Mancini nuovo corso azzurro, 'entro 4 anni qualcosa porteremo a casa'
"Questo ritorno per me è una sfida e un capitolo nuovo della mia carriera. Sono qui per vincere e questo è l'obiettivo che abbiamo tutti. Per riconquistare i tifosi dobbiamo riportare la Nazionale dove merita". Roberto Mancini inizia così la sua seconda avventura da commissario tecnico dell'Italia, con il verbo 'vincere' che ripeterà più volte nel corso della conferenza tenuta oggi a Coverciano dove è scattato il primo raduno della stagione per preparare gli impegni di Nations League contro Belgio, Turchia (due volte) e Francia.
Tradotto: non c'è tempo da perdere anche perché le delusioni azzurre negli ultimi anni sono state assai più delle gioie, i problemi del nostro calcio maggiori dei successi. Ma questo non sembra mettere pressione, semmai motiva ancor di più Mancini: "Sono sicuro che qualcosa entro i prossimi quattro anni porteremo a casa: non inizio mai per perdere, so che c'è bisogno di vincere e risalire il ranking e dobbiamo cercare di farlo in fretta, giocando bene e dominando. Qui di negativo non c'è nulla, siamo positivi, di giocatori un po' me ne intendo...", ha sorriso.
Per questo suo ritorno ("Sono felice, è bello stare a Coverciano, rivedere le foto dei trofei, qui abbiamo vissuto momenti belli") ha chiamato 34 calciatori (due però hanno già dato forfait, Cristante e Dimarco, sostituiti da Ricci e Ruggeri) fra cui Daniel Maldini (per lui oggi la notizia della negativita' ai test sugli stupefacenti dopo l'incidente d'auto a Milano) e 9 esordienti sui quali c'è molta curiosità. "Io stesso sono curioso di vederli all'opera, sono convinto che ci aiuteranno a costruire in futuro una squadra forte. Avessi voluto solo elementi non più giovanissimi in tanti avrebbero commentato 'I soliti giocatori...'. Anche in passato abbiamo convocato più di 50 giovani, se sono bravi li chiamiamo. Poi cercheremo in fretta di capire che può far parte del progetto".
Di certo gli italiani di seconda generazione avranno sempre più spazio come è giusto e inevitabile che sia e come avviene già con successo nelle altre discipline sportive. Sembrano comunque lontani i tempi in cui Balotelli veniva accolto dai cori discriminatori di alcuni ultra' in nazionale.
Un dei debuttanti azzurri è Mohamed Alì Zoma, attaccante del Norimberga: "È andato a giocare nella Serie B tedesca che è di buon livello, sta facendo bene e speriamo continui". Il ct ha chiesto ai giocatori più esperti di aiutare i nuovi a inserirsi velocemente, ai giovani di portare spensieratezza: "Servirà del tempo per fare qualcosa di bello e importante ma contiamo di riuscirci prima possibile. Intanto come ho detto a tutti bisogna divertirsi, nello sport se non ti diverti non ottieni risultati, abbiamo la fortuna di fare un lavoro che è la nostra passione".
Quanto a se stesso ha tenuto a precisare: "Non mi sento in credito con la gente per la vittoria dell'Europeo che ormai è lontana, piuttosto voglio riconquistare chi, ed è comprensibile, si è sentito tradito dal mio addio", ha ribadito riferendosi a quando nel 2023 lasciò la panchina azzurra per volare in Arabia.
Rispetto ad allora tanti problemi nel nostro calcio sono rimasti se non addirittura intensificati, a iniziare dal sempre maggiore impiego dei calciatori stranieri: "Possiamo lamentarci ma ciò che conta è arrivare ad una soluzione. Nel frattempo noi dobbiamo essere veloci a scegliere i calciatori che hanno doppio passaporto e le qualità per imporsi prima possibile ad alti livelli". Infine Mancini si è soffermato sulla vicenda Malagò e sul rischio commissariamento della Figc: ''Ho parlato con lui, è molto tranquillo e ci ha rassicurati. Noi dobbiamo solo pensare al nostro lavoro e a vincere la prima gara contro il Belgio ché non sarà facile".
Fra le novità la prima donna nominata capo delegazione della Nazionale, l'ex campionessa di scherma Diana Bianchedi, presente in Aula Magna durante la conferenza di Mancini e già da ieri a Coverciano dove ha salutato i giocatori: "Conosco Diana da tempo, ha fatto la storia di uno sport molto caro alla mia città, ha vissuto momenti indimenticabili dello sport italiano: ci darà una grossa mano". Perché l'Italia ha bisogno di vincere subito.
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