Mattarella: “Guerre dissennate e progetti militari sottraggono fondi alla medicina”
“La ricerca rimanda a uno sforzo comune, alla circolazione di informazioni e di idee, alla collaborazione tra Paesi diversi, continenti diversi, culture diverse. L’abbiamo verificato nei giorni del contrasto all’epidemia di Covid. Una rete mondiale si è attivata, fornendo presto protezioni su vasta scala, costruendo velocemente difese efficaci e accelerando l’indebolimento del virus”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Celebrazione de “I Giorni della Ricerca”, in corso al Quirinale. “Eppure oggi, oltre che a quel che viene sottratto di risorse da guerre dissennate e dai tentativi di voler estendere il contrasto militare a ogni dimensione della terra e persino nello spazio, siamo davanti a nuove barriere materiali e immateriali che si alzano in vari campi, ostacolando l’azione internazionale chiamata a prevenire e contrastare focolai esistenti e rischi di nuove pandemie. Dalle conquiste della ricerca e della medicina, dalla lotta contro il cancro, emerge una lezione che supera i confini dei laboratori: in cima alla scala dei valori sociali rimane la persona”.
“Il Servizio sanitario nazionale è nato per rendere il diritto alla salute un diritto pieno di cittadinanza – ha proseguito il capo dello Stato. Ne sarebbe vanificata la funzione se le risorse disponibili, o le offerte di cura, o la qualità di strutture e infrastrutture, allargassero anziché restringere le diseguaglianze”. Per Mattarella “le risorse destinate alla ricerca – alla ricerca in ogni campo verrebbe da aggiungere – sono risorse tra le più produttive. Sono quelle che rendono di più”.
Mattarella ha affrontato anche il tema dei vaccini: “Riflettendo sui successi conseguiti, risaltano talune stridenti contraddizioni del nostro tempo. La ricerca e la scienza salvano vite umane, in numero sempre maggiore, eppure dobbiamo tuttora constatare che si diffondono credenze irrazionali e fake news distruttive, inchiodando nella paura parti, sia pur piccole, di popolazione. L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti: quando ci troviamo davanti a fatti dolorosi di cronaca, con adulti o bambini che rischiano o addirittura perdono la vita che avrebbero potuto facilmente difendere, si avverte l’esigenza di contrastare l’opera di chi cerca di avvelenarne l’opinione”.
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