Ex Ilva, rimossi tutti i blocchi stradali, stop a presidio anche sulla statale 7

I sindacati metalmeccanici hanno deciso che, oltre al blocco sulla statale 106 davanti alla raffineria Eni, anche il presidio e blocco stradale sulla statale 7, nei pressi dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, viene rimosso subito, senza attendere il termine dello sciopero fissato per le 23. La decisione è stata assunta dall'assemblea dopo la convocazione a Palazzo Chigi per il 27ottobre e il documento condiviso ieri con Regione, Comune e Provincia di Taranto.
L'arcivescovo di Taranto: E' tempo di risarcire la città"
"Abbiamo chiesto salute e siamo stati ignorati. Abbiamo chiesto lavoro e lo stiamo perdendo". L'arcivescovo metropolita di Taranto, Ciro Miniero, interviene sulla crisi dell'ex Ilva con un messaggio alla comunità, invitando a superare le divisioni tra chi difende il diritto alla salute e chi teme di perdere il posto di lavoro. "Faremmo il gioco di chi per anni ha solo usato Taranto", avverte.
"Siamo angosciati per il precipitare di una situazione che sapevamo da tempo non avrebbe avuto esito favorevole", scrive Miniero, ricordando gli appelli rimasti senza risposta. Per l'arcivescovo è necessario "rivendicare con forza uno sviluppo diverso", fondato sull'ecologia integrale insegnata da papa Francesco. "Non si può più produrre acciaio come nel '900,non ci si può ammalare e morire per l'acciaio, non si può tenere in ostaggio una comunità", afferma, sottolineando che la siderurgia ha portato ricchezza, ma ha imposto costi pesanti al territorio. "È tempo di risarcirla", scrive, riferendosi alla città.
Tra le richieste, anche nuove opportunità per chi rischia direstare senza lavoro e un intervento legislativo specifico. "Chiediamo insieme - osserva - prospettive lavorative alternative, una legge speciale per Taranto che da decenni, nonostante la sua strategicità, è in fondo alle classifiche per qualità della vita e vede partire i suoi giovani in cerca di prospettive migliori".
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