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Monday, October 12, 2026

L’Ue risponde all’accordo Trump-Putin sul gasolio: nuove sanzioni sul complesso militare-industriale. “Il più grande ampliamento da inizio guerra”

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L’Ue risponde all’accordo Trump-Putin sul gasolio: nuove sanzioni sul complesso militare-industriale. “Il più grande ampliamento da inizio guerra”

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L’Europa l’aveva già preannunciato dopo la decisione di Donald Trump di sospendere le sanzioni sul gasolio russo: le restrizioni imposte dall’Ue a Mosca continueranno a rafforzarsi in modo da sostenere in maniera più attiva l’Ucraina nella sua difesa. Così, due giorni dopo la telefonata tra il presidente americano e l’omologo del Cremlino, i ministri degli esteri dell’Ue hanno trovato l’accordo su quasi 1.600 nuove voci di sanzioni rivolte al complesso militare-industriale russo, come rivelato dall’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Kaja Kallas. “Si tratta del più grande ampliamento della nostra lista di sanzioni da quando la Russia ha dato inizio alla guerra – ha spiegato la Lady Pesc – L’Europa sta dimostrando ancora una volta di fare fronte comune. Più della metà di queste voci è collegata alla catena di produzione dei missili balistici. Stiamo rendendo significativamente più difficile, più lento e più costoso per la Russia produrre le armi che utilizza per uccidere gli ucraini”.

La mossa segue le dichiarazioni di vicinanza di diverse cancellerie europee e anche della Commissione Ue alla causa di Kiev, dopo il disimpegno e gli attacchi lanciati da Washington che ha anche ipotizzato un cambio alla guida del Paese. Zelensky, però, ha chiaro il rischio che corre in caso di abbandono da parte degli Stati Uniti, tanto che ha invocato il giorno stesso il mantenimento dell’unità transatlantica.

Da parte delle cancellerie europee, anche lunedì, è arrivata la conferma del rinnovato sostegno. “Bisogna sempre concentrarsi sulla propria strategia e la nostra è molto semplice: sostegno all’Ucraina tramite il prestito da 90 miliardi di euro e un esborso di oltre 5 miliardi di euro avvenuto la scorsa settimana – ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot – Sostegno anche sul fronte energetico e militare. Pressione sulla Russia: questo è il secondo pilastro della nostra strategia”. E l’intesa di lunedì, dice, non fa che confermare che la posizione rimane salda: “Dimostriamo la nostra determinazione adottando 1.600 nuove misure restrittive e sanzioni contro individui ed entità legati al complesso industriale-militare russo. Il terzo pilastro riguarda la preparazione del terreno per la pace puntando a un cessate il fuoco e il sostegno al lavoro in corso della ‘Coalizione dei volenterosi’ per definire le garanzie di sicurezza necessarie a rendere duratura la pace”.

Il portavoce del ministero degli Esteri tedesco ha invece puntato l’attenzione sulla Russia che, ha dichiarato, “non è un negoziatore affidabile e le sanzioni europee sono la risposta giusta. L’Ucraina ha vissuto una delle settimane con più morti dall’inizio dell’anno, con 150 vittime civili, fra cui anche bambini. Putin non mostra nessuna seria intenzione di trattare. Non è il momento di allentare le sanzioni, al contrario va aumentata la pressione su Mosca”.

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