Milei mette in vendita la cittadinanza argentina (ma solo per i ricchi): 350mila dollari per un passaporto
Il governo di Javier Milei ha messo un prezzo alla cittadinanza argentina. Il ministro dell’Economia Luis Caputo ha annunciato che il governo sta per lanciare un programma che permette di diventare cittadini argentini pagando allo Stato un contributo non rimborsabile di 350mila dollari oppure acquistando un titolo di Stato da 800mila dollari. C’è anche uno “sconto” per i familiari di chi sta effettuando il pagamento: il coniuge, così come i figli di età compresa tra i 18 e i 25 anni, potranno presentare domanda per la cittadinanza versando 100mila dollari ciascuno. Per i figli di età inferiore ai 18 anni, si dovrà pagare 25mila dollari.
Il Programa de Ciudadanía por Inversión era stato presentato dal presidente Milei durante la Argentina Week, un evento che si è tenuto all’inizio di ottobre a Parigi con l’obiettivo di attrarre investitori nel Paese. La misura era già contenuta all’interno di un decreto di necessità e urgenza, firmato da Milei lo scorso anno, che ora entra in vigore. Si affianca alle altre iniziative con cui il governo di destra sta provando ad attrarre capitali stranieri, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno in cui Milei è un probabile candidato. Uno dei pilastri della politica economica dell’esecutivo ultraliberista è il Régimen de Incentivo para Grandes Inversiones (RIGI), un programma di incentivi valutari, fiscali e doganali per gli investimenti superiori ai 200 milioni di dollari.
Secondo quanto riportato da Reuters, la società di consulenza Millionaire Migrant, specializzata nei programmi per ottenere la cittadinanza e la residenza tramite investimenti, ha già aperto una lista di attesa per le persone interessate a presentare domanda. Alcune avrebbero già un secondo passaporto che non offrirebbe gli stessi vantaggi di quello argentino, come la possibilità di viaggiare senza visto nei Paesi che fanno parte del Mercosur.
Il Programa de Ciudadanía por Inversión è stato criticato da più parti, soprattutto per il legame diretto che impone tra cittadinanza e ricchezza. L’opposizione al governo sta cercando di bloccare l’iniziativa in Congresso. “La cittadinanza non può essere subordinata, direttamente o indirettamente, alla disponibilità patrimoniale di chi intende ottenerla. La possibilità di effettuare un determinato investimento non può sostituirsi al legame effettivo con il Paese sul quale si fonda il sistema ordinario di naturalizzazione”, hanno dichiarato Florencia Carignano e Paula Penacca, deputate del partito Unión por la Patria. Il percorso canonico per ottenere la cittadinanza prevede infatti tempistiche più lunghe di quelle di un investimento. Anche se l’iniziativa del governo non annulla alcuni parametri, come la verifica che il richiedente non abbia commesso reati, non prevede più come requisito avere vissuto in modo continuo e legale in Argentina per i due anni precedenti alla presentazione della domanda. “È inaccettabile che l’Argentina metta in vendita la propria cittadinanza. La proposta è classista“, ha dichiarato il deputato peronista ed ex ministro della Difesa Agustín Rossi.
L’Argentina non è il solo Paese della regione ad avere un programma per ottenere la cittadinanza dietro il pagamento di una somma predeterminata di denaro. Cinque piccoli Paesi dell’area dei Caraibi (Antigua e Barbuda, Santa Lucia, Dominica, Grenada e Saint Kitts e Nevis) permettono di riceverla versando un contributo minimo di 200mila dollari. El Salvador offre la cittadinanza agli investitori, ma il pagamento deve essere effettuato in Bitcoin. Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promosso un’iniziativa simile: a dicembre dello scorso anno, aveva lanciato il programma “Trump Gold Card” che permette di accelerare la richiesta per ottenere il visto e la cittadinanza dietro il pagamento di 1 milione di dollari.
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