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Wednesday, October 21, 2026

Mattarella: "Non si guardi ai giovani con indifferenza o - peggio - con meschina sottovalutazione"

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante cerimonia al Quirinale, di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” agli imprenditori nominati il 2 giugno 2026, ha sottolineato le responsabilità delle istituzioni e del mondo produttivo nelle alle sfide che l'attualità ci chiama ad affrontare.

Nelle parole di Mattarella, il coraggio dell’innovazione può essere una risposta alle incertezze del presente e una difesa delle regole internazionali di fronte alle nuove pretese di potere economico e politico e alla necessità di coniugare crescita e inclusione sociale.

“Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia del bel tempo andato che non può tornare, ammesso che vi sia effettivamente stato”, ha affermato il Capo dello Stato, indicando nella capacità di guardare al futuro una condizione essenziale per affrontare le trasformazioni economiche e geopolitiche in corso.

“Il tempo dell’innovazione richiede certamente coraggio e visione del futuro”, ha osservato Mattarella, riconoscendo alle aziende che non temono il cambiamento il merito di rendere un servizio al Paese e richiamando, al contempo, le istituzioni alla responsabilità di sostenerne lo sforzo.

Alla cerimonia hanno partecipato, fra gli altri, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, il presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Ugo Salerno, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rappresentanti del Governo e del Parlamento. 

Il filo conduttore del discorso di Mattarella è stato il rapporto fra libertà, sviluppo e responsabilità. Forte il messaggio che, in un mondo attraversato da conflitti, tensioni commerciali e trasformazioni profonde, il ripiegamento non possa costituire una risposta adeguata ma che servano capacità di innovazione, rispetto delle regole, investimenti nel capitale umano e una crescita che non separi il progresso economico dalla coesione sociale.

Guerre, protezionismo, pretese monopolistiche e i rischi per l’economia

Puntando il dito contro le guerre di aggressione, la delegittimazione del diritto internazionale, le barriere protezionistiche e le politiche neo-imperialistiche, Mattarella ne ha sottolineato il ruolo nel compromettere gli equilibri sui quali si fondano gli scambi e la produzione.

Mattarella ha richiamato anche le ricadute inflazionistiche dei rincari dell’energia e il rischio rappresentato dalle “pretese neo-monopoliste”. Fenomeni che, nelle parole del Presidente, incidono negativamente sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e sulle stesse libertà che caratterizzano il modello di vita delle società democratiche.

Particolarmente severo il riferimento ai “magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali”, con “assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”.

Impresa e innovazione, una responsabilità verso il Paese

La cerimonia al Quirinale ha celebrato la capacità di assumere iniziativa, investire, produrre e creare opportunità. Un riconoscimento che non riguarda soltanto i risultati raggiunti, ma anche la responsabilità che accompagna il ruolo dell’impresa nel sistema economico e sociale.

“Lo sviluppo del futuro richiede sostenibilità economica, ambientale e sociale”, ha affermato il Presidente che ha aggiunto: “La protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleato decisivo della crescita, non un costo improduttivo”.

I giovani e il capitale umano

Il Capo dello Stato ha anche richiamato l’attenzione sul disagio e sul senso di insicurezza che molti giovani avvertono di fronte alle prospettive di vita e di lavoro: “Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti”, ha osservato il Presidente, individuando nel capitale umano una risorsa centrale: persone messe nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere “libere dal bisogno”.

Accanto alle scelte necessarie per affrontare le congiunture economiche, occorre dunque uno sguardo più ampio, capace di misurarsi con il timore dell’emarginazione e con l’incertezza che attraversa una parte delle nuove generazioni.

Il Presidente ha richiamato anche la questione dei giovani che hanno lasciato l’Italia e che potrebbero desiderare di rientrare, qualora fosse offerto loro un percorso professionale e personale adeguato: “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione".

L’impresa diffusa e il presidio delle comunità

Nel discorso di Mattarella ha trovato spazio anche la dimensione territoriale dello sviluppo. L’impresa diffusa, ha ricordato Mattarella, rappresenta un motore per le comunità e può contribuire a contrastare lo spopolamento: sostenere l’attività d’impresa significa anche mantenere opportunità di lavoro, competenze e prospettive di vita nei territori, preservando le condizioni che consentono alle comunità di continuare a esistere e a svilupparsi.

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