Subaru E-Outback, la prova de Il Fatto.it – L’avventura cambia energia – FOTO
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Subaru E-OUTBACK
Alla partenza il termometro segna 24 gradi, una giornata che a fine settembre conserva ancora il sapore dell’estate. In quota ne troveremo quattordici, forse quindici. Nel mezzo, le colline del Prosecco, le curve verso la montagna e poi mulattiere e pietraie, con panorami che invitano a fermarsi. È un percorso adatto a capire se la nuova Subaru E-Outback, oltre al nome, abbia conservato la vocazione della famiglia da cui discende: portare persone e bagagli anche dove l’asfalto finisce.
La prima risposta arriva al volante. Si guida bene, con una naturalezza che emerge prima ancora dei numeri. Eppure questi ultimi non sono certo modesti: due motori elettrici, uno per asse, trazione integrale e 381 cavalli complessivi, con uno scatto da zero a cento dichiarato in 4,5 secondi. La ripresa è vigorosa, ma senza quella bruschezza che su alcune elettriche trasforma ogni pressione dell’acceleratore in un movimento poco gradito ai passeggeri. La spinta c’è, abbondante, e si lascia dosare.
È proprio questa progressività a rendere piacevole la E-Outback lungo la salita. Lo sterzo è preciso, permette di impostare bene le traiettorie, e la risposta all’acceleratore accompagna la guida senza costringere a continue correzioni. Con quasi 4,85 metri di lunghezza e un peso nell’ordine delle due tonnellate, le dimensioni sono quelle di una vettura importante. La facilità con cui si prende confidenza con i comandi, però, aiuta a sentirsi presto a proprio agio.
Un contributo arriva dalla frenata rigenerativa: la funzione S Pedal Drive consente di gestire buona parte dell’andatura modulando l’acceleratore. Si preme per riprendere velocità, si alleggerisce il piede per rallentare recuperando energia. Le palette al volante permettono di scegliere fra cinque livelli di rigenerazione. Sul percorso della prova è una delle caratteristiche più piacevoli, perché rende la guida fluida e riduce il ricorso al pedale del freno, che resta naturalmente necessario quando le condizioni lo richiedono.
Quando le mulattiere si sotituiscono all’asfalto, il vantaggio della propulsione elettrica assume un significato diverso. Conta la coppia disponibile fin da subito e, soprattutto, la possibilità di dosarla con precisione. Nei passaggi difficili la forza arriva senza dover attendere, come dai motori termici, salga di giri: un aiuto concreto per avanzare con continuità e superare gli ostacoli.
Sulle pietraie affrontate durante la prova, la E-Outback si è comportata bene, confermando la facilità di controllo avvertita su strada. La gestione della trazione integrale è affidata ai due motori indipendenti; per i fondi più impegnativi c’è X-MODE, mentre Grip Control assiste nella marcia a bassa velocità. Sono strumenti coerenti con l’impiego della vettura, da scegliere in funzione del terreno.
Molto utile anche il sistema di telecamere Panoramic View Monitor. Sullo schermo si vede chiaramente il terreno immediatamente davanti al cofano, proprio dove dalla posizione di guida sarebbe difficile valutare pietre e ostacoli. Nei tratti più delicati questo aiuta a scegliere dove mettere le ruote, con maggiore tranquillità.
La vocazione al viaggio si ritrova nell’abitacolo dall’ottima abitabilità è ottima: le sedute sono comode e la visibilità verso l’esterno è buona. Il passo di 2,85 metri contribuisce allo spazio disponibile, mentre il bagagliaio arriva fino a 633 litri nella versione 4E-xperience, con il pianale nella posizione più bassa. Sono caratteristiche che interessano chi viaggia in famiglia o porta con sé attrezzature per il tempo libero, almeno quanto la potenza dei motori.
Anche l’organizzazione dei comandi convince. Muoversi fra le funzioni del display centrale da 14” risulta semplice e intuitivo. E c’è un dettaglio pratico che merita di essere segnalato: le due postazioni per la ricarica wireless sono ampie, adatte anche agli smartphone di ultima generazione in formato XXL. Conducente e passeggero possono sistemare e ricaricare il telefono senza contendersi un unico alloggiamento.
Una nota riguarda il rumore aerodinamico: sulla vettura provata, equipaggiata con barre sul tetto, aumentando la velocità il vento si faceva sentire nell’abitacolo. Un aspetto da considerare nella configurazione e nell’utilizzo degli accessori, soprattutto per chi affronta spesso lunghi trasferimenti.
La batteria ha una capacità dichiarata di 74,7 kWh. L’autonomia omologata nel ciclo WLTP è di 523 chilometri per la 4E-xperience con cerchi da 18 pollici e di 477 per la 4E-xperience+ con ruote da 20. Sono valori di omologazione: questa prima presa di contatto, senza una misurazione sistematica dei consumi, non permette di tradurli in una percorrenza reale verificata. La ricarica arriva a 150 kW in corrente continua e a 22 kW in alternata; la pompa di calore è di serie.
C’è infine un elemento che merita attenzione per chi sta valutando il passaggio all’elettrico. Durante la presentazione, alla nostra domanda sulla garanzia di otto anni a chilometraggio illimitato, Subaru ha confermato che la copertura comprende anche la batteria di trazione per i difetti tecnici. La casa giapponese ha distinto questa protezione dalla copertura del degrado di capacità, richiamando per quest’ultima la soglia del 70%. Una precisazione importante: durata della garanzia, guasti e perdita di capacità sono aspetti diversi, le cui condizioni vanno lette nell’accordo contrattuale. Subaru rivendica l’unicità della propria proposta; già la conferma della batteria inclusa rappresenta un argomento concreto da approfondire al momento dell’acquisto.
I prezzi, infine. La nuova Subaru E-Outback parte da 53.900 euro nell’allestimento 4E-xperience e arriva a 56.900 euro per la 4E-xperience+. La promozione di lancio porta il prezzo d’ingresso a 49.900 euro
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