Giustizia, alta tensione tra Forza Italia e FdI: gli azzurri preparano “iniziative” contro il blocco del ddl sugli smartphone
“Situazione provvedimenti in materia di giustizia. Iniziative“. Recita così l’unico punto all’ordine del giorno dell’assemblea dei gruppi parlamentari convocata per i prossimi giorni dai capigruppo di Forza Italia, Enrico Costa e Stefania Craxi. Una chiamata alle armi su un tema che ormai ha avvelenato i rapporti con Fratelli d’Italia: la paralisi della proposta di legge sul sequestro degli smartphone, approvata al Senato ad aprile 2024 e bloccata alla Camera dal veto dei meloniani. Il testo, firmato dal senatore azzurro Pierantonio Zanettin e dalla leghista Giulia Bongiorno, irrigidisce le regole per sequestrare i dispositivi elettronici a fini di prova, imponendo una lunga e complessa procedura governata dal gip, mentre adesso basta un decreto motivato del pm. Una battaglia identitaria per i berlusconiani, finita impantanata in Commissione Giustizia a Montecitorio: FdI ha puntato i piedi dopo l’audizione del procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo, che ha pronosticato un “impatto disastroso” della nuova normativa sulle indagini contro i clan. E a farsi portavoce di Melillo è stata la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, presentando 18 emendamenti per ammorbidire le nuove regole, escludendo i reati di criminalità organizzata e simili.
Il 23 settembre si sarebbe dovuto iniziare proprio a votare gli emendamenti, depositati ormai un anno fa. Ma i pareri obbligatori del governo non c’erano: intervenendo in Commissione, il sottosegretario leghista alla Giustizia Andrea Ostellari ha preso tempo, aprendo alla possibilità che l’esecutivo intervenisse con un decreto legislativo ad hoc, in attuazione della delega sul tema prevista nella legge di delegazione europea (il provvedimento con cui ogni anno l’Italia si adegua al diritto Ue). A quel punto il capogruppo azzurro Costa – che pure è l’artefice di quella delega – non ci ha visto più e si è scagliato contro Ostellari, accusandolo di fare melina per affossare il provvedimento. Col senno di poi, si può dire che avesse ragione: venerdì 9 ottobre è scaduto il termine a disposizione del governo per attuare la delega (sei mesi dall’entrata in vigore della legge di delegazione). La strada alternativa quindi è tramontata e il provvedimento resta ostaggio del governo in Commissione: da qui la scelta degli azzurri di “aprire la crisi” con gli alleati, convocando i gruppi per organizzare la controffensiva. L’assemblea era originariamente prevista per martedì 13, ma probabilmente slitterà alla settimana successiva. Quello degli smartphone, peraltro, non è l’unico provvedimento bloccato che sta a cuore a Forza Italia: l’altro è la proposta di riforma della prescrizione, approvata alla Camera a gennaio 2024 e da allora ferma al Senato, sempre per il veto di FdI. Mentre un’altra campagna recente degli azzurri, quella per l’ampliamento della responsabilità civile dei magistrati, è stata stoppata sul nascere dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Resta da capire quali potrano essere le “iniziative” evocate nell’ordine del giorno. “Metteremo in chiaro che non siamo contenti“, spiega al Fatto una fonte di peso del partito. Tra le varie ripicche possibili, una è a portata di mano: bloccare il ddl governativo per riaprire il Tribunale di Bassano del Grappa, anch’esso all’esame della Commissione Giustizia della Camera. Il tribunalino veneto è un feticcio elettorale di Ostellari e della Lega, ma è sgradito a Forza Italia e soprattutto al senatore Zanettin, che vedrebbe defraudata di risorse la sua Vicenza. La prossima seduta dedicata agli smartphone è martedì: gli azzurri potrebbero anche decidere di strappare e chiedere l’arrivo del provvedimento in Aula senza discutere gli emendamenti, formalizzando così la crisi con gli alleati. Ma l’ipotesi di un accordo non è ancora tramontata del tutto: ospite della festa del Foglio, Nordio ha risposto a una domanda sul tema con una perifrasi che fa immaginare un possibile compromesso sugli emendamenti Colosimo. “Per i reati di mafia e terrorismo, che mettono a repentaglio i valori massimi di sopravvivenza dello Stato”, deve “prevalere l’interesse delle indagini”, mentre per “tutti gli altri reati deve prevalere il garantismo individuale. Penso che arriveremo sicuramente a un accordo, sono ottimista”, ha detto il Guardasigilli.
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