Elezioni Brasile, partito Bolsonaro riconosce vittoria Lula: "Serve dibattito equilibrato"

Il Partido Liberal, dopo che il suo candidato aveva affermato di voler chiedere "l'annullamento" del voto, in una nota ufficiale ha affermato: "Riconosciamo il risultato presidenziale proclamato dal Tribunale Superiore Elettorale, ma comprendiamo che le questioni sollevate debbano essere chiarite in un dibattito politico democratico. Continueremo a monitorare i fatti e a cercare le risposte con responsabilità, trasparenza e rispetto delle istituzioni". Polizia indaga su possibile fuga all'estero di Bolsonaro
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Dopo che Flavio Bolsonaro aveva definito "impossibile riconoscere il risultato di questo voto" e aveva affermato di voler chiedere "l'annullamento" perché "un giudice ha allungato le operazioni di voto e ha cambiato le regole in corso", il suo partito - il Partido Liberal - ha riconosciuto con una nota ufficiale la vittoria di Lula alla presidenza del Brasile. Lula, 81 anni oggi, dopo una straordinaria rimonta si è confermato per la quarta volta presidente del Paese con il 51,74% delle preferenze contro il 48,2% del rivale: mai in Brasile un candidato aveva vinto dopo aver perso al primo turno.
La nota del Pl: "Continueremo a monitorare e cercare le risposte"
"Riconosciamo il risultato presidenziale proclamato dal Tribunale Superiore Elettorale - si legge nel comunicato firmato dal presidente di Pl, Valdemar Costa Neto - ma comprendiamo che le questioni sollevate debbano essere chiarite in un dibattito politico equilibrato e democratico. Continueremo a monitorare i fatti e a cercare le risposte con responsabilità, trasparenza e rispetto delle istituzioni". "Flavio Bolsonaro ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con un vantaggio di 2,2 milioni di voti - si legge nell'incipit della nota del Partido Liberal - Al secondo turno, tuttavia, il risultato è stato diverso, in uno scenario caratterizzato da forti pressioni elettorali, con impatto economico e sociale". "Il Partido Liberal - continua il comunicato - conclude queste elezioni con un risultato storico: una maggioranza di 121 deputati federali, 29 senatori, 229 deputati statali e distrettuali e 6 governatori. È una dimostrazione della forza del partito e della fiducia di milioni di brasiliani nelle idee che difendiamo". "Il Pl continuerà ad essere fermo - conclude Costa Neto -, agendo con indipendenza e responsabilità nella difesa della democrazia, della libertà e dei valori che rappresentiamo. Il nostro impegno è con il Brasile e con i milioni di brasiliani che confidano nel nostro lavoro".
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Gli alleati di Bolsonaro avevano già riconosciuto la vittoria di Lula
Già lunedì i partiti che hanno sostenuto Flavio Bolsonaro al ballottaggio presidenziale avevano riconosciuto la vittoria di Lula e si erano congratulati con il capo dello Stato rieletto. Podemos, Republicanos e Uniao Brasil avevano infatti preso le distanze dalla scelta del senatore sconfitto di contestare il risultato elettorale non riconoscendo l'esito del voto. Nella stessa direzione si erano espressi anche il Partito Social Democratico (Psd) e il Partito della Social Democrazia Brasiliana (Psdb), che avevano lasciato libertà di scelta ai propri esponenti, e il Movimento Democratico Brasiliano (Mdb), al cui interno le posizioni erano divise.
Media: "Bolsonaro voleva andare in Argentina e poi in Usa"
Intanto, secondo il sito argentino Infobae, nella notte tra lunedì e martedì Flavio Bolsonaro sarebbe stato pronto ad andare prima in Argentina e poi, con un volo privato, negli Stati Uniti. Ma la polizia, bloccandogli nel pomeriggio i passaporti, ha fermato il suo progetto. La notizia è stata tuttavia smentita dal coordinatore della campagna presidenziale di Bolsonaro, il senatore Rogério Marinho. Secondo le informazioni pubblicate da Infobae, Bolsonaro avrebbe attraversato il confine con l'Argentina e si sarebbe imbarcato su un piccolo aereo a Puerto Iguazú, nella provincia di Misiones.
Polizia sta indagando su possibile fuga all'estero di Bolsonaro
La Polizia federale del Brasile sta verificando ai valichi di frontiera e attraverso i registri dei voli se il senatore Flavio Bolsonaro abbia lasciato il Paese nottetempo per raggiungere gli Stati Uniti. Sono state chieste informazioni anche alle autorità argentine, ma il governo di Javier Milei nega che Flavio Bolsonaro sia entrato nel Paese. Bolsonaro non avrebbe ancora consegnato i passaporti alle autorità, come gli è stato ingiunto ieri dai giudici. E quindi la polizia brasiliana ha deciso di annullare i documenti. Altre fonti dicono che sarebbe entrato in Argentina a piedi, ieri sera, senza passare da un valico di frontiera. All'ultimo momento però non si sarebbe recato nell'aeroporto di Iguazu per poi volare negli Usa.
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