4 novembre, Mattarella: «Forze armate fedeli a valori costituzionali». Meloni: «Mai scontato coraggio di chi serve l’Italia»

Corona d’alloro all’Altare della Patria nella Giornata dell’Unità nazionale. In molti messaggi il ricordo dei quattro militari italiani morti il 29 ottobre in Bosnia-Erzegovina
Nell’anno dell’ottantesimo anniversario della scelta repubblicana, la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate del 4 novembre «assume un significato particolare». Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al ministro della Difesa Guido Crosetto.
In mattinata il Capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria. Alla cerimonia c’erano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, lo stesso Crosetto, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso.
La fedeltà delle Forze armate
Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica, scrive Mattarella, «si nutre dei valori della sua Costituzione». È un patrimonio da custodire perché la memoria del passato si unisca alla speranza per il futuro e «le atrocità vissute nelle guerre mondiali non abbiano a ripetersi».
La ricorrenza celebra il coronamento del «sogno risorgimentale» dell’Unità e il percorso che, con la lotta di Liberazione, ha portato libertà e democrazia al Paese. Ha dato anche «un ruolo autorevole all’Italia», grazie alla politica di pace e cooperazione internazionale della Repubblica.
La tragedia in Bosnia
Sulla giornata pesa la morte dei quattro militari italiani che il 29 ottobre hanno perso la vita in Bosnia-Erzegovina, durante l’operazione Eufor Althea. Per Meloni quel lutto ha ricordato «quanto possa essere alto il prezzo» della scelta di chi indossa la divisa, «e quanto sia importante non considerare mai scontato il coraggio di chi serve l’Italia».
Dietro ogni divisa, afferma la premier, ci sono donne e uomini che hanno deciso di «mettere il bene della nazione davanti al proprio». Sui social Meloni ha poi pubblicato il video dell’omaggio all’Altare della Patria insieme a Mattarella.
Per Crosetto la ricorrenza «appartiene alla storia e all’identità della nostra nazione». Nel suo messaggio il ministro ricorda per nome le vittime della Bosnia. Sono i sergenti maggiori Simone Ruggia e Claudio Marchesi, dell’Aviazione dell’Esercito, il capitano Franco Adriano Zecchillo e il sergente maggiore Laura Procacci, del Corpo militare volontario della Croce rossa italiana. Un pensiero va anche agli undici feriti e alle loro famiglie. Ai caduti in Bosnia si riferisce anche il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
La Russa richiama il senso di appartenenza a un’unica comunità nazionale «al di là di ogni differenza». Fontana, atteso alla cerimonia al Sacrario militare dei Caduti d’Oltremare di Bari, ringrazia i militari impegnati «sul territorio nazionale, nelle emergenze e nelle missioni all’estero».
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si complimenta con i militari di Strade sicure, che lavorano con le forze dell’ordine nei quartieri più sensibili delle città. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, lega il valore della memoria a «un tempo segnato da profonde tensioni internazionali». Anche il vicepremier Matteo Salvini ringrazia le Forze Armate.
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