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Monday, October 5, 2026

Delitto di Garlasco, i pm di Pavia potrebbero ascoltare chi si occupò dei pedali della bicicletta di Stasi

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Delitto di Garlasco, i pm di Pavia potrebbero ascoltare chi si occupò dei pedali della bicicletta di Stasi

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La Procura di Pavia potrebbe ascoltare nei prossimi giorni, in qualità di persone informate sui fatti, alcuni inquirenti e consulenti tecnici che avevano seguito la prima inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia) che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. La decisione di ascoltare chi aveva indagato all’epoca – nell’ambito dell’indagine su Andrae Sempio – sarebbe legata soprattutto alle analisi sui pedali della bicicletta.

Secondo quanto ha comunicato la Procura, i Ris di Parma non avrebbero comunicato agli inquirenti dell’epoca l’esito negativo delle nuove analisi sui pedali della bici di Stasi, dopo che le prime avevano evidenziato la presenza del Dna di Chiara. Una dato che è diventato “processualmente accertato” durante il processo di primo grado con rito abbreviato che vide Stasi andare assolto e anche i consulenti dei pm pavesi, nella relazione dello scorso settembre, non mettono in dubbio.

Si è inoltre in attesa di conoscere lo sviluppo di un nuovo possibile filone di indagine, con l’ipotesi del reato di corruzione, a carico dell’avvocato Federico Soldani, di Andrea Sempio e del luogotenente Silvio Sapone (ex responsabile della polizia giudiziaria di Pavia), dopo le indiscrezioni annunciate nel corso dell’ultima puntata del programma “Quarto Grado”, condotto da Gianluigi Nuzzi, andato in onda venerdì 2 ottobre. Per il momento l’unico dato certo riguarda la trasmissione del fascicolo da Brescia a Pavia, dopo che è stata archiviata la posizione di Mario Venditti, ex procuratore aggiunto a Pavia.

Infine un profilo personologico di Stasi, riassunto in 17 punti, è tra i documenti acquisiti di recente al Ris di Parma e che non sarebbe mai entrata nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi come riporta Repubblica.it. “Un documento di 13 pagine, senza data né firma autografa, però scritto su carta intestata di una nota psicologa e criminologa, la dottoressa Alessandra Bramante, di recente consulente della difesa di Alessia Pifferi” si legge. Una valutazione psicologica che “non è mai stata depositata in nessuno dei procedimenti sul delitto di Garlasco, né tantomeno delegata dalla pm di allora, Rosa Muscio, della Procura di Vigevano”. Bramante ha poi dichiarato nella trasmissione Ore 14 su Rai 2: “Non ho mai fatto nessun profilo, se faccio relazioni metto data e firma”.

Si allungano quindi i tempi della richiesta di revisione. La difesa sta analizzando i documenti e da cui starebbero emergendo, secondo i difensori, tantissimi elementi a favore del 43enne, a dimostrazione della sua innocenza, e sui quali ci saranno anche interlocuzioni con la Procura pavese. La richiesta di revisione del processo arriverà, comunque, il prima possibile, senza tempi definiti. Quella nuova prova della difesa, che “farà rumore”, potrebbe essere una nuova testimonianza raccolta. Nei giorni scorsi sempre la difesa aveva parlato di nuovi elementi e, in particolare, di uno destinato a fare “scalpore” e “rumore”. Non è una prova documentale, né una consulenza, aveva chiarito l’avvocata Giada Bocellari.

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