L’anno prossimo si vota e il tema del gioco d’azzardo non appare in nessun programma: la petizione per abolirlo
Il prossimo anno si vota e il tema del gioco d’azzardo non compare in nessuna agenda di partito. Molto cinicamente potrei commentare: è forse perché il gioco è la più grossa industria italiana? Nel 2025 il totale giocato ha superato i 165 miliardi di euro, pari al 7,3% del Pil; il gettito erariale è stato di 11,47 miliardi di euro, ossia l’1,72% del totale delle entrate tributarie nello stesso anno. E, con il trend attuale, si prevede che si possano raggiungere i 180 miliardi di euro di volume d’affari entro fine anno: mica bruscolini…
Fino a qualche anno fa almeno il M5S ne fece un proprio cavallo di battaglia, intendo parlare del divieto di pubblicità al gioco. Oggi non solo non ne parla più ma neppure si è opposto all’”interpretazione” della norma da parte dell’Agcom che ha consentito alle squadre di calcio di fare impunemente pubblicità all’azzardo.
Di più, lo Stato non si limita ad assistere all’aumento dei giocatori, ma alimenta esso stesso il gioco. Se anche solo ci limitiamo alle lotterie istantanee, che potremmo raggruppare sotto la locuzione “gratta e vinci”, oggi scopriamo che ce ne sono ben sessantadue. Eppure il gioco è un grosso problema anche per lo Stato, in considerazione dei risvolti negativi che ha sui giocatori e sulle famiglie e quindi anche sull’erario. E poi c’è l’aspetto di carattere morale: in Italia la perdita netta (puntate meno vincite) è la più alta d’Europa, sia pro capite che sul Pil. Ma probabilmente è proprio così: l’importante per lo Stato è fare business, e chissenefrega se la popolazione si rovina.
Ma c’è chi va – tra la popolazione – controcorrente. Rolando De Luca (AGITA), Daniela Capitanucci (AND-APS) e Aniello Baselice (Famiglie in Gioco), tre professionisti esperti che operano da decenni nel campo del gioco d’azzardo per il recupero degli azzardopatici (il gioco è una dipendenza/addiction alla stessa stregua di stupefacenti, tabacco, alcool) hanno lanciato una raccolta firme online per l’abolizione del gioco d’azzardo: “Noi famiglie vittime dell’azzardo chiediamo di abolirlo in Italia”.
La raccolta firme in realtà è nata dal basso dalle famiglie che hanno vissuto sulla loro pelle il dramma dell’azzardo e per la prima volta in modo organizzato cercano un cambiamento vero, senza il sostegno di partiti o apparati. La raccolta vuole chiamare la politica a una scelta chiara e senza ambiguità: avere il coraggio di mettere in discussione gli enormi interessi economici legati all’azzardo e assumersi la responsabilità di una decisione concreta per la sua abolizione.
Non bastano promesse, dichiarazioni di principio o misure parziali: è necessario che il tema entri nell’agenda politica e diventi oggetto di un impegno preciso. La tutela delle persone e delle famiglie deve venire prima degli interessi economici dello Stato e del settore del gioco.
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