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Friday, November 6, 2026

Opposizioni all'attacco su Altieri all'Anac, Meloni: 'Era nelle nostre competenze'

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"Cosa devo dire? Perché era nelle nostre competenze farlo". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante il giro dei padiglioni a Eicma. il salone delle due ruote, rispondendo a chi le ha chiesto della nomina all'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, di Trifone Altieri come nuovo presidente. Una nomina che ha scatenato le critiche delle opposizioni. 

"Ho letto con sgomento e incredulità la notizia della nomina del leghista Altieri all'Anac: un fatto gravissimo, non si era mai verificata la nomina di un politico a capo di una autorità che deve vigilare sull'operato della politica. Il politico in questione è poi un leghista vicino al ministro che è tra i primi controllati dall'anticorruzione, si tratta di un precedente gravissimo tra l'altro in una fase molto delicata in Italia per le infrastrutture, bandi e appalti, tra il Ponte sullo Stretto e il Piano Casa", afferma  l'eurodeputata del Pd Irene Tinagli, presidente della commissione per l'emergenza abitativa a Bruxelles.

"Questa nomina fa il paio con un'altra che trovo assai discutibile: il governo ha nominato commissario per il terzo pilastro del piano casa, quello più delicato, che affiderà una serie di agevolazioni a fondi di investimento anche stranieri, il braccio destro di Salvini al Mit, Elisabetta Pellegrini. Proprio Pellegrini avrà poteri enormi di deroga a varie normative nonché poteri di prevenzione e monitoraggio della corruzione". Per Tinagli "tutto questo è sbalorditivo. Salvini fa bingo con due controllori che, in un modo o nell'altro, lui stesso controlla: può darsi che queste manovre servano a puntellare politicamente il governo in chiave anti Vannacci, ma con quali conseguenze per il Paese? Salvini alza il prezzo, e la Meloni cede senza battere ciglio, ma chi pagherà questo prezzo sono i cittadini italiani". 

"La nomina di un uomo di partito, il leghista Nuccio Altieri, a presidente dell'Anac è un atto irresponsabile e indecente del governo Meloni. Siamo all'assalto al potere da parte di Fdi, Lega e FI", affermano gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia. "Questa scelta - aggiungono - suggella l'intolleranza del governo verso ogni forma di controllo pubblico e di equilibrio tra poteri e organi dello Stato. In questa legislatura il centrodestra ha già smantellato i poteri della Corte dei Conti e vari strumenti di indagine contro i reati dei colletti bianchi; ha sistematicamente attaccato la magistratura provando a minarne indipendenza e autonomia, ma i cittadini hanno detto no; ha attaccato la Banca d'Italia, l'Ufficio parlamentare di Bilancio e qualunque altro organismo che abbia mosso critiche all'operato del governo".

Per i parlamentai del M5s "tra le vittime degli strali del governo Meloni c'è stata anche l'Anac: chi ha buona memoria ricorda gli attacchi, in particolare della Lega, contro il presidente Busia che nel 2023 criticò il nuovo Codice degli Appalti, uno dei tasselli del piano con cui il governo ha smantellato i presìdi di legalità. Ed ecco che oggi si chiude il cerchio con un leghista al vertice dell'Anac. Che titoli ha Altieri per ricoprire il ruolo? Forse la lunga carriera tra le fila di FI, Pdl, Conservatori e Riformisti e Lega? Un candidato perfetto per lobotomizzare l'Anac e metterla al servizio degli interessi della politica che comanda. Alla guida dell'Anac servono indipendenza, competenza e credibilità istituzionale. E quando si sceglie per guidarla una persona con un'evidentissima colorazione politica, i requisiti di indipendenza e autonomia vengono minati in partenza. In Parlamento la nostra opposizione a questa nomina sarà durissima". 

"Il governo vuole costruire grandi opere, ma sembra sempre più insofferente verso chi deve controllare che tutto avvenga nel rispetto della legalità", osserva il deputato del M5s Agostino Santillo, vicepresidente della commissione Ambiente. 

"La procedura di nomina di Nuccio Altieri alla presidenza dell'Anac - afferma Santillo - è l'ennesimo segnale di un esecutivo che considera i controlli un fastidio e la trasparenza un ostacolo. Gli appalti pubblici sono un terreno delicatissimo, dove girano miliardi e dove le infiltrazioni criminali non aspettano altro che i presidi di controllo diventino più blandi. Indebolire l'Autorità anticorruzione significa esporre il Paese a rischi gravissimi, proprio mentre il governo spinge su opere faraoniche e procedure sempre più permissive. Tra affidamenti diretti, deroghe e controlli alleggeriti, il confine tra semplificazione e regalo agli affaristi diventa pericolosamente sempre più sottile. Con l'avvio di questa procedura di nomina il governo sembra voler mettere il controllore sotto tutela politica, oltretutto andando in discontinuità contro chi ha svolto sempre un eccellente lavoro come Giuseppe Busia, riconosciuto anche a livello internazionale, come dimostra la sua elezione nel 2024 a presidente del Network for Integrity, la Rete mondiale che contribuisce all'agenda anticorruzione globale. Dalle stelle alle stalle".

"Quella di Meloni e Salvini è una concezione delle istituzioni che respingiamo con forza, schierandoci al fianco di cittadini e imprese oneste. Le mafie non aspettano altro che porte aperte, e questa nomina, che chiediamo di ritirare immediatamente, rischia di spalancargliene qualcuna", conclude l'esponente del M5s.

"Mentre gli italiani aspettano risposte sul caro energia, il governo ha dato ieri il via libera a due vergognose designazioni targate Lega", scrive sui social Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista. "Mi riferisco ad Alberto Bagnai all'Antitrust, alla designazione del deputato Giulio Centemero come commissario Consob, all'ex parlamentare Nuccio Altieri alla presidenza dell'Autorità nazionale anticorruzione. Siccome non bastava, nelle scorse settimane Salvini ha trovato posto nelle autorità portuali anche per Mirco Carloni e Annalisa Tardino. Il dettaglio meraviglioso è che Antitrust, Consob e ANAC sono Autorità indipendenti, concepite per essere autonome dalla politica, proprio perché devono vigilare sui mercati e garantire il rispetto delle regole anche quando a violarle è chi governa. Se diventano terreno di occupazione dei partiti, viene meno la ragione stessa per cui esistono. Una specie di previdenza politica integrativa sulla pelle degli italiani. I voti diminuiscono, le poltrone restano. E magari aumentano", conclude.

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