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Monday, November 2, 2026

Crans-Montana, Jacques Moretti: “Ho deciso io di restringere la scala del Constellation. Le dimensioni erano a norma. L’ho letto su Internet”

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Crans-Montana, Jacques Moretti: “Ho deciso io di restringere la scala del Constellation. Le dimensioni erano a norma. L’ho letto su Internet”

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“Sono stato io a decidere di restringere la scala di uscita, ma le dimensioni rispettavano i limiti di legge, che ho letto su internet”. Jacques Moretti ha rivendicato così, durante l’interrogatorio a Sion, la decisione di ridurre le dimensioni della scala che collegava il piano interrato del Constellation all’uscita. Una scelta finita al centro delle indagini sull’incendio della notte di Capodanno a Crans-Montana, costato la vita a 41 persone e che ha provocato 115 feriti. Proprio quella scala, unica via di fuga dal locale interrato, ha ostacolato l’evacuazione dopo l’inizio del rogo. Una spiegazione che non ha convinto l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, ragazza milanese rimasta ferita nell’incendio: “Moretti si è assunto la paternità di questa decisione pur non avendo lui consapevolezza dei minimi di legge avendoli cercati su internet: mi sembra una risposta superficiale e in ogni caso non sono mai state fatte delle prove di evacuazione e il risultato si è visto”.

L’interrogatorio del proprietario del discobar, indagato insieme alla moglie Jessica, si è concentrato sugli interventi eseguiti in vista dell’apertura del locale nel 2015. Moretti ha sostenuto che per i lavori di ristrutturazione non fossero necessarie specifiche autorizzazioni, dal momento che “non c’è stato alcun cambio di destinazione d’uso, né interventi sui volumi dell’immobile”. L’imprenditore francese ha precisato di essersi occupato personalmente dei lavori, ma non degli aspetti amministrativi. “All’epoca dei lavori non ero ancora proprietario né conduttore dell’immobile, l’avvio del rapporto contrattuale era previsto solo dopo”, ha spiegato.

Per le pratiche amministrative, ha riferito, l’allora proprietario Julien Beytrison aveva incaricato un professionista di Crans-Montana. Moretti ha inoltre sostenuto che Beytrison fosse a conoscenza degli interventi e della destinazione degli spazi, compreso il locale interrato, dove era stata installata la schiuma fonoassorbente, e la sala fumatori. “Beytrison sapeva, era stato anche invitato all’inaugurazione del nuovo Constellation e frequentava il locale anche con la sua famiglia”, ha affermato, contestando quanto dichiarato dall’ex proprietario lo scorso luglio. In quell’occasione Beytrison aveva sostenuto di avere avuto “poche informazioni tecniche e finanziarie” sui lavori. L’immobile è stato successivamente acquistato dai Moretti per un milione e 500mila franchi, circa un milione e 600mila euro.

L’audizione si è svolta nel campus universitario Energypolis di Sion, davanti a oltre cento persone tra inquirenti, avvocati e parti civili. Numerose famiglie delle vittime e alcuni feriti hanno assistito per la prima volta all’interrogatorio. A dieci mesi dall’incendio, la presenza dei sopravvissuti e dei familiari ha riportato in aula il dolore e la richiesta di risposte. “Abbiamo bisogno di farci sentire e di essere presenti, tutti insieme”, ha detto Mélanie Van De Velde Azzi, rimasta ustionata al volto. Prima di entrare in aula, Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, morto nel rogo, ha contestato anche il modo in cui viene definito quanto accaduto: “Non è stata una tragedia ma un omicidio per negligenza, non ci sono altre parole. Il termine tragedia è come quello di catastrofe naturale, cioè un evento che non ci si aspetta, questo ce lo si aspettava”.

Non c’è stato invece il confronto previsto tra Jacques e Jessica Moretti. La donna, comproprietaria del Constellation, non è stata convocata dopo che una psicologa-psicoterapeuta ha segnalato un suo “stato di fragilità psichica particolarmente grave”, mettendo in guardia dai rischi di un confronto diretto con il marito. Moretti si trova in custodia cautelare da metà agosto con l’accusa di aver usato violenza contro la consorte. L’assenza della donna ha suscitato reazioni tra i familiari delle vittime. L’avvocato di parte civile Didier Elsign ha riferito che le famiglie sono rimaste “profondamente scioccate” e che hanno percepito la decisione come “un atto di disprezzo”. Gilles-Antoine Hofstetter, legale di alcune famiglie, ha detto di comprendere lo sconforto di Jessica Moretti, pur ritenendo che non debba diventare uno “scudo procedurale”.

Sul fronte delle indagini, Moretti non risponderà invece alle domande degli avvocati di parte civile su eventuali episodi di riciclaggio di denaro. Il suo legale, Patrick Michod, lo aveva anticipato in una lettera inviata nei giorni scorsi alla procura del Vallese. Su queste ipotesi è stato aperto un filone investigativo: nel fascicolo compare un rapporto di fedpol che segnala sui conti correnti movimenti “anomali” e “transazioni opache”.

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