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Monday, October 5, 2026

Caos tesseramento, l’ultima ipotesi è Malagò commissario. Lega Serie A: “Inopportuno mettere la Figc in amministrazione straordinaria, si rischia il caos”

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Caos tesseramento, l’ultima ipotesi è Malagò commissario. Lega Serie A: “Inopportuno mettere la Figc in amministrazione straordinaria, si rischia il caos”

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L’eventuale commissariamento della Figc è “del tutto inopportuno” e rischia di “condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima”. Questo il contenuto in estrema sintesi della nota ufficiale pubblicata dalla Lega Serie A dopo la riunione di oggi tra le società, alla vigilia della Giunta Coni, in programma domani a Roma sull’ipotesi di commissariamento della Figc per il caso tesseramento di Malagò. ”La Lega Calcio Serie A si dissocia e prende le distanze dalla apparente querelle giuridica di cui non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche. Giovanni Malagò, candidato in primis dalla Serie A, è stato eletto con largo margine e la stessa Serie A continua a manifestargli completo supporto“, scrive la Lega dei club di Serie A, che poi conclude: “Anche alla luce della chiara posizione espressa dall’UEFA, si raccomanda e si auspica il rispetto dell’autonomia del calcio italiano”.

Intanto – come appreso e riportato da LaPresse da fonti qualificate – il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il numero uno della Figc Giovanni Malagò, si incontreranno domani mattina prima della Giunta indetta per commissariare la Federcalcio. Oggetto dell’incontro: l’ipotesi sul tavolo di proporre alla Giunta lo stesso Malagò commissario della Federcalcio. Sono quindi queste le ultime ore di riflessione, ultime schermaglie. Domani alle 13 la Giunta del Coni si riunirà per votare la proposta di commissariamento della Figc, su cui dovrà esprimersi un’ora più tardi il Consiglio nazionale. La questione è nota ormai da mesi e ruota intorno al mancato tesseramento di Giovanni Malagò come requisito per candidarsi alla Federcalcio: è una condizione così grave da sfociare inevitabilmente in un commissariamento? A questa domanda risponderanno prima i 17 membri di Giunta poi, eventualmente, gli 81 del Consiglio nazionale. E il criterio è assolutamente discrezionale: tutto dipenderà dalle valutazioni personali che faranno i rappresentanti dello sport italiano.

Una discrezionalità in forma purissima che presta il fianco a una serie di ricorsi e controricorsi, dal Tar fino al Consiglio di Stato. Comunque andrà, non finirà domani. Ecco perché si cerca una soluzione che – ultima nata in ordine cronologico – potrebbe essere lo stesso Malagò, commissario di sé stesso. Il Comitato Olimpico nazionale ha schierato quattro giuristi e per loro – riassumendo – il tesseramento era essenziale. Da via Allegri hanno risposto con una cinquina di esperti (tra i quali spiccano il costituzionalista Sabino Cassese e Bernardo Giorgio Mattarella, ordinario di Diritto amministrativo della Luiss nonché figlio del capo dello Stato). Per questi ultimi il tesseramento non è di per sé un requisito essenziale per la candidabilità e comunque la sua mancanza non basta a giustificare il commissariamento.

Intanto la prima guerra di posizione si combatte anche sui partecipanti al voto. Nessuno (salvo sorprese) può essere escluso, né dalla Giunta né dal Consiglio. Dunque possono votare sia Diana Bianchedi che Elisabet Spina, nonostante su di loro ci siano pareri discordanti circa un potenziale conflitto di interessi, dal momento che la prima è stata per 12 giorni capodelegazione della Nazionale (incarico da cui si è dimessa) e la seconda è una dirigente del Milan, quindi in qualche modo sempre riconducibile al mondo del calcio. Il loro voto potrà eventualmente essere impugnato nel caso in cui risultasse decisivo per l’esito della Giunta, in cui ‘vince‘ la maggioranza e anche il pareggio sarebbe una bocciatura. Può votare anche lo stesso Malagò, che siede in Giunta e Consiglio in qualità di membro Cio, ma proprio per evitare impugnazioni si asterrà e addirittura potrebbe uscire dalla stanza nel momento clou.

Malagò sulla carta può contare sicuramente su altri tre fedelissimi: il vicepresidente Marco Di Paola (n.1 dell’equitazione) e Laura Lunetta (danza), che a loro volta rischiano il commissariamento per gli scandali che hanno travolto le loro Federazioni e che Malagò ha difeso più volte; e ovviamente la pupilla Federica Pellegrini (anche se da membro Cio ha degli obblighi istituzionali). In caso di voto a ranghi completi, servono 8 sì per il commissariamento. Questo sarà solo il primo atto: il provvedimento dovrà essere poi ratificato dal Consiglio nazionale, composto da oltre 70 dirigenti e atleti, troppi per tenere una conta precisa dei pro e contro Malagò. Teoricamente, dunque, il commissariamento votato dalla giunta potrebbe anche essere bocciato in consiglio. Ma è più probabile che quest’ultima si adegui alle decisioni della prima.

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