Leccese (Anci): «Territori senza mezzi adeguati, lo Stato deve intervenire»

Credo che la risposta vada cercata innanzitutto nella genesi e nella gestione di questi fenomeni. Dobbiamo chiederci perché determinate forme di criminalità di strada continuino a essere così diffuse e, in alcuni casi, sempre più violente. La risposta, a mio avviso, è la mancata presa in carico dei soggetti e la conseguenza è ricadere nella recidiva di comportamenti sbagliati. Molti reati vengono commessi da soggetti che fanno uso abituale di sostanze stupefacenti a basso costo oppure da piccoli spacciatori reclutati come manovalanza dalle organizzazioni criminali. Parliamo spesso di persone che entrano ed escono abitualmente dalle carceri e vivono ai margini della società e che diventano facilmente vittime esse stesse delle organizzazioni criminali più strutturate. Se non interveniamo sulle cause profonde di queste dinamiche, attraverso la prevenzione, il contrasto alle dipendenze e il recupero delle situazioni di marginalità, continueremo a inseguire le conseguenze senza riuscire ad arginare un fenomeno che rischia di assumere proporzioni sempre più preoccupanti. Bisogna intervenire nelle carceri con un grande lavoro che abbatta la recidiva.
Danneggiamenti e percosse il livello più alto degli ultimi otto anni. Quali interventi comunali potrebbero aiutare a ridurre questi fenomeni? Presenza degli agenti, illuminazione, recupero degli spazi, maggiori servizi sociali...
Le risorse del Pnrr ci stanno consentendo di riqualificare numerose aree delle nostre città, con interventi particolarmente significativi proprio nei grandi centri urbani. Restituire qualità agli spazi pubblici, migliorare l’illuminazione, recuperare luoghi abbandonati e renderli nuovamente fruibili dai cittadini rappresenta certamente un contributo importante alla sicurezza urbana. Ma tutto ciò da solo non basta. Registriamo un innalzamento dei reati sui minori e di quelli commessi da minori ed il peggiore campanello d’allarme per un sindaco. Alla rigenerazione fisica dei luoghi deve necessariamente accompagnarsi una rigenerazione sociale. Occorre un’azione più ampia, capace di coinvolgere associazioni, scuole, famiglie e tutte le realtà che operano quotidianamente nei territori. Il problema, però, torna sempre allo stesso punto: senza risorse adeguate i Comuni non possono farcela da soli.
A cosa potrebbero servire maggiori risorse?
Proprio in questi giorni il presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha richiamato l’attenzione su quattro emergenze che riguardano direttamente le amministrazioni comunali: l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, l’assistenza scolastica agli alunni con disabilità, il costo dell’energia e il rafforzamento degli organici della Polizia locale. Per affrontarle ha chiesto al Governo un miliardo di euro da stanziare nella prossima Legge di Bilancio. Sono questioni concrete che incidono sulla capacità dei Comuni di garantire servizi, diritti e sicurezza. Serve una presa di coscienza collettiva da parte di tutte le istituzioni, in primis del Governo. Le emergenze non si risolvono scaricando le responsabilità su chi amministra i territori, ma mettendolo nelle condizioni di intervenire.
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