Parole italiane più famose all'estero, quali sono secondo Treccani

La parola italiana più conosciuta nel mondo? E' "pizzaiuolo", seguita poi da espresso e moka, tramezzino e jeans. Ma non solo perchè tra gli italianismi maggiormente diffusi al mondo rientrano anche parole quali carpaccio, italic, stucco, soprano e falsetto. Lo racconta Onde - Parole italiane in viaggio, il progetto della Fondazione Treccani Cultura realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo, in programma fino al 25 ottobre 2026.
Dalla pizza al caffè
Dunque ci sono diverse parole che appartengono all'ambito culinario tra quelle che, all'estero, vengono maggiormente citate pensando all'Italia, dalla pizza al caffè, passando per il tramezzino, con la sorpresa anche dei jeans, termine di origine italiana. Parole che sono entrate in maniera ormai diffusa e stabile nel vocabolario di altre lingue, portando con sé tutta una serie di annessi e connessi tra storie di tradizioni, invenzioni e scoperte.
La classifica: il podio
Prima in classifica, come detto, è la parola "pizzaiuolo", ovvero "l'artigiano che prepara la pizza napoletana secondo gesti codificati e tramandati". Il termine, nella sua forma napoletana tradizionale, ha conosciuto la celebrità anche grazie all'Unesco, che nel 2017 ha iscritto l'"Art of Neapolitan Pizzaiuolo" nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Sul podio di questa curiosa classifica, al secondo e terzo posto, ci sono le parole "espresso" e "moka". Il primo, già in uso a Napoli nel 1912, identifica il "caffè preparato al momento, facendo passare acqua calda sotto pressione attraverso la polvere macinata". Invece, la moka è "la caffettiera a pressione dalla caratteristica forma ottagonale", sperimentata da Alfonso Bialetti nel 1933. Una curiosità: il nome deriva da "Mokha", ovvero il porto yemenita da cui partivano i carichi di caffè.
Le altre parole italiane conosciute all'estero
Proseguendo nella classifica, alla quarta posizione troviamo la parola "tramezzino", ovvero il "panino triangolare di pane morbido senza crosta, con farcitura", creato nel 1925 al Caffè Mulassano di Torino, dove Angela Demichelis reinventò il sandwich con ingredienti italiani. Il termine, spesso attribuito a Gabriele d'Annunzio, deriva dalla parola "tramezzo", in sostanza "ciò che sta in mezzo", con riferimento evidente sia alla farcitura racchiusa tra due fette di pane sia allo spuntino consumato tra un pasto e l'altro. Ecco poi una sorpresa al quinto posto, dove c'è la parola "jeans", termine che pochi associano all'Italia ma che deriva da "Gênes", nome francese di Genova, porto da cui veniva esportato un robusto tessuto di cotone, utilizzato già nel 1860 per i pantaloni indossati da Garibaldi e dai Mille. Proprio dall'espressione bleu de Gênes, "blu di Genova", sarebbero nati i blue jeans, poi diventati celebri in tutto il globo. Tra il quinto e il decimo posto, a chiudere la top ten, ecco poi altre parole quali "carpaccio, italic, stucco, soprano e falsetto".
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