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Friday, September 25, 2026

Tetto stranieri nelle classi: perché con la misura Valditara molte scuole rischiano di chiudere

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Tetto stranieri nelle classi: perché con la misura Valditara molte scuole rischiano di chiudere

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La popolazione scolastica è una sorta di mosaico. Costituito da tessere molto differenti. Se non altro riguardo le dimensioni. Le forme. La realtà di Vibo Valentia, non è la stessa di Belluno. Quella di Potenza differente da quella di Ferrara. Come quella delle periferie delle grandi città da quella del rispettivo centro storico. La realtà del I municipio molto differente da quella del V, a Roma. Tanto per fare un esempio.

Tutto ben chiaro a chi abbia una qualche conoscenza della Scuola. Della composizione delle classi. Nelle quali gli studenti stranieri sono in progressivo incremento. Evidentemente. Una realtà con la quale fare i conti, come sanno gli insegnanti. Ancora più che un problema, come crede il ministro Valditara. Che per dargli una soluzione ha annunciato che il 24 settembre arriverà in Cdm un provvedimento che introdurrà il tetto del 30% agli studenti stranieri e il divieto di burqa e niqab. “Un decreto legge, perché occorre intervenire subito”, ha spiegato il ministro. Aggiungendo che “riguarderà da quest’anno i nuovi arrivi”. Insomma nessun intervento sulle classi esistenti.

Una misura quella anticipata dal ministro che non solo non rassicura, ma che preoccupa. Se non altro gli addetti ai lavori. Tutte le persone che nelle scuole lavorano. Anche se con ruoli differenti. Dagli insegnanti ai Dirigenti, passando per le segreterie. Il motivo della preoccupazione? La popolazione scolastica. La sua osservazione. La sua conoscenza. Dati alla mano. Città per città. Territorio per territorio. Il dubbio che quanto introdurrà “per legge“ il ministro non sia possibile, sempre e ovunque, si fa strada. Ad esempio a Roma. Dal momento che non sembrerebbero pochi i casi di classi di Scuole medie romane di aree più o meno periferiche, nelle quali la percentuale di studenti stranieri supera abbondantemente la percentuale massima indicata dal ministro. E il numero di studenti stranieri è destinato inevitabilmente ad aumentare per motivi tutt’altro che imperscrutabili.

Con la misura del ministro Valditara le conseguenze nefaste potrebbero essere diverse. Molte scuole rischierebbero prima la contrazione e poi, in breve tempo, la chiusura. E quindi l’accorpamento ad un altro istituto. Con il risultato che il numero complessivo delle classi nelle quali accogliere gli studenti stranieri diminuirebbe. Con il risultato più probabile che molti degli studenti stranieri di nuovo arrivo rischierebbero di doversi allontanare anche di molto dal luogo di residenza. Insomma dalla scuola più vicina.

Cambiare è necessario. Adeguarsi alle mutate condizioni, doveroso. Ma per farlo bisognerebbe che fosse l’esperienza a guidare le nuove norme. Che si guardasse alla realtà, prima di inserire nuove regole. Che si agisse, consapevoli dell’esistente. Leggendo i numeri restituiti dalle scuole. Tenendo conto delle diverse situazioni appunto. Per migliorare le condizioni generali. Per rendere più proficuo il lavoro degli insegnanti. Per rendere realmente efficace la Scuola. Per farne uno strumento di emancipazione sociale. A tutti gli effetti.

Altrimenti, introdurre nuove regole non rischia di servire. Anzi di peggiorare il contesto.

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