Sale ancora il prezzo dei carburanti, Meloni promette di nuovo “aiuti mirati a chi ha più bisogno”. Consumatori: “Sempre peggio”
Mentre salgono senza sosta i prezzi dei carburanti, dopo il rinnovo del taglio delle accise sul gasolio di ieri in Cdm, Giorgia Meloni annuncia un intervento su misura dei bassi redditi: “Vorremo un provvedimento più targettizzato verso i consumatori e i fruitori che hanno maggiormente bisogno”, ha dichiarato la premier durante un punto stampa a Vercelli. “Vorremmo anche un provvedimento facile, immediato per i cittadini, che non crei confusione, che è la parte più difficile di questo lavoro e quindi ha richiesto qualche altro giorno – ha proseguito la leader FdI – Ma sono ottimista che i primi della settimana prossima, o comunque al massimo durante la settimana prossima, arriveremo con il provvedimento”. Già il 25 agosto era giunto l’annuncio di misure per i redditi più bassi.
Intanto, proseguono i rincari dei prezzi dei carburanti. In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,086 euro al litro per la benzina e 2,193 euro al litro per il gasolio. Ieri i prezzi erano pari a 2,077 euro per la benzina e 2,184 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,176 euro al litro per la benzina e 2,268 euro al litro per il gasolio.
“Va sempre peggio. Non si interrompe l’escalation dei prezzi dei carburanti che continuano a salire ad un ritmo infernale. In un solo giorno un pieno da 50 litri in autostrada costa 65 cent in più per la benzina e 50 cent per il gasolio. Nella rete stradale si paga 45 in più sia per la benzina che per il gasolio”. E’ la denuncia di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “In 3 giorni, dall’8 settembre ad oggi, in autostrada un rifornimento di gasolio ha fatto un balzo di 1 euro e 40 cent, la benzina un volo di 1 euro e 65 cent. Per la rete stradale il gasolio decolla di 1,20 cent, la benzina di 1,40 cent”, prosegue Dona. “O il Governo si decide finalmente a intervenire per bloccare questa deriva, con provvedimenti strutturali, oppure i soldi stanziati andranno a finire in un pozzo senza fondo. E’ chiaro che la via maestra sarebbe bloccare queste speculazioni nei mercati internazionali, ma anche nel mercato domestico si può e si deve fare qualcosa, come chiediamo, inascoltati, da anni” conclude Dona.
L’Unione nazionale consumatori cita alcuni dei provvedimenti suggeriti contro il caro-carburanti: “proibizione per le compagnie petrolifere di consigliare il prezzo ai distributori consentendo per questa via un allineamento del prezzo e una riduzione della concorrenza; modifica degli articoli 501 e 501 bis del Codice Penale per poter combattere le speculazioni; rafforzamento della definizione di abuso di posizione dominante e di intesa restrittiva della concorrenza; definizione di prezzo anomalo e modifica del Codice del Consumo rispetto alle fattispecie di pratica commerciale scorretta; pene severe per chi viola l’articolo 15 comma 5 del Codice del Consumo che prevede per i distributori di carburanti l’obbligo di esporre in modo visibile dalla carreggiata stradale i prezzi praticati dei carburanti. Bloccare la riforma del settore in cantiere che dà un giro di vite all’apertura di nuovi distributori”.
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