Seul, nessuna conferma sulle voci della morte di Kim Jong-un
Le autorità sudcoreane non hanno conferme sulle indiscrezioni secondo cui il leader nordcoreano Kim Jong-un sarebbe morto per un'emorragia cerebrale. Lo riferisce l'agenzia Yonhap, citando le reazioni di funzionari dei ministeri degli Esteri e della Sicurezza sudcoreani, che hanno definito le voci "assurde" e affermato di non averne mai sentito parlare.
Secondo una ricostruzione diffusa su X dal dissidente cinese Wanjun Xie, presidente del China Democracy Party, e ripresa dal tabloid britannico The Sun e dal New York Post, Kim Jong-un sarebbe stato colpito da un'emorragia cerebrale, sarebbe entrato in coma e sarebbe morto dopo un tentativo di salvarlo in un ospedale di Pechino.
I media statali nordcoreani hanno diffuso immagini di Kim durante una visita, ieri, alla Mostra nazionale di abbigliamento e calzature 2026, accompagnato dalla figlia Ju-ae e dalla moglie Ri Sol-ju. L'agenzia ufficiale Kcna, ripresa dalla sudcoreana Yonhap, ha riferito che il leader ha espresso soddisfazione per i progressi dell'industria leggera nazionale. La diffusione delle immagini non costituisce di per sé una verifica indipendente delle sue condizioni di salute.
Secondo Xie, che aveva già diffuso indiscrezioni analoghe sulla salute del presidente cinese Xi Jinping nelle ultime settimane, le strutture sanitarie nordcoreane non sarebbero state in grado di intervenire adeguatamente sulla salute di Kim. L'ospedale Peking Union Medical College avrebbe quindi inviato una squadra di specialisti in Corea del Nord, prima che il leader venisse trasferito a Pechino per un intervento chirurgico. Secondo la ricostruzione di Xie, nonostante i tentativi dei medici, Kim sarebbe morto nell'ospedale cinese e il suo corpo sarebbe stato riportato in patria senza un annuncio ufficiale.
Non sono state presentate prove a sostegno di queste affermazioni. In un secondo post, Xie ha sostenuto che la diffusione delle voci e l'assenza di apparizioni pubbliche di Kim fossero accompagnate da segnali politici significativi. In particolare, ha interpretato le recenti minacce alla Corea del Sud della sorella del leader, Kim Yo-jong, come un possibile tentativo di consolidare il proprio potere in vista di una successione che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe complicata dall'eventuale ascesa della figlia di Kim, Ju-ae. Anche in questo caso, si tratta di ipotesi dell'autore prive di riscontri indipendenti.
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