Putin: 'Le esercitazioni occidentali nel Mar Baltico sono un'escalation'
Il presidente russo Vladimir Putin ha definito le esercitazioni militari occidentali nel Mar Baltico e i tentativi di fermare le navi russe come una "escalation".
"Le esercitazioni nel Mar Baltico, una dopo l'altra, e i tentativi di fermare le nostre navi e imbarcazioni: tutto questo rappresenta l'escalation di cui ho parlato nel mio discorso. Tutto questo è un'escalation", ha osservato il leader russo durante la sessione plenaria del 23° incontro del Club di discussione internazionale Valdai. Lo riporta la Tass.
Putin ha inoltre respinto oggi come "assurda" la proposta di sospendere gli attacchi a lunga distanza tra la Russia e l'Ucraina. In particolare, la proposta di cessare i raid ucraini sulle raffinerie russe e quelli russi sulle navi ucraine nel Mar Nero. Lo riferiscono le agenzie russe.
La Russia "non ha intenzione di attaccare nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050", ha anche affermato Putin rispondendo a una domanda durante la conferenza annuale del Valdai Club. Putin ha altresì denunciato come un segno di "escalation" da parte di alcuni Paesi europei le loro ripetute affermazioni che si preparano a una guerra con la Russia entro la fine del decennio.
Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass, ha spiegato che l'avvertimento della Russia alla Nato sulla possibile reazione di Mosca con tutto il suo arsenale in caso di tentativi di bloccare Kaliningrad, "non dovrebbe essere interpretata come una dichiarazione conflittuale".
"In quale contesto vengono rilasciate queste dichiarazioni? Nel contesto della continua e piuttosto rapida militarizzazione dell'Europa e degli Stati europei", ha detto Peskov ai giornalisti. In precedenza, l'ambasciata russa in Belgio aveva riferito che la Russia aveva avvertito la Nato che le azioni dell'Alleanza nella regione di Kaliningrad e l'escalation delle tensioni aumentano notevolmente il rischio di un conflitto armato diretto, e aveva dichiarato la disponibilità di Mosca a utilizzare tutto il suo arsenale per difendere il proprio territorio.
L'avvertimento ha fatto seguito a esercitazioni tenute il mese scorso dalla Nato vicino alla exclave russa di Kaliningrad, situata tra la Polonia e la Lituania.
"Ribadiamo la nostra posizione sulla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. Per quanto riguarda la comunicazione alla Nato, la Nato ha reagito chiaramente e noi accogliamo con favore tale reazione. Naturalmente condanniamo la retorica nucleare irresponsabile della Russia. Non cadremo nella trappola russa e non amplificheremo le tattiche di Mosca basate su intimidazione e allarmismo". Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Christian Wigand nel briefing stampa, sulla dichiarazione russa alla Nato di esser pronta a usare l' "intero arsenale" dopo asserite esercitazioni per simulare l'isolamento di Kaliningrad.
Video L’omaggio di Zelensky ai caduti nella Giornata dei difensori
Drone russo colpisce una scuola a Kiev: strage sfiorata, illesi i bambini
Un drone russo ha colpito un edificio scolastico nel distretto di Solomianskyi a Kiev, provocando un incendio. Al momento dell'impatto, i bambini si trovavano in un rifugio antiaereo. Lo riporta Ukrainska Pravda citando il sindaco di Kiev Vitali Klitschko. "I bambini si trovavano nel rifugio. I servizi di emergenza si stanno dirigendo sul posto", ha dichiarato il sindaco su Telegram. Klitschko ha aggiunto che i detriti del drone hanno anche danneggiato un magazzino.
Colpito l'Istituto di Ricerca Nucleare della capitale
Un altro drone russo ha colpito la sede dell'Istituto di Ricerca Nucleare di Kiev. Secondo quanto riportato da Ukrinform, la notizia è stata diffusa dall'Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare dell'Ucraina sul proprio sito web.
"Il reattore Vvr-M è utilizzato come sorgente di neutroni per la ricerca fondamentale e applicata in fisica nucleare. Pertanto, l'attacco del drone alla sede dell'Istituto di Ricerca Nucleare rappresenta un'aggressione contro un impianto nucleare civile che svolge esclusivamente funzioni scientifiche e di ricerca. Si tratta dell'ennesima dimostrazione del cinico disprezzo della Russia per i principi e gli standard di sicurezza nucleare e radiologica riconosciuti a livello internazionale, e costituisce un crimine di guerra", ha dichiarato l'Ispettorato aggiungendo che il reattore, spento dal febbraio 2022, e i sistemi critici per la sicurezza non hanno subito danni. Non sono state infine rilevate variazioni nei livelli di radiazione, rimasti stabili entro l'intervallo di fondo naturale. L'incendio scaturito dall'attacco è stato rapidamente domato
Mosca: 'Colpiti centri logistici e navi a Kiev e Odessa'
Il ministero della difesa di Mosca ha annunciato che le forze armate la scorsa notte "hanno colpito centri logistici e di comunicazione, nonché navi militari impiegate dalle forze armate ucraine". Secondo quanto riferito su Telegram gli attacchi hanno riguardato "a Kiev un centro di trasporto e logistica (Renta Logistic LLC), il cui magazzino ospitava un'officina per la produzione di droni marini; a Odessa e nella regione, il centro dati Hosting-Ua, che elaborava informazioni di intelligence e altri dati di servizio per le unità delle forze armate ucraine". Inoltre il ministero russo ha informato che nel porto di Chornomorsk è stata danneggiata una nave da carico che preesumibilmente trasportava equipaggiamento militare e merci a duplice uso.
Mosca: 'La scorsa notte abbattuti 330 droni ucraini'
La scorsa notte, tra le 20:00 e le 8:00, ora di Mosca (19.00-7.00 italiane), "le forze di difesa aerea russe hanno intercettato e abbattuto 330 droni ucraini ad ala fissa sui territori delle regioni di Bryansk, Belgorod, Smolensk, Kaluga, Tula, Kursk, Tver, Lipetsk, Oryol, Tambov, Astrakhan, la regione di Mosca, la Repubblica di Crimea e sulle acque del Mar Nero". Lo ha riferito il ministero della Difesa russo.
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