ESPNTakeaways from Guardians' win over RaysRTP DesportoSporting deixa escapar duas vantagens e perde na Youth LeagueThe Jerusalem PostHigh Court challenges law excluding women from Israel's Chief Rabbinate electionsESPN DeportesChampions League: Jornada de fantásticos reencuentrosZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-Nachrichtenstudio7sur7“Des erreurs inacceptables”: Thélyson Orélien reconnaît du plagiat, mais nie tout recours à l’IARMF24Ile UE wydała w trakcie wojny na energię z Rosji? Mniej niż mówi Trump, ale też dużoThe South AfricanHours after Navi Pillay’s Nobel win, US sanctioned her former court [video]الشرقنظام جديد لتحديد أولويات زراعة القلب قد ينقذ مزيداً من المرضىVariety‘Goldfish,’ ‘A Chronicle of Minor Things’ Lead Busan Asian Project Market WinnersCBS NewsMan dies in fall from Six Flags Over Georgia roller coasterSportstarBhuvneshwar Kumar’s India return is “good for indian cricket”, says R. Ashwin
The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, October 13, 2026

Delitto Poggi, le contromosse della difesa Sempio: "Abbiamo prove formidabili"

Translate

Con "cinque consulenze", che saranno ultimate e depositate entro venerdì, la difesa di Andrea Sempio punta a demolire, con analisi tecniche e scientifiche, tutte le certezze della Procura di Pavia che accusa il commesso di essere l'assassino di Chiara Poggi e scagiona Alberto Stasi, condannato definitivo. 

In particolare, le impronte del killer sul pavimento sono per il 38enne, in realtà, "una prova a discarico", perché il suo "piede è più grande" e non poteva calzare quelle scarpe. E l'ormai famosa traccia 33, quella del palmo di una mano lasciata sul muro delle scale della cantina in fondo alle quali venne trovato il corpo, non si può affatto attribuire a lui, come a nessun altro. 

Questa la contromossa dei legali del nuovo indagato per il delitto di Garlasco di 19 anni fa, a cui potrebbe aggiungersi, quando Sempio finirà davanti ad un gup dopo la richiesta di processo, un'istanza di trasmissione atti alla Consulta per valutare un nodo centrale: non possono coesistere per lo stesso caso, a detta della difesa, un condannato definitivo in attesa di eventuale revisione e un altro imputato. 

Intanto, sono quasi pronte le nuove relazioni con le repliche a quelle allegate alla chiusura inchiesta 'bis' di due settimane fa. "Le nostre consulenze sviscerano e confutano quelle dei pm e noi ci sentiamo forti su tutto", ha spiegato l'avvocato Liborio Cataliotti dopo una lunga riunione, come al solito nel laboratorio Genomica a Roma, con la collega Angela Taccia, con lo stesso Sempio e gli esperti del pool difensivo, tra cui la genetista Marina Baldi, il criminologo Armando Palmegiani e il dattiloscopista Luigi Bisogno. "C'è un dato - ha chiarito Cataliotti - che dal mio punto di vista è tranciante: le impronte per terra sono 25 e se quelle tracce, come da noi dimostrato, sono più piccole rispetto al piede di Sempio, questa è una prova a discarico che esclude in radice qualsiasi possibilità che sia l'assassino". Sulla 33, poi, "abbiamo ottenuto risultati completamente opposti, con verifiche sperimentali, tecniche e scientifiche, rispetto a quelle dei pubblici ministeri e della difesa Stasi". E ancora: "L'impronta 'sei' (ossia la traccia "chiave" di scarpa con suola a pallini) l'abbiamo trattata con strumentazione 3D. E abbiamo lavorato con medici e professori e sulla 33 abbiamo fatto altrettanto". L'impronta del palmo della mano - attribuita ancora una volta dai consulenti dei pm al commesso e con tanto di esperimento sulla "presenza di sangue nei campioni analizzati sugli intonaci" - per la sua difesa non è proprio identificabile, perché non ha un numero sufficiente di "minuzie" per un confronto, e dunque men che meno può avere un nome e cognome. Già in una relazione difensiva agli atti, tra l'altro, si faceva notare che i consulenti dei pm, lavorando solo sul materiale fotografico dell'epoca, il solo rimasto a disposizione, avrebbero addirittura confuso per "minuzie" (ne hanno individuate quindici) quelli che erano solo segni sul muro. Inoltre, come aveva già fatto notare la difesa dopo la prima chiusura indagini a fine maggio, incrociando anche i dati delle analisi delle macchie di sangue si può dire che quella "manata" nulla c'entra con l'omicidio: non c'è alcuna certezza che fosse "bagnata" di sangue, come sostiene l'accusa. E anche su questo, ha concluso Cataliotti, "abbiamo fatto sperimentazioni". 

La difesa, poi, valuta pure la possibilità di chiedere su quella traccia fondamentale una perizia in incidente probatorio o davanti al gup o nel processo. Ad analoghi risultati, ovvero che la 33 fosse un'impronta non attribuibile, erano arrivati anche gli investigatori del Ris quasi 20 anni fa con i loro accertamenti su cui ora, però, i pm pavesi hanno aperto un nuovo fascicolo per verificare presunte irregolarità e omissioni, adombrate dalle difesa Stasi.

View the original on Rai News →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.