È un Parlamento per vecchi. La campagna per convincere i partiti: “C’è una generazione che non si sente ascoltata. Un candidato su cinque sia under 35”
“A prescindere dalle opinioni di ognuno sulle manifestazioni che abbiamo visto in questi giorni in Italia e nel mondo, una cosa è certa: c’è una generazione che non si sente ascoltata e ce lo sta dicendo in tutti i modi. Credo sia un dovere di tutti, ma soprattutto delle classi dirigenti, cogliere questo grido di allarme e dare delle risposte concrete. Viviamo tempi decisivi in cui si fanno scelte cruciali, ma la sensazione comune è che proprio quelli che subiranno l’impatto di tali scelte sono di fatto esclusi da ogni vero tavolo decisionale. Dare spazio alle nuove generazioni è una necessità non rimandabile di ogni democrazia degna di questo nome”. A parlare a IlFattoquotidiano.it è Yuri Russo, portavoce di Giovani Dentro, la campagna lanciata da una coalizione di realtà civiche che chiede ai partiti di candidare almeno il 20% di under 35 alla Camera in vista delle elezioni politiche del 2027.
I giovani rappresentano circa un quinto della società, ma in Parlamento sono appena il 5%. Una distanza che rischia di alimentare un circolo vizioso: le nuove generazioni non si sentono rappresentate, si allontanano dalla politica e finiscono per avere ancora meno voce nei luoghi in cui si prendono le decisioni. È da qui che nasce la campagna. “Il tempo in cui ci si riempie la bocca della parola giovani, dei temi che li riguardano e della necessità di ascoltarli deve finire. Ascoltare non basta più”, spiega Russo. “Perché ascoltare significa prestare il proprio orecchio, ma poi, nei luoghi in cui si decide davvero, ci sono sempre e comunque le stesse persone”.
Secondo Russo, la progressiva riduzione della presenza giovanile nelle istituzioni contribuisce ad allargare la distanza tra le nuove generazioni e la politica tradizionale. “I giovani non si sentono rappresentati e sono sempre più distanti dalla politica, quantomeno da quella elettorale”. Un problema che, per i promotori, non riguarda soltanto le istanze delle nuove generazioni, ma anche la qualità delle decisioni pubbliche. “Ci sono studi che dimostrano che includere i giovani nei processi decisionali garantisce una maggiore qualità delle decisioni pubbliche e una maggiore innovazione”, sostiene Russo.
No quote obbligatorie, “meritevoli e competenti selezionati dalle forze politiche”
La campagna si rivolge a tutte le forze politiche e non propone una nuova legge né l’introduzione di quote obbligatorie. Chiede invece ai leader di impegnarsi pubblicamente a candidare almeno il 20% di under 35 alla Camera, in tutte le circoscrizioni elettorali e in posizioni distribuite lungo le liste che consentano loro di avere reali possibilità di elezione. La richiesta riguarda anche il listino del premio di maggioranza previsto dalla riforma elettorale. “Il 20% nasce dal fatto che i giovani sono circa il 20% della popolazione”, spiega Russo. “Quantomeno alla Camera dei deputati, dove è possibile candidare questa fascia d’età, ci sia una rappresentanza nelle liste elettorali”. Perché, precisa, “quelli che saranno eletti saranno comunque molti meno, però almeno diamo loro la possibilità di competere con gli altri”. La coalizione riunisce associazioni, realtà civiche, organizzazioni giovanili e studentesche. L’obiettivo è costruire un appello trasversale, rivolto a tutti i partiti e non legato a uno schieramento specifico. C’è anche un’obiezione con cui la campagna deve fare i conti: non basta essere giovani per essere candidati migliori. “Non stiamo chiedendo di candidare i giovani a prescindere dal merito”, precisa. “Se un partito mi rispondesse che non esistono giovani validi, mi verrebbe da riflettere sulla qualità della formazione e della selezione della sua classe dirigente”. Di giovani con le competenze necessarie, sostiene, ce ne sono “tantissimi”, dentro e fuori i partiti. “Il problema è che troppo spesso non vengono messi nelle condizioni di avere voce in capitolo” spiega Russo. “Non abbiamo mai chiesto che basti essere giovani. Stiamo mettendo l’accento sul fatto che i giovani, nonostante il merito, non vengono ascoltati”. La responsabilità di individuare i candidati, aggiunge, resta ai partiti: “Devono andare a cercare e selezionare quei giovani che si impegnano, che hanno merito e che meritano di avere una voce in capitolo”.
“Pressione mediatica e dal basso per farci ascoltare: verificheremo le liste”
Da novembre la campagna comincerà a rivolgersi direttamente alle forze politiche per chiedere ai loro leader di sottoscrivere un impegno formale. La disponibilità a coinvolgere le nuove generazioni è un tema ricorrente nel dibattito politico. Ma tra le dichiarazioni di principio e le scelte sulle candidature il passaggio non è scontato. Per Giovani Dentro, la sfida è proprio questa: ottenere un impegno prima che vengano composte le liste elettorali e verificare poi se sarà rispettato. Ma come evitare che le firme restino dichiarazioni senza risultati concreti? Russo punta sulla pressione pubblica e sulla mobilitazione delle realtà che sostengono l’iniziativa. “Questa campagna deve diventare mediatica, affinché i partiti diano ascolto. Più pressione dal basso c’è, più associazioni ci sono, più rilanci ci sono, più i partiti avranno l’obbligo morale di ascoltare e dare seguito a questa richiesta”. Non basterà, però, ottenere le sottoscrizioni. La campagna annuncia anche una verifica delle candidature quando saranno presentate le liste per le politiche del 2027: quanti under 35 saranno candidati, in quali circoscrizioni e con quali possibilità effettive di essere eletti. “Faremo un lavoro importante di analisi delle liste, per vedere quanti giovani sono stati candidati, in quali percentuali e dove”, spiega Russo. L’obiettivo è rendere pubblici i risultati e confrontarli con gli impegni assunti dai partiti. La questione delle posizioni in lista, soprattutto per quanto riguarda il premio di maggioranza, sarà uno dei punti su cui la campagna intende insistere. Non basta infatti raggiungere una percentuale sulla carta se poi le candidature non offrono possibilità concrete di elezione. “Abbiamo fatto una richiesta che fosse ambiziosa, ma fattibile”, afferma Russo. La partita si giocherà quindi su due livelli: convincere i partiti a sottoscrivere l’impegno e verificare, una volta presentate le liste, chi lo avrà rispettato. Perché, come sintetizza il portavoce, “il tempo in cui si ascoltano i giovani senza permettere loro di incidere deve finire”.
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