Manager seviziato per anni dall'ex moglie, chiesto il giudizio per la donna

Dalla denuncia di un manager della finanza di 51 anni, che ha raccontato di essere stato seviziato dalla ex moglie per anni, è nata un'inchiesta per maltrattamenti, lesioni personali aggravate dalle sevizie e dalla crudeltà e di circonvenzione d'incapace nell'ambito della quale la pm di Milano Barbara Benzi ha chiesto il rinvio a giudizio della donna che si trova ora ad affrontare l'udienza preliminare davanti al gup Fabrizio Filice.
L'ormai ex moglie e socia dell'imprenditore, come riportano alcuni quotidiani locali, si sarebbe anche trasferita 200 mila euro sul proprio conto. La Procura aveva valutato di contestare anche il reato di tortura ma si è fermata perché, per motivi giuridici, l'accusa non avrebbe retto.
La vicenda
La vicenda nasce il 9 ottobre del 2024, nel golfo di Saint-Tropez - racconta il quotidiano - quando viene visto l'uomo che scappa e si nasconde tra i vicoli del porto. Si rifugia in un albergo, sviene, viene portato in ospedale. Pesa 53 chili. Due giorni dopo va al pronto soccorso di Legnano. La diagnosi è di "deperimento organico" e il referto descrive "condizioni igieniche precarie", bruciature di sigaretta in testa, sulle braccia e altre parti del corpo. Ai medici racconta: "È stata mia moglie". Le indagini i ricostruiscono una lite del febbraio del 2023 in un palazzo nel centro di Milano. Lei lo accusa: frequenti le prostitute, hai un'ossessione patologica per i siti porno, mi hai infettato con l'epatite B. La storia dell'epatite è completamente falsa ma il manager non lo sa. La donna sostiene di volerlo disintossicare. Tempo dopo, nella querela, il manager dirà: "Mi ha reso un fantasma".
Per l'uomo, che è tornato a vivere con i genitori, i legali chiedono un risarcimento di oltre un milione di euro. Il soggiorno a Saint-Tropez risulta essere stato solo la punta di un iceberg. La loro imbarcazione aveva le telecamere di sorveglianza e agli atti sono depositati 30 mila video che documentano le violenze. Lo scorso giugno, il gip di Milano ha archiviato una controdenuncia della donna, definendola "una palese e tardiva manovra orchestrata per orientare le indagini a suo carico a seguito della fuga del marito"
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