Campania, in consiglio regionale il primo sì al ‘reddito minimo’ per i poveri. “Valuteremo l’individuazione di una misura di sostegno”
Non è la promessa di un reddito di cittadinanza in senso stretto, ma ci assomiglia, l’impegno approvato poche ore fa in consiglio regionale per gli indigenti della Campania. È uno dei passaggi chiave della risoluzione di maggioranza al Documento di Economia e Finanza 2027-29. E’ stata approvata con 30 voti a favore, 16 contrari – e prevede, al capitolo in materia di welfare e inclusione sociale, di valutare “eventuali interventi finalizzati all’individuazione di un’efficace misura regionale di sostegno al reddito”. Da qui alla manovra finanziaria della regione guidata dal M5s Roberto Fico, passerà altra acqua sotto i ponti. E’ prassi approvare il bilancio di previsione nel corso delle settimane natalizie. Ma su quelle righe della risoluzione preparata dai gruppi di maggioranza della commissione Bilancio, presieduta da Corrado Matera (Pd) e su input di Elena Vignati (M5s), una dichiarazione di intenti che dovrà passare il vaglio di successivi “approfondimenti”, va subito all’attacco il centro destra.
Il leader dell’opposizione Gennaro Sangiuliano (Fdi) parla di “suggestione cubana” e “decrescita infelice” e sostiene che “il reddito di cittadinanza regionale, che il presidente Fico, per pudore, ribattezza “reddito minimo”, scassa i conti della regione, toglie risorse ai servizi reali, a partire dalla sanità, alla cultura, alla scuola, alle imprese e alle infrastrutture”. Di qui una controrisoluzione per proporre un “reddito di Dignità – Incentivo ai pensionati della Campania” e un “reddito di Merito – Incentivo all’eccellenza per studenti meritevoli”. E’ stata bocciata con 33 voti contrari e 16 favorevoli. Tra gli impegni approvati nel corso dei lavori dell’aula presieduta da Massimiliano Manfredi (Pd) c’è anche quello di “proseguire, in continuità con gli indirizzi già espressi dal Consiglio e con le posizioni assunte dalla Regione, nel contrasto al processo di attuazione dell’autonomia differenziata, a tutela dell’unità della Repubblica, dell’eguaglianza nell’esercizio dei diritti fondamentali, della solidarietà e della coesione territoriale, assumendo ogni iniziativa utile, anche in sede giurisdizionale ove ne ricorrano i presupposti”.
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