targa a nome della città di Los Angeles. Presente alla cerimonia anche Cristina Rambaldi, nipote dell’artista e vicepresidente della Fondazione, che ha raccontato: “Le persone gli chiedevano di continuo di disegnare quel piccolo alieno che viveva nel suo ufficio. Non diceva mai di no, per quanto fosse stanco. In giro ci sono parecchi E.T. disegnati su tovaglioli di carta”.
GLI INIZI
Nato il 15 settembre 1925 a Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara, manifestò fin da giovane una grande passione per l'arte e l'animazione. Trascorreva i pomeriggi costruendo giocattoli con l'argilla e aiutando il padre nella sua officina di biciclette, dove apprese i segreti della meccanica e dei meccanismi a leva. Laureatosi all’Accademia di belle arti di Bologna, iniziò a frequentare gli ambienti cinematografici in Italia a metà degli anni ‘50. Lavorò a più di sessanta film italiani, con autori come Federico Fellini, Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Mario Bava e Dario Argento.
POLIFEMO
Nel 1968, realizzò Polifemo per lo sceneggiato televisivo L’Odissea, diretto da Franco Rossi, collaborando con il regista e maestro degli effetti speciali Mario Bava. Rambaldi costruì un gigantesco modello meccanico della testa del Ciclope per permettere i primi piani dell'occhio che si muoveva e si iniettava di sangue prima di essere accecato.
LA CRONACA GIUDIZIARIA
Nel 1971, per l'istruttoria delle circostanze della morte di Giuseppe Pinelli, il magistrato inquirente chiese l’aiuto di Rambaldi per ricostruire le modalità di caduta del corpo e l’artista fornì un manichino ad hoc.
L'anno seguente fu costretto a dimostrare in tribunale come la vivisezione canina nel film Una lucertola con la pelle di donna (1971) di Lucio Fulci fosse solo un trucco, dopo che il regista era stato citato in tribunale per maltrattamento e crudeltà verso gli animali.
PROFONDO ROSSO
Nel 1975 collaborò con il regista dell'horror Dario Argento per Profondo Rosso, realizzando il pupazzo dal volto di porcellana che terrorizza una delle vittime, oltre alle mummie e a diversi corpi artificiali e iperrealistici utilizzati per le scene di omicidio più cruente.
KING KONG
Nel 1976 fu chiamato dal produttore Dino De Laurentiis ad Hollywood per un progetto molto impegnativo: il remake di un classico della storia del cinema americano, King Kong. Per il film di John Guillermin creò un pupazzo di 12 metri, che in realtà fu usato pochissimo: nella maggior parte delle inquadrature dove si vede il gorilla nella sua interezza, in realtà si tratta di Rick Baker con un costume. Realizzò anche il braccio meccanico a grandezza naturale di King Kong, usato per le riprese ravvicinate con Jessica Lange e alcune maschere in grado di esprimere le più comuni emozioni indossate da Rick Baker con il costume da King Kong.
ALIEN
Nel 1979, Ridley Scott lo chiamò per lavorare insieme all'artista svizzero H.R. Giger alla realizzazione di Alien. Mentre Giger concepiva il design estetico e spaventoso dello Xenomorfo, Rambaldi progettò e costruì l'interno meccanico della testa dell'Alien.
E.T. L’EXTRA-TERRESTE
La collaborazione con Spielberg iniziò nel 1977, con Incontri ravvicinati del terzo tipo, ma l’apice del successo fu nella realizzazione della creatura E.T., uno dei personaggi più iconici e amati della storia del cinema. Il regista voleva un alieno "brutto ma capace di farsi amare". Rambaldi presentò a Spielberg un modello in creta che univa tre fonti d'ispirazione: il muso della sua gatta Chicca, i volti Albert Einstein, Ernest Hemingway e Carl Sandburg (per conferire una sensazione di antica saggezza) e il lungo collo delle donne del delta del Po, ricordo di un vecchio quadro dipinto dall’artista in gioventù.
GLI OSCAR
Vinse l’Oscar per i migliori effetti speciali per ben tre volte: il primo nel 1977 con King Kong di John Guillermin, il secondo nel 1980 con Alien, il terzo nel 1983 con E.T. l'extraterrestre.
EREDITÀ
Carlo Rambaldi morì il 10 agosto 2012, all'età di 86 anni, a Lamezia Terme, dove si era trasferito negli ultimi anni.
La sua eredità continua attraverso i film, le creature che ha contribuito a realizzare e le iniziative dedicate alla conservazione e alla divulgazione del suo lavoro promosse in modo particolare dalla Fondazione Culturale Carlo Rambaldi. La sua stella a Hollywood è il simbolo di un talento italiano che ha superato ogni confine. Perché le tecnologie cambiano, gli effetti speciali si evolvono, ma le creature capaci di emozionarci continuano a vivere ben oltre lo schermo.
La mostra
L’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles ospita fino al 31 dicembre la mostra Carlo Rambaldi: Dreaming the Cosmos, curata da Cristina Rambaldi. In esposizione ci sono dipinti e sculture, le tre statuette degli Oscar e la testa animatronica di E.T. realizzata per il centenario.
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