Brexit, Burnham: «Tutte le opzioni sul tavolo, inclusa riadesione a Ue»

Il premier britannico Andy Burnham ha dichiarato che «tutte le opzioni”»sono sul tavolo per le future relazioni del Regno Unito con Bruxelles, da “restare come siamo” fino ad “andare fino in fondo”, con la riadesione all’Ue. Lo ha affermato alla trasmissione Today di Bbc Radio 4, dopo che ieri nel suo discorso al congresso Labour aveva fortemente criticato la Brexit, in quanto «ha fatto più male che bene al Paese», e annunciato di voler rafforzare i legami con Bruxelles in vista del prossimo summit coi rappresentanti Ue.
Burnham ha sottolineato che è necessario un consenso dell’opinione pubblica sulle decisioni che verranno prese. “Dobbiamo valutare cosa sia fattibile e quali sarebbero i pro e i contro di ciascuna opzione”, ha aggiunto il Burnham, sottolineando che fra le ipotesi c’è anche un rientro nel mercato unico e nell’unione doganale.
Il premier aveva già esplicitato questo concetto ieri durante il suo discorso al Congresso del Labour. Burnham aveva ancheconfermato che il tanto atteso vertice tra la Gran Bretagna e il blocco Ue si terrà entro la fine dell’anno, dopo essere stato rinviato a causa delle dimissioni del suo predecessore, Keir Starmer. Ha tuttavia aggiunto che il Regno Unito non imboccherà una «strada chiara» finché «non avremo deciso quale relazione a lungo termine intrattenere con quello che rimane il nostro principale mercato».
«Approfitterò del vertice - ha detto ieri - per illustrare a voi e al Paese quali ritengo siano le diverse opzioni per le relazioni a lungo termine della Gran Bretagna con i nostri partner europei» ha dichiarato. «E verificherò se sia possibile trovare un consenso su una di esse».
Né Burnham né il suo portavoce avevano specificato quali opzioni verranno prese in considerazione, sebbene è probabile che tra queste figurino il rientro nel mercato unico o nell’unione doganale del blocco a 27, oppure in entrambi. Un ulteriore modello di riferimento potrebbe essere rappresentato dalle relazioni tra il Canada e l’UE, alla luce della proposta avanzata all’inizio del mese dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di rendere il Canada il primo membro associato del blocco.
Un’analisi di Bloomberg Economics ha rilevato che la Brexit potrebbe essere costata al Regno Unito una quota compresa tra il 2% e il 4% del PIL; la stima centrale del 2,5% corrisponde a una perdita di gettito fiscale pari a 30 miliardi di sterline.
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