Iran: “Pronti a tornare al memorandum con gli Usa”. Wsj: “Proposta respinta”. E il tycoon posta una foto in cui Hormuz è lo “Stretto di Trump”
L’Iran si dice pronto a riprendere le trattative con gli Stati Uniti. Il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il Paese intende tornare al memorandum d’intesa concordato a giugno con Washington. Pezeshkian ha accolto con favore la posizione della Cina, favorevole al ripristino dell’accordo, scrivendo su X che “l’Iran condivide questo approccio e sottolinea l’importanza di tornare a quell’intesa”.
Pezeshkian ha aperto anche alla possibilità di consentire nuovamente l’ingresso nel Paese a ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. “Se vogliono venire ed effettuare ispezioni – ha detto il presidente iraniano in un’intervista alla Cbs, dopo aver ricordato la storia del Jcpoa, l’accordo internazionale firmato nel 2015 sul nucleare iraniano – possiamo trovare accordi e intese su questo dossier in particolare durante i negoziati”. Pezeshkian ha quindi ribadito la posizione di Teheran sul suo controverso programma nucleare. “Lo sviluppo di armi nucleari è haram (è vietato) dal punto di vista religioso, non dal punto di vista legale”, ha rimarcato. E, ha aggiunto, che “anche se alcuni in Iran potrebbero essere spinti a sviluppare armi nucleari, parlando da un punto di vista religioso non sarebbe loro concesso di seguire questo percorso”.
Gli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto in Medio Oriente – scatenato da attacchi a sorpresa di Stati Uniti e Israele contro l’Iran a fine febbraio – sono in stallo da mesi. L’accordo di giugno mirava a gettare le basi per un trattato di pace definitivo, ma è rapidamente naufragato.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha partecipato a un incontro con l’inviato statunitense Steve Witkoff e con Jared Kushner, genero del presidente, a margine dell’Assemblea Generale, ma i colloqui non hanno portato a una svolta.
Secondo quanto France Press, il capo della diplomazia di Teheran avrebbe offerto agli Stati Uniti un piano di sette giorni per la riapertura dello stretto di Hormuz. “L’Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, tramite il Qatar, un piano concreto di sette giorni. Se le condizioni necessarie saranno soddisfatte, lo stretto potrà essere riaperto e il normale passaggio marittimo ripristinato entro sette giorni – ha dichiarato alle Nazioni Unite – La scelta ora spetta agli Stati Uniti. L’Iran non accetta coercizione, minacce o intimidazioni e non rinuncerà ai suoi diritti sovrani sotto pressione”. Secondo il Wall Street Journal, la proposta di Teheran prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa dei negoziati sul nucleare in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani.
Ma, ha riferito lo stesso Wsj, Donald Trump avrebbe respinto il piano iraniano e parlato con i suoi collaboratori di una possibile ripresa dei bombardamenti contro la Repubblica islamica dopo le elezioni di medio termine in programma il 3 novembre. Nella notte il capo della Casa Bianca ha pubblicato su Truth una mappa in cui lo Stretto di Hormuz viene indicato come “Stretto di Trump“. Nei giorni scorsi, il tycoon aveva affermato che “stiamo vincendo la guerra” e “controlliamo lo Stretto di Hormuz”. “Dovrò pur ricavarci qualcosa“, aggiungeva. Ad agosto aveva pubblicato su Truth un’immagine con una mappa dello Stretto di Hormuz descritto “nuovo Territorio Usa”.
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