Il Real Madrid si piega a Pechino: i milioni in gioco dietro le scuse pubbliche al “popolo cinese” dopo il caso Mbappè
Alla fine anche il Real Madrid si è dovuto piegare alla Cina. Martedì, nei corridoi del club, la linea era ancora quella della libertà di espressione: il caso Kylian Mbappé non riguardava direttamente la società e non avrebbe avuto conseguenze sui rapporti commerciali. Meno di ventiquattr’ore dopo, la posizione è cambiata. E sono arrivate le scuse ufficiali a Pechino.
“Il Real Madrid desidera scusarsi con il popolo cinese per il disagio che le recenti dichiarazioni del nostro giocatore, Kylian Mbappé, potrebbero aver causato”, ha scritto il club. Poi l’appoggio pubblico al francese: “La società si unisce alle scuse pubbliche presentate da Kylian Mbappé, nelle quali il giocatore stesso ha espresso il suo rammarico per le sue affermazioni e ha ribadito il suo rispetto per il popolo cinese”.
Tutto nasce da un video girato a marzo e diffuso lunedì, nel quale Mbappé parlava del suo meme preferito: un’immagine che lo raffigura come un “dittatore cinese”. Il volto utilizzato è però quello di Mao Zedong, il “Grande Timoniere”. Una definizione che a Pechino non è piaciuta affatto. Prima le scuse del calciatore e della Liga, poi quelle del Real. Per le autorità cinesi non bastavano le parole del solo attaccante.
“Finché il Real Madrid non presenterà delle scuse formali, non c’è nulla di cui discutere”, aveva avvertito un portavoce del gruppo mediatico GMC, proprietario di CCTV, l’emittente statale cinese. Nel frattempo tre compagnie private hanno cancellato i contratti pubblicitari con Mbappé e la tv di Stato ha sospeso la trasmissione delle partite della Liga. Ed è qui che la libertà di espressione si è scontrata con un mercato troppo grande per essere ignorato. Il Real ha circa 100 milioni di tifosi in Cina, da dove arriva tra il 10 e il 15% del merchandising internazionale del club. La maglia di Mbappé era l’articolo più venduto nel Paese e il Madrid detiene anche il 20% dei diritti d’immagine del francese.
Così il club ha ricordato il suo “profondo rispetto per la Cina, i suoi cittadini e i milioni di tifosi che amano e ammirano il Real Madrid”. Un cambio di rotta netto, arrivato dopo le pressioni di Pechino e con milioni di euro in gioco. Le scuse, però, per ora non hanno riaperto il mercato. Nonostante le trattative avviate dalla Liga, la Cina resta ferma sulle proprie posizioni e il campionato spagnolo continua a essere oscurato. Il Real si è piegato. Pechino, almeno per il momento, no.
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