Emmy Awards: 14 premi alla serie tv "Widow's Bay" e Matthew Rhys scrive la storia

La nuova horror comedy di Apple Tv, "Widow's Bay", ha dominato la serata degli Emmy Award 2026, conquistando 14 premi su 19 candidature tra la cerimonia principale e quella dedicata alle cosiddette “categorie tecniche”, i cui riconoscimenti sono stati assegnati nei giorni scorsi.
La serie ha vinto come Miglior comedy, Miglior attore protagonista per Matthew Rhys - che ha fatto la storia con una doppia vittoria come interprete nella stessa edizione, conquistando inoltre una statuetta per come Miglior attore protagonista in una miniserie, in una serie antologica o in un film tv per “The Beast in Me” (Netflix) - Miglior attrice non protagonista per Kate O'Flynn, Miglior attore non protagonista per Stephen Root, oltre ai premi per sceneggiatura a Katie Dippold e regia a Hiro Murai.
The Pitt miglior serie drammatica
A seguire, con sette premi, il medical drama di Hbo Max "The Pitt", che partiva da 25 candidature, il numero più alto dell'edizione. La serie ha vinto come migliore serie drammatica e ha portato a casa per il secondo anno consecutivo il premio per il Miglior attore protagonista a Noah Wyle. Il risultato quasi raddoppia il bottino delle 13 nomination ottenute l'anno precedente.
"Al di là delle storie delle singole puntate, che a volte vi fanno distogliere lo sguardo (per il dovizioso realismo), raccontiamo una comunità di persone che cerca di fare la cosa giusta. È un momento cruciale per raccontare la sofferenza umana, un momento in cui non sia sa a cosa credere e la realtà supera la finzione", ha detto accettando il riconoscimento lo showrunner R. Scott Gemmill, circondato dal cast e dal produttore esecutivo John Wells.
Scott Gemmill, produttore e sceneggiatore (Reuters)
DTF St. Louis miglior miniserie
Nella categoria miniserie, "DTF St. Louis" (Hbo Max) ha dominato con sette vittorie, tra cui quelle a David Harbour e Linda Cardellini come Migliori interpreti non protagonisti. Il creatore Steven Conrad ha vinto sia per la regia sia per la sceneggiatura.
A pochi mesi dalla cancellazione del suo programma, "The Late Show", Stephen Colbert si è portato a casa quello che potrebbe essere l'ultimo premio della sua trasmissione: l'Emmy Award per il Miglior varietà. Il conduttore ha colto l'occasione per ringraziare la squadra del programma, "oltre 200 persone che per undici anni hanno dato anima e corpo in questo show per cercare di offrirvi il miglior programma possibile".
Record di statuette per Jean Smart e Allison Janney
Notte da record per Jean Smart e Allison Janney. L'attrice 75enne di Seattle si è aggiudicata il premio come miglior attrice protagonista per la serie comica “Hacks”: si tratta del suo quinto Emmy consecutivo per lo stesso ruolo, l'ottava statuetta della sua carriera, un traguardo mai raggiunto prima da un'interprete per tutte le stagioni di uno show.
Allison Janney vince invece come miglior attrice non protagonista in una serie drammatica per “The Diplomat”, eguagliando proprio Smart nel numero complessivo di Emmy vinti in carriera.
La cerimonia di lunedì sera a Los Angeles chiude le tre serate del 5, 6 e 14 settembre ed è stata trasmessa in diretta su NBC dal Peacock Theater della capitale della California.
Standing ovation per Michael J Fox
Michael J. Fox ha ricevuto agli Emmy il Bob Hope Humanitarian Award, riconoscimento assegnato per l'impegno filantropico e l'impatto sulla società, per il suo contributo alla ricerca e alla lotta contro il Parkinson. Cinque volte vincitore dell'Emmy, indimenticabile Marty McFly nella trilogia di “Ritorno al futuro”, Fox, 65 anni, ha fondato nel 2000 la Michael J. Fox Foundation.
A presentarlo, mentre la platea si alzava applaudendo commossa, è stata Julianna Margulies, sua collega in “The Good Wife”. "Accettare il Parkinson non significava arrendermi. Significava fare tutto ciò che potevo per chi vive con questa malattia", ha detto, accolto da una lunga ovazione. "Siamo sempre più vicini a sconfiggerla per sempre".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.