The Jerusalem PostEgypt approves military support for Saudi Arabia after Houthi attacks escalatePunchPolice arrest two over deaths of minors in BauchiInquirerUndas 2026: 4,790 police personnel to be deployed in SoccsksargenESPNThunder star Williams stretchered off after suffering significant leg injuryInquirer EntertainmentAndrea Brillantes bares diving mishap while shooting ‘Laya’ESPN DeportesReal Madrid, a 3 puntos del Barça: así va la tabla de LaLigaCollider'Deadpool's Director Is Presiding Over the Biggest Short Film Contest Ever [Exclusive]ZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-NachrichtenstudioAnime News NetworkRomelia War Chronicle ‒ Episode 4BBC NewsHow a movement of students brought down Serbia's VučićMintBrazil election 2026 results: What’s the net worth of Lula Da Silva as he gets re-elected as president for fourth term?Digital SpyUniversity Challenge contestants hit out at "absurd" BBC decision to edit out pride badges
The Daily Newsstand · Free, Always
Monday, October 26, 2026

“Ho sei figli. Al più piccolo racconto più storie della buonanotte che al grande. Non tratto tutti allo stesso modo”: senso di colpa (e svolta) di Nicole Schildt

Translate
“Ho sei figli. Al più piccolo racconto più storie della buonanotte che al grande. Non tratto tutti allo stesso modo”: senso di colpa (e svolta) di Nicole Schildt

Per anni Nicole Schildt, mamma di sei figli, ha pensato che essere una buona madre significasse “essere una madre giusta” e che giusto volesse dire trattare tutti allo stesso modo: stesso orario per andare a letto, stessi compiti in casa, stesse conseguenze, stessi privilegi alla stessa età. Con il tempo ha capito che quella regola non funzionava, perché sotto il suo tetto “non crescevano sei versioni dello stesso bambino, ma sei persone completamente diverse”.

Oggi Nicole racconta di aver smesso di inseguire l’uguaglianza a tutti i costi: la sua missione, dice “è conoscere ogni figlio abbastanza da dargli l’infanzia di cui ha bisogno”. E ammette che anche lei è cambiata: la mamma che cresce l’ultimo nato non è più quella che ha cresciuto il primo. Lo riporta Business Insider.

Uno dei suoi figli dà il meglio quando gli viene concessa indipendenza: gli si affida una responsabilità, gli si lascia un po’ di spazio, e di solito risponde alle aspettative. Un altro ha bisogno di più struttura, più promemoria, più verifiche. Questo non rende uno più responsabile e l’altro meno capace: semplicemente hanno esigenze differenti.

Lo stesso vale per i privilegi. Nicole pensava che, se un figlio si era guadagnato un orario di rientro più tardi a una certa età, tutti gli altri avrebbero dovuto ottenerlo automaticamente al compimento di quell’età. Oggi sa che l’anagrafe non è l’unico criterio. La fiducia si costruisce attraverso le scelte: un ragazzo che ha dimostrato con costanza di essere responsabile può essere pronto a una libertà che un fratello della stessa età non è ancora in grado di gestire.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.